Il Blog di Giuseppe Previti

” LE GEOMETRIE DELL’ANIMO 0MICIDA ” DI MONICA BARTOLINI- SCRITTURE&SCRITTURE

Una giovane donna viene trovata uccisa dentro un’automobile, bendata e con mani e piedi legati. Sul luogo chiamati dalla pattuglia di turno giungono il capitano
Spada e il maresciallo Piscopo, e presto anche la dottoressa De Acetis,  magistrato a cui sono state affidate le indagini. Ma ben presto il caso si rivelerà molto in-
garbugliato, anche perché la vittima apparteneva a una famiglia assai nota, come del resto il fidanzato,noto avvocato oltre che figlio di un alto magistrato.
E le cose sono vieppiù complicate perché ci sono troppe persone che si interessano alla vicenda e danno la caccia al colpevole. Passi per gli inquirenti che fanno
il loro mestiere, ma ci si mettono anche un giovane fotoreporter di una tv locale a cerca di scoop, e una giovane donna, per inciso figlia del maresciallo che conduce
le indagini. Lei era molto amica della vittima e la vuole assolutamente vendicare.
Ognuno seguirà una pista diversa, piste che finiranno per intrecciarsi, il lettore può seguire così la storia sotto vari punti di vista,ma alla fine i tanti apporti permette-
ranno di giungere alla verità.

Le geometrie dell’animo omicida è un  romanzo di Monica Bartolini, autrice di romanzi gialli e noir, vincitrice di vari premi, tra cui il Gran Giallo Città di Cattolica, e
anche nota come Larossachescrivegialli, si occupa di recensioni e cura un sito molto conosciuto.
Questo romanzo è sicuramente un giallo, ci sono gli investigatori, c’è un cadavere,  ci sono tante piste da seguire ma la nostra autrice ci racconta questa trama come
una storia di persone, di famiglie, con i loro pregi e i loro difetti.
Intanto il maresciallo Piscopo che è il protagonista, con la sua bonomia, le sue battute, ma anche la sua sagacia, la sua abilità, la sua esperienza. Ma altrettanto impor-
tante si rivela la sua famiglia, con Pina la moglie, donna  assai pratica, che dispensa saggezza, sa placare gli animi, ha sempre la parola giusta. Poi Francesco, il figlio
carabiniere, restio a seguire i consigli del padre, e infine Tina, la figlia, bancaria con la passione dell’astrologia. E sarà proprio lei, nonostante che il padre non voglia
che si iuntrometta, a battersi perché il sacrificio dell’amica non resti impunito.
L’assassinio della giovane sembra un enigma irrisolvibile, non si trova un movente valido, eppure sono in tanti alla caccia della verità, compreso un affascinante giorna-
lista d’assalto che farà breccia nel cuore di Tina con grande scandalo del maresciallo, più razionale come investigatore che come padre…
Se i carabinieri vanno a caccia di prove palesi, se il giornalista fruga nella…spazzatura con Tina si arriva a una nuova tipologia d’indagine. basata sull’ “Astrologia”.
Certo scientificamente e anche da un punto di vista giudiziario è ben difficile dare credito alle mappe astrali dei tanti protagonisti, Piscopo è il più scettico, eppure
alla fine saranno determinanti nella soluzione del caso.
Monica Bartolini ha saputo scrivere pagine che si leggono con piacere anche perché in fondo ci offrono qualcosa di nuovo in un mondo abbastanza piatto come quello
sin troppo tradizionale del giallo. Sa anche costruire con mano leggera i vari personaggi, delineandoli con pochi tratti e  riuscendo sempre a tenere desta l’attenzione
del lettore. E la storia viene giocata più sull’analisi delle varie personalità che non su colpi di scena o azioni travolgenti.
La storia è ambientata in Sicilia, in una cittadina con la caserma dei carabinieri, la banca, i caffè, le abitazioni. Qui i protagonisti vivono le loro storie, i loro amori , i
loro drammi, finché la morte della ragazza sconvolge questo universo apparentemente tranquillo. Il delitto porta alla ribalta due investigatori, addirittura padre e
figlia. Il maresciallo è uomo di grande esperienza, molto stimato per aver risolto in passato dei casi difficili, Tina ha preso evidentemente dal genitore, pur se poi
il suo metodo d’indagine si rivela assai insolito, affidandosi all’astrologia e  alle connessioni tra i vari individui. Liberi di crederci o meno ma questa è l’ipotesi che ci
offre la nostra autrice.
Tornando all’ambientazione del fatto c’è chi vi ha visto un esplicito riferimento a Camilleri e a Vigata, al posto dei poliziotti qui ci sono i carabinieri, Ma in Camilleri
la storia non ci sembra mai prescindere da Montalbano che è al centro di tutto, qui la struttura è più corale, ovvio che i riferimenti si possono trovare sempre,
la un questore ottuso, qui lo sono i magistrati. Si ricorre al dialetto, lo fa il maresciallo quando si sente sotto pressione, ma tutto sommato il linguaggio in generale
è abbastanza semplice, come deve esserlo quello di gente semplice.
Quello che va messo in risalto dell’autrice, ben affermata e quindi non ” obbligata” alle mode del momento, è di cercare qualcosa di nuovo. Se lo scopo della trama
è di trovare un assassino questa è una cosa scontata, comune a tantissimi altri fatti, storici o inventati che siano. Una maniera classica di agire  è la ricostruzione del
profilo psicologico dei personaggi, anche se oggi si da molta importanza al supporto tecnologico, ci si affda anche troppo al DNA e a tutto quel che ne consegue. Ma
la storia del giallo, reale o di invenzione non conta, ci insegna che la tecnica investigativa è alla base di tutto e non può prescindere dal contributo e dalle capacità
dell’uomo. E proprio il maresciallo Piscopo ne è l’esempio più calzante. Ma la Bartolini crea anche Tina e con lei si aprono le porte ai maghi, ai tarocchi agli astrologi,
ai sensitivi, qui in verità si parla di mappe astrali, stelle e pianeti, e tutto questo contribuirà a delineare il profilo del probabile assassino.
Giallo di stampo classico almeno in parte, si affida alla deduzione, non mancano sfumature divertenti ma c’è anche una certa concessione ad amori a tinte forti, a
giochi erotici, a relazioni compromettenti. Anche sotto questo profilo un testo bifronte, giallo classico se ci riferiamo alle indagini dei carabinieri, un noir per tutto
quanto riguarda il delitto e quel che vi gira intorno. Né mancano repentini cambi di marcia, quando sembra che i toni diventino più leggeri ecco adesso lo choccante
personaggio del padre del fidanzato dell’assassinata, e l’odio di quest’uomo verso il figlio porterà a gravi conseguenze.
Un romanzo pertanto abbastanza insolito e da suggerire a chi vuole leggere qualcosa di meno scontato.

 

GIUSEPPE PREVITI


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