Il Blog di Giuseppe Previti

Il caso dei cioccolatini avvelenati – Anthony Berkeley – I gialli del Corriere della Sera

Ci troviamo di fronte ad un giallo veramente spassoso. Sembra quasi una commedia, per la trama, per la struttura, per il ritmo e per il gioco di equivoci che ne deriva.
Un circolo esclusivo del crimine – aspira a essere composto da 13 membri, ma al momento hanno superato le rigidissime selezioni soltanto in 6 – si riunisce periodicamente. Le gentildonne e i gentiluomini che lo compongono sono: Roger Sheringham, fondatore e presidente del circolo nonché protagonista di dieci romanzi di Anthony Berkeley, un avvocato famoso, una commediografa molto nota, una romanziera che meriterebbe un riconoscimento maggiore, il più perspicace scrittore di romanzi gialli, e infine un ometto anonimo e gentile che ancora si chiedeva, insieme agli altri soci, come fosse riuscito ad entrare nel club della Londra bene. La serata coglie tutti i soci in grande eccitazione perché Scotland Yard sottopone loro un caso che la polizia tradizionale non è riuscita a risolvere.
Un pacchetto viene recapitato al Rainbow Club di Londra. È indirizzato a Sir Eustace Pennefather e contiene dei cioccolatini omaggio di una famosa ditta di dolciumi, Mason & Sons. Sir Eustace odia i cioccolatini e li regala seduta stante a un altro membro del club, il signor Graham Bendix che ha appena perso una scommessa con la propria moglie, la cui posta in gioco era, per l’appunto, una scatola di cioccolatini. Sappiamo già dal titolo di che cioccolatini si tratta: la moglie di Bendix morirà avvelenata poche ore dopo, mentre lui, tornato al club dopo pranzo, verrà invece soccorso in tempo. Chi sarà l’assassino? È proprio quello che si impegnano a scoprire i soci del circolo del crimine: da lì a una settimana, una sera per uno, ognuno di loro si cimenterà nel rivelare i risultati che le loro indagini personali hanno prodotto.
Sei detective che si considerano tutt’altro che improvvismati, con – ovviamente – 6 diverse soluzioni. Il lettore seguirà ogni singolo socio nelle sue elucubrazioni mentali scoprendo insieme a lui nuovi aspetti, nuove prove e nuovi moventi. Ma lo scrittore Berkeley sembra divertirsi moltissimo a prenderlo in giro: ogni volta che la soluzione sembra a portata di mano, un altro socio del circolo la demolirà con prove schiaccianti e il relatore della serata non meno che il lettore rimarrà deluso e frustrato. Ma solo per poco, perché finito un socio ne comincia un altro e la caccia riparte!!!
Al lettore sembrerà di sedersi su una delle comode poltrone del circolo: prenderà parte all’eccitazione dell’assemblea ogni volta che un socio prenderà la parola per esporre la propria teoria avvalendosi di ipotesi macchinose, ma perfettamente plausibili; ascolterà interi saggi di criminologia esposti da chi si sente un esperto del settore, chi avvalendosi della propria cultura di scrittore giallo, chi per la continua frequentazione delle aule di tribunale, chi vantando un intuito femminile particolarmente sviluppato, chi per il continuo esercizio di deduzione logica dei fatti…
Ma il lettore seguirà anche chi si muoverà dalla comoda e accogliente stanza del circolo seguendo i nostri “detective” del settore in giro a far domande, a corrompere camerieri poco fidati, «(…) indagare è un hobby piuttosto costoso (…)» a visitare negozi da una parte all’altra della città interrogando commessi estremamente gentili, servizievoli e accondiscendenti, pur di far felice un bizzarro avventore!
È veramente divertente assistere agli scontri e alle rivalità non solo tra i singoli membri ma anche tra gli uomini e le donne del circolo. Battute pungenti e sarcastiche, intrusioni nella vita privata, accuse ironiche ma anche assolutamente serie e ponderate: al circolo del crimine ogni sera succede un quarantotto… ovviamente fino all’incredibile conclusione.
Anthony Berkeley Cox (userà vari pseudonimi durante la sua carriera letteraria) è un abile intrecciatore di trame e non stupisce affatto scoprire che era stato uno scrittore umorista, prima di esordire nella narrativa poliziesca. Questo romanzo, che racchiude sia la parte gialla che quella umoristica, fu scritto nel lontanissimo 1929 e colpisce molto per il suo indirizzo moderno. Nonostante l’ambientazione sia quella della Londra della prima metà del ‘900, il romanzo è assolutamente attuale: il linguaggio che viene utilizzato, i temi che tratta, il modo di affrontare l’argomento tradimenti (quando si indaga sulla morte di qualcuno è quasi impossibile non imbattersi, anche per caso, in storie di amanti, e questo romanzo ne è la riprova). Il tutto accompagnato da una sottile ironia e da situazioni a volte paradossali che sfociano nel sarcasmo e nel puro divertimento.
In questo giallo infatti, la suspance e la tensione si alternano in un ritmo perfetto a momenti goliardici, ironici e divertenti.
Da ricordare che da un suo romanzo, Alfred Hitchcock trasse uno dei film più importanti della prima parte della sua carriere, Il sospetto con Cary Grant e Joan Fontaine.


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