Il Blog di Giuseppe Previti

“L’EVOLUZIONE NEL LINGUAGGIO DEL GIALLO”

La salute del romanzo giallo appare sempre eccellente.Molti i titoli che figurano nelle classifiche, molti i primati di vendita a testimonianza di un gradimento dei lettori verso questo genere.
Negli ultimi decenni del XX secolo si è registrata l’affermazione più completa della letteratura c.d. di “genere”.C’è chi si scandalizza davanti a queste asserzioni( i c.d.sostenitori della esistenza di una letteratura “alta” e “bassa”o “popolare”).Alla base di tutto vi è una significativa evoluzione della narrazione contemporanea.
E’ pur vero che uno dei tratti distintivi della stessa è la mancanza di confini precisi tra un genere letterario e l’altro.Occorre anche notare che molti autori passano indistintamente da un genere all’altro attingendo a più stili e più linguaggi.
Andrebbe individuata in maniera più esatta la distinzione tra poliziesco e noir anche se poi viene più comodo indicare tutto come “giallo”.Per molti il poliziesco corrisponde al giallo, non si sa se per convincimento o per il….colore(Mondadori contraddistinse le sue prime collane con copertine di questo colore). Il poliziesco si basa sulla contrapposizone tra il bene e il male, alla base c’è che si verifica un crimine con un investigatore che deve scoprire il colpevole, il bene deve sempre trionfare!
Il noir è termine di derivazione francese ma risente anche dell’hard-boiled di provenienza americana sia tramite opere letterarie che tramite il cinema.
Il termine nero è sinonimo di inquietitudine,paura,insicurezza e pertanto questo tipo di narrativa scruta tra le zone buie della società.Né rivela il male, né evidenzia i problemi sociali,mettendo l’uomo in primo piano,e analizza la natura umana.Non si parla più di buoni e di cattivi,in quanto il confine tra loro è difficilmente avvertibile.Storie crude,affatto rilassanti,atmosfere angoscianti, insomma la radiografia di un mondo spietato; inoltre più che alla individuazione del colpevole si mira a evidenziare i motivi dell’agire.
Alla base del successo del giallo vi è principalmente l’amore per le gesta dei protagonisti,i detective.Sono tantissimi negli anni e tutti convinti di essere i migliori.Ogni investigatore si rispecchia in se stesso e la spalla- Watson e…discendenti-ha il compito di esaltarne le qualità, le stravaganze,le provocazioni.E proprio seguendo nel passare del tempo questi protagonisti si può vedere l’evoluzione del genere.
Conan Doyle crea Sherlock Holmes un investigatore dall’eleganza ascetica,dalla forza atletica insospettabile,dal ragionamento deduttivo assai profondo, dalla continua esaltazione mentale, dalle improvvise melanconie,dall’assuefazione alla cocaina, dal rifugio nella musica.
Agatha Christie gli contrappone Hercule Poirot bizzarro ometto insignificante,vestito di un’eleganza eccessiva,maniaco dell’ordine e della perfezione.Anche lui ricorre alla logica e alla deduzione, ma no si sognerebbe minimamente di travestirsi, di chinarsi a raccogliere mozzicono,di andare in cerca di impronte come fa Holmes.Poirot si sdraia in poltrona e pensa, lui è
tutto l’opposto dell’uomo d’azione.
Un altro che risolve le indagin i in poltrona è Nero Wolfe. Misogino come Holmes, non esce mai di casa ma a differenza del grande investigatore inglese lui pensa che la verità non scaturisca da”indagine ma piuttosto da una intuizione risolutiva.E Rex Stout radunerà sempre i sospettati nella stanza di Wolfe che rivelerà la soluzione del caso.
Tornando alla Christie altro personaggio impareggiabile è Miss Marple, una intrepida vecchietta che è anche una acuta osservatrice della natura umana, ama i pettegolezzi,veste sobriamente e non è blasé come Poirot.Ma dietro l’apparente candore c’è la mente ferrea di una cacciatrice i criminali.
Fin qui i romanzi polizieschi sono stati scritti con molta serietà,basati più sulla logica che sulla realtà. In questo filone potrebbe pure entrare il Philo Vance di Van Dine che ricorre alla psicologia per trovare le soluzioni.E’certo uno stile di scrittura che oggi può apparire demodèe,classicheggiante,ricco di descrizioni.
Con Dashell Hammet  e  Raymond Chandler il romanzo poliziesco mutav registro,entra nella vita reale e nei suoi problemi.I loro eroi sono Sam Spade e Philipp Marlowe, potremmo aggingere anche il Mike Hammer di Spillane:costituiscono il nucleo dell’hard-boiled americano.Qui la prosa si fa più cruda,meno ridondante, più addentro alla città,al mondo delo crimine che non è più quello sofisticato dei predecessori. E questi detective affrontano a viso aperto la realtà dura,pericolosa,spesso picchiando sodo e magari….ricevendone altrettante.Le loro indagini non si limitano più alla soluzione pura e semplice,ma entrano nelle pieghe dell’animo umano.E quindi registriamo una scrittura più diretta,più semplice, meno conversazioni,descrizioni ridotte all’essenziale.
Un vero maestro nello studio della psicologia umana del colpevole sarà il Commissario Maigret.Lui “entra”nell’animo del criminale,si “immerge” nella vita della vittima,partecipa quasi ai loro drammi.Fuma la pipa,è un pò burbero,la sua anima è semplice, ma si distacca dagli altri investigatori perché la sua forza sta nel colpire la potenzialità del male pur se poi appare più interessato a capire il perché delle cose. In  questo intramontabile eroe dovuto alla penna di Georges Simenon c’è sempre il seme del dubbio,mai si affida all’intuito, piuttosto al buonsenso.E mai c’è compiacimento per il risultato ottenuto, giustizia sarà fatta,ma quella delle leggi,ma Maigret resterà sempre dubbioso se la morale è salva.
Maigret resiste al tempo meglio di tanti suoi…colleghi,continuamente escono nuove ristampe, i romanzi sono 76 scritti tra il 193o e il 1972.
Giusto merito a Simenon, che certo non va annoverato tra i mastri ispiratori del mondo del giallo, lui scriveva senza porsi problemi, non è vero che scrisse i Maigret per denaro e i senza Maigret per la gloria.Nella sua scrittura c’è sempre l’angoscia di fronte al male e a chi lo commette. “Capire e non giudicare”è la caratteristica di Simenon,un grande  scrittore, il maggiore forse del ‘9o0,teso a creare una contrapposizione capace di comprendere e di affrontare un severo percorso morale.
Con Simenon ma anche con Hammett e Chandler il romanzo poliziesco è più disincantato,non basta più risolvere i delitti,il mondo è triste,inquieto.E del resto gli investigatori dei vari Michael Connelly,Jo Nesbo,Cruz Smith sono solo uomini che devono ristabilire l’ordine ma lo fanno come nemici del crimine, a titolo personale, troppi lacci,troppe regole nell’azione uffic iale.Anche in questi autori una scrittura disincantata,molto moderna.
Nell’evoluzione del linguaggio non possiamo non ricordare Ed McBain quello dell’87° distretto, una serie di cronache sulle giornate di un corpo di polizia con i suoi agenti protagonisti e sul lavoro e nella vita privata. Una maniera originale,senza orpelli di raccontare,facendo vivere come in diretta le varie situazioni.
Grande successo ha avuto la Kay Scarpetta di Patricia Cornwell, un medico legale che attraverso l’esame dei cadaveri arriva a risolvere i casi.Il linguaggio usato è ovviamente più tecnico.
Ma chi scrive gialli deve “immergersi”nella vita tenendo conto delle tensioni sociali e individuali, così Peter Makaris ha creato un anti-eroe,il commissario Kostas Makiros che indaga nelll’Atene squassata dalle tensioni sociali.
E del resto la stessa triologia del Millenium di Stieg Larsson ci mostra una società svedese violenta,pericolosa,affetta da torbide pulsioni.
Il giallo si fa sempre più violento,più efferato.In questo senso possiamo ricordare il commissario Jean Baptiste Adamsburg della Fred Vargas, anche se lui riporta in primo piano l’indagine basata sull’intuito.
E in Italia?Il giallo italiano è approdato sempre più verso il noir, manca sovente il rigore logico dell’inchiesta, si lascia la trama in sospeso.Si evidenziano il cimine e la vittima, il detective non sempre ha il ruolo principale.
Chi scrive storie nere ha portato a una innovazione narrativa,il noir mesola vari generi dal giallo classico al thriller,dal romanzo d’avventure alla fantascienza all’horror.Questo stile di raccontare che riguarda ormai un lungo periodo di tempo(tra gli anni ‘9o e buona parte del 2ooo)si esprime appunto fondendo i vari generi e ispirandosi alla realtà del nosro Paese.Arriviamo quindi a uno stato di denuncia dei momenti di crisi e sociali e economici e storici e nei comportamenti.
Si descive la figura dell’assassino,ricorrendo a più generi,collocando le storie tra la cronaca e l’immaginario,non rinunciando certo alla fantasia.Ecco l’utilizzo della lingua che è quella parlata,ricorrendo allo slang e al dialetto,con un continuo cambiare di registri e di stili.Una lingua vivace e libera.E si scrive anche con un maggior riferimento alla realtà cittadina.
Il nuovo noir italiano è un genere letterario che prosegue la strada del giallo descrivendo la vita cruda e violenta della società in tutti i suoi mali e anche i recessi più oscuri dell’animo
umano.Insomma uno specchio fedele della nostra società.
Non possiamo infine non ricordare due autori e i loro protagonisti: il Duca Lamberti di Giorgio Scerbanenco e il commissario Montalbano di Andrea Camilleri.Scerbanenco è da molti considerato il padre dedl giallo all’italiana: un investigatore assai leale quanto duro che si batte nella Milano anni’60, quando anche la malavita sta facendo il salto di…qualità.
E il Montalbano di Camilleri,il più celebre tra i nostri investigatori,un personaggio simpatico nel complesso,non troppo ligio all’ordine,ma efficacissimo nelle sue indagini.Da mettere
in rilievo la qualità della scrittura di Camilleri,mai facile,spesso ricorrendo al dialetto,ma capace di entrare nella mente e nel cuore dei lettori.Camilleri non scrive solo di Montalbano,come Simenon,e anche per lui si può dire che non esistono libri buoni o cattivi…
Da aggiungere anche che fior di scrittori facenti parte della maggiore cultura italiana da Gadda a Sciascia,da Soldati a Fruttero&Lucentini si sono cimentati nel genere giallo apportando
un’ ulteriore ricchezza alla sua forma narrativa.

GIUSEPPE PREVITI

 

 


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