Il Blog di Giuseppe Previti

Breve storia del giallo in Italia: Ezio D’Errico (5)

Nei romanzi di D’Errico vi era molta azione, una scrittura  assai intensa, molte le sorprese, un valore di fondo ricono- sciuto, tanto che nell’immediato dopoguerra ritroviamo D’Errico nella collana dedicata ai libri gialli con La nota della lavandaia. Nel 1945 diventa direttore delle riviste Giallo e Crimen con le quali si cerca di rilanciare questo genere letterario.Nel- l’editoriale di presentazione di Giallo si  ricorda che contro la letteratura gialla si rivolgono due accuse, una di carattere estetico, l’altra di carattere morale. Si diceva che era una genere minore, e che  era di cattivo esempio per i giovani che spingeva al crimine. Sul primo appunto si ricorda che grandi scrittori, da Poe a Simenon, da Bernanos a Van Dine...

Breve storia del giallo in Italia: Ezio D’Errico (4)

Il ritratto del commissario Richard è abbastanza facile: un uomo assai garbato, amante della buona tavola, ad onta del mestiere che fa placido e tranquillo, un ottimo funzionario assai preciso, tenace, benvoluto dai suoi uomini, non amante della violenza. Certamente il paragone con Maigret viene spontaneo, i due sono tutt’altro che degli eroi, entrambi cercano di entrare il più possibile nell’atmosfera del fatto e dei personaggi su cui devono intervenire. Richard era un profondo osservatore, un maniaco dell’ambiente, e infatti nei romanzi che lo vedono protagonista importante è anche la riproduzione fedele del momento sociale in cui avviene la storia. E questo porta anche spesso a dare la precedenza a altri valori che non la produzione del...

Breve storia del giallo in Italia: Ezio D’Errico (3)

I protagonisti di D’Errico sono certamente lontani dai modelli dell’hard boiled americano di moda in quei decenni e anche dal padre del modello deduttivo Sherlock Holmes. Il commissario Richard lo ribadisce a piene note in varie pagine dei romanzi in cui è il protagonista, così è contro certi detectives americani che nel corso delle indagini si travestono spesso, così come non apprezzava molto i poliziotti di Scotland Yard, troppo….letterari, così come secondo lui il metodo deduttivo non aveva attinenza con la realtà, fatta di uomini in carne e ossa, con i loro pensieri, i loro comportamenti, ora positivi, ora negativi. A questo punto va chiamato in causa un  altro grande autore, Georges Simenon, che lui ritiene perfetto nella conce- zione...

Breve storia del giallo in Italia: Ezio d’Errico (2)

Nei libri di D’Errico Richard ha la parte predominante, gli altri vivono di luce riflessa, loro compito è fare da spalle al capo. Il quale capo comunque non è un superuomo, è una persona che di mestiere ha scelto di fare il poliziotto e lo fa nella maniera migliore possibile.In questo lo possiamo avvicinare molto al De Vincenzi di De Angelis. Richard cerca di entrare nella psicologia altrui, non si atteggia a giudice, cerca  di capire, ha sempre tanti dubbi, non crede a una divisione netta tra buoni e cattivi, e per di più si rende conto di vivere in una società sempre più violenta. Nella letteratura americana anni Trenta troviamo tanti intellettuali che fanno gli investigatori per hobby, qui invece abbiamo un poliziotto di mestiere, pagato mai come...

Breve storia del giallo in Italia: Ezio D’Errico

Nella disamina della storia del giallo italiano negli anni trenta e quaranta un posto di rilievo  va senz’altro assegnato a Ezio D’Errico, Commediografo, sceneggiatore cinematografico, autore radiofonico, poeta, pittore, ma anche autore di 19 romanzi gialli usciti per Mondadori e con protagonista il commissario Emilio Richard della Sureté di Parigi. Scapolo, vive con la sorella, è corpulento, un brav’uomo, amante della buona tavola,non disdegna un bicchierino, scettico per natura. E’ arrivato a essere capo della seconda Brigata mobile pur essendo partito dal basso risalendo tutti i gradini della scala gerarchica. Un uomo semplice ma fiero della bravura che lo aveva portato  a ruoli sempre di maggiore respon- sabilità, abbastanza...

” INTRIGO ITALIANO- Il ritorno del commissario De Luca ” di CARLO LUCARELLI- EINAUDI

Dopo cinque anni di quarantena colui che sotto il fascismo era stato definito ” il miglior poliziotto d’Italia ” torna in servizio il commissario De Luca. Viene mandato a Bologna per indagare su un  misterioso delitto, è coadiuvato da un giovane poliziotto. E’ il 2 gennaio 1954 quando De Luca e il suo aiutante mentre si stanno recando a in- terrogare un testimone incappano in un grave incidente. De Luca si sveglia salvo per miracolo e cerca di tirare le fila su quanto accaduto tra giovedì 21 dicembre 1953, giorno del suo arrivo a Bologan, e questo inizio del 1954. Siamo nel periodo delle feste, la città è sotto la morsa del gelo, la città è  molto illuminata dopo i tristi Natali del dopoguerra e la gente ricomincia a vivere con...

Breve storia del giallo: Augusto de Angelis (5)

Anche il nostro De Angelis doveva vivere….e per non inimicarsi troppo il regime nel 1936 pubblica due saggi,Hitler e il Reno( ma cercò di  fare più il cronista che l’editorialista) e L’Intelligence Service(dove era molto polemico con la politica coloniale inglese).Ma nel complesso rimase sempre  contrario alla dittatura fascista. De Angelis era un ottimo scrittore, sia da punto di vista della narrazione che dello stile, del resto era un uomo di grande cultura. Era anche in grosso intenditore di musica e spesso i suoi testi sembravano procedere secondo una partitura mu- sicale ideale. In altri romanzi l’ambientazione è quasi teatrale, con la costruzione di drammi che nascono in interni per lo più borghe- si, hanno una durata standard,...


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