Il Blog di Giuseppe Previti

” 7 MINUTI” DI STEFANO MASSINI- REGIA DI ALESSANDRO GASSMANN

Cast: Ottavia Piccolo, Eleonora Bolla, Paola Di Meglio, Silvia Piovan, Balkissa Maiga, Cecilia De Giuli, Olga Rossi, Stefania Ugomari Di Blas,Arianna
Ancarani, Stella Piccioni, Vittoria Corallo.

Oggi che la crisi economica ci attanaglia sempre più e di conseguenza i posti di lavoro sono sempre più incerti non è forse un caso che nel cinema i
fratelli Dardenne ci parlino con Due giorni, una notte della odissea di una donna che sta per perdere il lavoro e quindi si batte per conservarlo mentre
in teatro arriva 7 minuti un gruppo di donne, operaie e impiegate discute, litiga, si dilania sulle prospettive di mantenere il lavoro e accettare le propo-
ste della direzione aziendale.
E se ne parla appunto in questo lavoro scritto da Stefano Massini  , diretto da Alessandro Gassmann e interpretato da un folto gruppo di 10 attrici capitana-
te da Ottavia Piccolo.

Un’opera sul lavoro, sui diritti e le garanzie che spettano ai lavoratori, un’opera di assoluta attualità.IL lavoro è ambientato nello spogliatoio di una fabbrica
dal tramonto all’alba con un gruppo di operaie tessili che si battono, discutono, litigano fra loro per difendere lavoro, diritti, ma soprattutto la loro dignità.
Infatti i dirigenti mettono le operaie difronte a un autaut, rinunciate a 7 minuti di pausa al giorno e manterrete posto di lavoro e salario. All’inizio sembra
una proposta eccellente, poi, sulla spinta di Bianca che dice che non è giusto che i costi li paghino sempre loro, le operaie cominciano a chiedersi se stanno
vendendo anche la loro dignità.
Il testo ovviamente drammatizza questo scontr0, d’altra parte ci troviamo davanti a personalità e anche nazionalità diverse, come diverse sono le età, le origi-
ni culturali, ma tutte accettano di discutere e di valutare la situazione. La storia è ispirata a un fatto vero avvenuto in Francia,  qui in palcoscenico abbiamo undi-
ci potagoniste, madri figli, bianche ,nere che rappresentano un microcosmo di personalità differenti che tenta di contrastare l’incertezza del futuro. E sarà Blanche,
Ottavia Piccola, a fare la parte del grillo parlante, a tentare di parlare di giustizia e di diritti. IL tutto all’interno di un consiglio di fabbrica che dura 90 minuti, il tempo
oer le 11 dipendenti di mettere ai voti una proposta apparentemente innocente della nuova proprietà che chiede di rinunciare a 7 dei 15 minuti della pausa tra un
turno e l’altro. Qui non si minaccia di licenziare un’operaia come nel film dei Dardenne né si deve decidere se mandare a morte un ragazzo come ne La parola ai
giurati,  qui si discute, almeno per qualcuna di loro, sul nulla….
Ma Bianca, che è la portavoce del Consiglio di fabbrica, non è convinta e fa notare che i sette minuti portano a 6oo ore mensili che la società si guadagna senza colpo
ferire. Tutte si scatenano, ognuna dice la sua, il quesito è simile a quello degli operai di Due giorni, una notte, da una parte i soldi, dall’altra i diritti che verrebbero
sempre più ignorati e calpestati.
Un testo serio, tutto giocato in maniera teatralmente perfetta, con unita di tempo e luogo, dove magari la verbosità delle protagoniste prende a tratti il sopravvento
di fronte a quel ” no ” che Bianca vuole sponsorizzare, fino ad arrivare a un finale aperto, non  dichiarato. Certamente il contrasto tra le varie posizioni è  palpitante,
pur magari non raggiungendo il pathos de La Parola ai giurati dove è in gioco una vita umana, forse andava dato maggior spazio a qualche singolo intervento.
Ma comunque tutto il copione ha un suo andamento assai intenso e corposo, anche per le singole prestazioni, tutte di buon livello.
Stefano Massini, fiorentino, si sta rivelando tra gli autori moderni più interessanti, perché sa conferire toni drammatici o da tragedia a situazioni dei nostri giorni.
Massini ha tratto ispirazione da un articolo pubblicato su Le Monde,e immagina quindi il dibattito all’interno di un consiglio di fabbrica dove in palio è sì la
conservazione dei posti di lavoro ma anche la necessità che la dirigenza non usi questo spauracchio come arma di ricatto. Massini fa svolgere l’azione nella spoglia-
toio della fabbrica, con un tavolo, delle sedie, degli armadietti, le donne con i grembiuli da lavoro. L’autore introduce anche il tema di una società dove il lavoro
era garantito e protetto, mentre adesso i tempi sono cambiati, subentra la paura, addirittura la contesa tra gli stessi lavoratori, e non per nulla questo tema appare
in queste opere moderne come il film dei Dardenne o questa sorta di oratorio drammatico del Massini.
Interessante è anche la distribuzione dei ruoli, vi si coinvolgono varie generazioni dalle sessantenni alle trentenni, e del resto lo stesso Massini è un trentacinquenne
e Gassmann,regista, è un cinquantenne.
Il quale Gassmann nella sua regia cerca di dare anima a questi personaggi evidenziandone le emozioni, le incomprensioni, gli egoismi, il tutto al servizio di un teatro
di denuncia che negli ultimi anni è venuto a mancare,ma che invece meriterebbe di essere proposto in misura maggiore.

 

GIUSEPPE PREVITI

 

 

 

 

 

 


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