Il Blog di Giuseppe Previti

” AMERICAN SNIPER” DI CLINT EASTWOOD

Cast : Bradley Cooper Sienna Miller Jake McDorman Luke Grimes Navid Negahban

Chris Kyle è un giovane texano che è cresciuto secondo gli insegnamenti del padre che divide il genere umano in due categorie, le pecore e i lupi, e
poi ci sono i cani da pastore che devono proteggere le pecore dai lupi e proteggerle. Ecco Chris deve essere un cane da  pastore, e come da piccolo
ha difeso il fratellino più debole tutta la sua vita viene improntata da questo credo. E quando gli americani vanno in  Iraq lui non resiste alle imma-
gini dei tanti ragazzi americani uccisi e decide di arruolarsi per andare a difendere il paese e proteggere i suoi compagni. Diverrà famoso, lo chia-
merranno non per nulla ” Leggenda”, divenenendo il cecchino più famoso d’America, uccidendo oltre terroristi o presunti tali, già. perché Chris
non si perita di domandarsi chi ha davanti, siano anche vecchi o bambini o donne lui “deve ” sparare per salvare la vita a un suo commilitone. E
diverrà un’autentica leggenda avendo ucciso oltre 160 persone. Ma se tutto fila liscio nell’ansia dell’azione i dubbi gli vengono quando torna a casa
e non riesce a assuefarsi alla vita in famiglia, nonostante una moglie innamorata e due splendidi figlioli. IL suo pensiero è sempre fisso all’azione, al
combattimento, ai ragazzi che sono là e lui non può aiutare.
Un film che Eastwood conduce con la sua consumata perizia, molto intenso e serrato nello svolgimento, dichiaratamente a tesi, il bene solo da
una parte, sembra tornare a certe pellicole di una trentina di anni fa, quando i cattivi erano ni nazisti o i pellerosse….

Clint Eastwood porta più che bene i suoi 85 anni, e continua con balda sicurezza a sfornare film, l’ultimo uscito è American Sniper, molte le sue opere
memorabili per capacità creativa, grande umanità e intensità dei temi. In questa ultima pellicola forse la dimostrazione del tema, si può uccidere
per salvare gli altri, finisce per prendere la mano al nostro regista.
Si narra una storia vera, quella di Chris Kyle, un ragazzo del Texas educato dal padre che lo ha abituato a sparare sin da bambino, in base a un principio
che forse non è del tutto condivisibile: la famiglia, la comunità, la nazione vanno difese, vanno protette, ci sono i  giro troppe “pecore” soggiogate dai
cattivi e allora i ” cani da pastore” devono intervenire e Chris  deve essere uno di quelli. Lui diverrà un bravo tiratore,e  da cawboy ben presto si trasfor-
merà in soldato, si arruola nei Navy Seals e visto il suo talento viene trasformato in un cecchino e nel 2003 inviato sul fronte iracheno. Suo compito è
quello di proteggere i compagni durante le azioni di rastrellamento. Diventa famosissimo per la quantità di persone uccise, non solo tra i suoi commili-
toni ma anche tra i nemici che pongono una grossa taglia sulla sua testa. Quello che è chiamato “ingaggio” durerà cinque anni per cinque turni sul posto
intervellati da ritorni a casa. Ma ogni ritorno è sempre più difficile, Chris ha moglie e due figli ma il periodo in America lo vede  freddo, distante, inerte,
il suo pensiero fisso è tornare laggiù. Nel 2009 Chris dopo aver abbattuto il suo epigono iracheno ritiene conclusa la sua missione e si congeda, nel 2012
verrà pubblicata la sua autobiografia. Si dedicherà ai reduci dall’Iraq che hanno avuto problemi di reinserimento e soffrono di disturbi posttraumatici
e proprio uno di questi lo ucciderà nel 2013.
Eastwood ha voluto solennizzare questa figura di eroe: intanto il ritratto di Chris giovane cawboy appare quello di una personalità alquanto immatura, i
suoi rapporti i con gli altri sono sempre molto schematici, pur se quando si dedica a una cosa lo fa con assoluto trasporto ma anche con totale rigidezza,
vedi la ragazza che poi sposa, vedi il suo comportamento sotto le armi. Resta certamente un eroe in guerra e un tipo un po’fissato nella vita comune.
Clint Eastwood non sembra in preda a dubbi , lui sceglie la via del racconto o meglio è Chris che si racconta, da quando era un bambino che andava a caccia
di animali con il padre a ora che va a caccia di nemici, ecco è qui che Clint e Chris non hanno dubbi, la missione che devono compiere è liberare , civilizzare
questo paese e allora avanti senza remore, la missione va compiuta costi quel che costi.
Sono passati ormai molti anni dall’attacco a Saddam Hussein e a tutto quello che ne è seguito, e del resto tante sono state le c.d. ” missioni storice” che
hanno coinvolto la grande democrazia statunitense, ma non tutte queste missioni possono essere considerate ” storiche”, tante hanno fallito.
Comunque un film va considerato come tale, sbaglia il regista che vi vuole trasferire il suo credo, sbaglia in  critico che si trincera dietro la propria idelo-
gia per esprimere un  giudizio, noi dobbiamo giudicare il film in quanto tale, anche se i soggetti scritti teatro lasciano sempre margini di dubbio.
Resta l’immagine di un film poderoso con un ottimo Bradley Cooper, poi su eroi e significati si può discutere a lungo……

GIUSEPPE PREVITI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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