Il Blog di Giuseppe Previti

COME SCRIVERE UN GIALLO

Nel quadro di una serie di incontri con alunni delle scuole cittadine in preparazione  a una loro possibile partecipazione al prossimo Festival del Giallo
di Pistoia vogliamo ricordare alcuni principi basilari su come scrivere un romanzo o un racconto giallo.   Quando si parla di questo genere letterario
ci si riferisce a soggetti che si basano  su storie che riguardano delitti, crimini, indagini. Il termine ” giallo” è esclusivamente legato al colore della coper-
tina che la casa editrice Mondadori utilizzò per la collana dei romanzi polizieschi a partire dalla fine degli anni Venti.
Quanto all’inizio dell’era del giallo dovremo spaziare molto più indietro, c’è chi la fa risalire addirittura alla Bibbia, con Caino che uccide Abele, ma forse
è più esatto riferirirsi a tempi più moderni partendo da Edgar Allan Poe ( 1841) per poi proseguire c on alcuni punti basilari come Sherlock Holmes, Aga-
tha Christie, George Simenon.
Passano i tempi e l’interesse per i gialli non cambia, in Italia una storia del giallo più continuativa può iniziare dagli anni Sessanta con Giorgio Scerbanenco,
per risalire su su fino ai giorni nostri con Gadda, Macchiavelli, Fruttero&Lucentini, Camilleri etc.etc.
Viene da chiedersi se in questo arco di quasi duecento anni sia cambiato lo stile, il metodo per scrivere un romanzo o un racconto giallo, chiaramente vi sono
differenze tra la stesura del primo e del secondo, lo spazio del racconto è più conciso e limitato, ma in generale le regole possono essere le stesse.
Nell’approccio alla scrittura di un giallo va tenuto conto della necessaria presenza della suspense, dei colpi di scena, del mistero, tutti elementi che servono
a attirare la presenza del lettore e a stimolarne l’interesse.
Intanto una ” storia” o per meglio dire come si costruisce la stessa ? Si può ricorrere alla propria fantasia oppure pescare dalla realtà. Ricordiamoci sempre che
la vita vissuta, basta ascoltare i telegiornali o leggere i giornali, offre purtroppo di tutto, delitti, rapine, furti, fatti criminosi che difficilmente un individuo,an-
che quello dotato di maggior fantasia, riuscirebbe a creare. Un autore celebre come Andrea Camilleri, proprio recentemente, rivelava che la maggior parte
del materiale, che poi viene trasformato nei romanzi o nei racconti con protagonista Montalbano, è presa dalla cronaca, cioè da fatti regolarmente avvenuti,
poi opportunamente romanzati.
Una volta individuato un soggetto andranno creati i personaggi, poi i luoghi dove ambientare l’azione, i tempi della stessa. Qui esistono due scuole di pensiero
o fissare una scaletta con i principali punti di riferimento a cui attenersi nella storia che si vuole scrivere, o dare via libera ai…personaggi, cioè procedere a vista
sviluppando trama e personaggi in corso di scrittura.
Quando si inizia a scrivere un giallo occorre sempre partire da una vittima o da un delitto e dall’indagine per scoprire il colpevole. E poi i personaggi, uomini o
donne che si susseguono pagina dopo pagina, importante è delinearne l’aspetto fisico, la personalità, il comportamento, le abitudini. Ma una cura ancora mag-
giore deve essere riservata alla caratterizzazione del personaggio principale, e più riesce  e più ci viene  da pensare a quegli investigatori che sono ormai entra-
ti nell’immaginario comune, da Sherlock Holmes a Poirot, da Maigret a Montalbano. E si deve usare l’accortezza di lasciare a questi celeberrimi ” eroi di carta”
la ribalta, per gli altri personaggi la descrizione deve essere più sfumata, più importanti invece sono i dettagli che interessano l’indagine. Ma si può anche usare
lo strattagemma di disseminare le pagine di indizi, anche falsi che possono o gettare del fumo negli occhi o servire a mantenere in piedi più possibilità di svilup-
po del caso.Si è sempre detto a proposito dei gialli clssici che l’abilità dello scrittore sia quella di creare una sorta di sfida tra chi investiga e il lettore dando loro
gli stessi indizi su cui basarsi per risolvere il caso.
Chiaramente occorre la massima precisione ne definire i tempi, gli orari, le cadenze dei fatti, tutto nell’intento di creare una realtà la più veritiera possibile.
Non esiste neppure una regola fissa su come iniziare un racconto, si può partire da un’azione criminosa, da un delitto, da una rapina, da un furto o altro evento
del genere, oppure un personaggio, che può essere lo stesso colpevole racconta quanto è avvenuto.
Lo stile narrativo è un fatto importante, dicevamo che in molte occasioni lo spunto del racconto viene preso da un  episodio di cronaca nera realmente accadut0
ma ricordiamoci che la cronaca è una cosa e il romanzo o racconto è un’altra. La cronaca è volta all’essenziale, deve solo riferire i fatti, e nella maniera più concisa
possibile.  Nel romanzo i termini sono meno perentori, la descrizione pur non perdendo mai di vista l’essenzialità e la necessità di privilegiare l’azione deve essere
tale da fornire gli elementi necessari a far comprendere cosa sta accadendo.
Non c’è mai una lunghezza base a cui attenersi, pur se in generale, salvo rare eccezioni, un testo troppo lungo non è mai consigliabile.. Il racconto, visto che il suo
maggior pregio sta nel coniugare interesse e concisione, non dovrebbe mai andare oltre le 5oooo battute, il romanzo permette una maggiore cura nelle esposizioni
e nelle descrizioni, anche la caratterizzazione dei personaggi può essere approfondita, ma il tutto senza mai farsi prendere la mano….
Ogni storia deve avere un finale e qui forse si arriva alla parte più difficile. Il finale deve sorprendere, ma il gusto della sorpresa ad ogni costo non deve portare a
soluzioni arrangiate o scarsamente credibili. Non è mai semplice risolvere un caso, trovare, ce lo insegna la realtà,  anche se è sempre stato detto che ” non esiste
delitto perfetto” . A differenza però dei crimini reali lo scrittore cercherà sempre di far trionfare il bene e assicurare il colpevole alla giustizia. Unica eccezione,
vogliamo ricordare, è quella di un grande della letteratura, Carlo Emilio Gadda che ne Er pasticciaccio brutto di via Merulana scrisse un eccezionale giallo che
però non aveva un finale ! Ma non è la regola e quindi va fabbricato un finale che può anche stupire ma deve essere credibile, che poi vengano usati tutti i mezzi
possibili per sviare il lettore da quella che sarà la soluzione è un altro discorso, fa parte del gioco !

 

GIUSEPPE PREVITI


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