Il Blog di Giuseppe Previti

” OSCURA IMMENSITA ” di MASSIMO CARLOTTO

Cast: Massimo Scarpati Claudio Casadio,  regia di  Alessandro Gassmann

Oscura immensità nasce da un romanzo, L’oscura immensità della morte, di Massimo Carlotto, e viene portato in scena da una inedita coppia, Masimo Scarpati
Claudio Casadio, per la regia di Alessandro Gassmann.

Temo della pièce la giustizia, la vendetta, il perdono, con un conflitto tra vittima e carnefice, anche se alla fine i ruoli sembrano interscambiabili, e quindi occorrerà
decidere da che parte stare, anche in rapporto a come la società affronta il crimine.  Si può perdonare il colpevole di un crimine che sta scontando la pena dei suoi
delitti ? E a chi tocca questa posizione, allo Stato o ai familiari della vittima ? E i familiari come si regoleranno, quale sarà la loro risposta ?
Con un linguaggio assai scarno, crudo e diretto, Massimo Carlotto, autore di noir di successo ma anche molto attratto dalla drammaturgia, prende spunto da un
tragico fatto di cronaca avvenuto nell’Italia del Nord.  La trama si incentra sulla spietato confronto, quasi un duello, tra due uomini: uno è un padre di famiglia
a cui durante una rapina sono state uccice moglie e figlia; l’altro è il rapinatore che ha sparato durante la fuga e si è macchiato dell’orrendo delitto.
Sono passati vari anni, il padre-marito lacerato dai ricordi, una vita completamente cambiata ma sempre pensando alle donne della sua vita, mentre l’altro consuma
la sua vita in prigione.
Il dramma si riaccende quando il reo chiede la grazia e anche la vittima deve dare il suo parere. I drammi personali turbano ancora i sonni e i pensieri dei due uomini,
i rispettivi drammi personali sono troppo impressi nei due per poter assumere un atteggiamento equilibrato.
Una storia quindi con basi nella realtà, sviluppata a mezza strada tra cronaca, indagine e finzione., ambientata nella provincia italiana dove purtroppo il crimine è ormai
diventato una componente primaria.

Temi pertanto universali quelli espressi in Oscura immensità, un progetto narrativo ispirato alla realtà, nato come romanzo e poi sviluppato anche come progetto tea-
trale. Carlotto nei suoi lavori indaga sempre tra i meandri di una umanità senza speranza,  dove il confine tra il bene e il male è assai meno netto di quel che può sembrare,
tanto che non ci si deve meravigliare se i ruoli del carnefice e della vittima si possono invertire.
Già il romanzo aveva suscitato discussioni  a non fi
Raffaele e Silvano, carnefice e vittima, non sono altro che le due facce di un destino contrapposto ma anche ineluttabile, a cui sembra ben difficile poter dare una
risposta esauriente.
Alessandro Gassmann affronta la regia di questa piece evidenziandone il linguaggio incisivo, assai crudo e anche l’azione è condotta in maniera serrata e coinvolgente.
Per delineare due caratteri così opposti occorrevano due attori dalle caratteristiche assai diverse, e Giulio Scarpati, in un ruolo in cui può fare sfoggio di non usuali per
lui corde drammatiche e Claudio Casadio, rudemente naturale come il personaggio richiede, sono un punto di forza della rappresentazione.
Un noir teatrale che indaga tra le pieghe di una umanità che smbra senza speranza, una sorta di limbo dove non si distingue il bene dal male, e meno che mai chi lo
impersona.
Carlotto è sempre abbastanza crudo nei suoi romanzi, con un linguaggio sempre molto reale, che trasportato sulla scena non perde di efficacia, un po’ perchè
riflette la parlata comune, un po’ perché il teatro è fatto di emozioni forti che qui risaltano in pieno.

 

GIUSEPPE PREVITI


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