Il Blog di Giuseppe Previti

THE IMITATION GAME DI MORTEN TYLDUM

Cast: Benedict Cumbertach, Keira Knigthtley, Mark Stroing, Charles Dance, Matthew Goode

Alan Turing si uccise mangiando una mela intinyta nel cianuro. Turing soleva ripetere la favola di Biancaneve avvelenata dalla strega/matri-
gna che non accettava di non essere la più bella del reame. Ma se era un amante delle favole era anche un pioniere dell’utilizzo dei poteri
delle macchine e passò alla storia come il decifratore del codice Enigmna che usavano i tedeschi. Un oggeto simile a una macchina scrivere
assai facile da usare e che decodificava i dispacci e veniva riprogrammata ogni 24 ore. Turing si suicidò per problemi legati alla sua vita
privata.
Turing era un uomo di grande genio, dotato di molto sarcasmo, con le sue manie e con la sua omosessualità, non riusciva a essere normale nelle
relazioni umane e in quelle sociali. La sceneggiatura è ricavata da una biografia di Andrew Hodges, forse nel film la si è voluta ingentilire,
ad esempio molti contestano il fatto che si volesse veramente sposare con la fidanzata ufficiale.Joan Clarke era una delle ragazze che lavoravano
a Bletchley Park, dove Alan Turing aveva costruito un gigantesco fac-simile dei nostri computer per decifrare Enigma. Lei si era conquistato il
posto risolvendo in tempo record un cruciverba, e poi era molto affiatata con Alan.
The imitation game o Gioco dell’imitazione era il sistema che Turing aveva adottato per distinguere un calcolatore da un umano, ma il quesito
principale era se una macchina potesse pensare, imsomma si può equiparare una mente umana a una macchina ?
Il film ovviamente è anche la storia di Alan Turing che la polizoia perseguita perché lo sente ” strano”, ne diffida ma perché lo credono una
spia, poi verrà fuori che era un omosessuale, lui non mentì mai e fu condannato alla castrazione chimica. Solo tanti anni dopo la sua figura fu
riabilitata per i servigi resi alla Madre Patria e agli Alleati durante la seconda Guerra Mondiale.

Il film diretto dal regista norvegese Morten Tyldum immagina che Alan Turing venga sottoposto a un interrogatorio in una stazione di polizia,
il detective ritiene che Turing sia una spia sovietica, ma lo scienziato non sembra prestare molto attenzione, le sue risposte sono come dire
impersonali, neutre, come quelle che darebbe un computer. Ma questo alla radice non è altro che un gioco, quello dell’imitazione, che può portare
ad assimilare un essere che pensa a una macchina e solo il ” Test di Turing” si può distinguere la macchina dall’uomo.
Non era certo semplice tradurre in un soggetto narrativo e ancor più cinematografico quella che era ” una idea” ma ciò permette di rendere nella
maniera pià sintetica possibile la complessità del pensiero e della personalità di quest’uomo. L’opera alterna ter periodi della sua vita, lui
ragazzino in collegio, poi l’esperienza nelo periodo di guerra e infine i suoi ultimi anni, confezionando una storia complessa, ricca di sfaccet-
tature e anche di eventi.Certamente il film non va tanto per il sottile, accorpa anche troppo fatti e pensieri, ad esempio lui già nel 1936 aveva
costruito la c.d.macchina universale che è tutt’altra cosa de La Bomba creata per i servizi segreti britannici.
Ma il film è essenzialmente il racconto di una storia vera, è la fotografia di un personaggio, Alan Turing, scontroso, pieno di ubbie, ma anche
finemente ironico, come del resto un sottile senso dell’humour pervade tutto il film, al successo del quale contribuisce in maniera determi-
mante un grandissimo Benedict Cumberbatch. Un uomo dalla intelligenza superiore quella che occorre per portare a termine il compìto di decrit-
tare la macchina Enigma con la quale i nazisti impartiscono ordini che provocano vittime in tutta Europa, e per fare questa avrà bisogno di una>
intelligenza artificiale che in quanto tale è assai più potente, anche se alla fin fine pure essa è prodotto dell’ingegno umano, In sintesi oc.>
corre essere un genio , Turing lo è, poi ovviamente non è tale dal punto di vista dei…comportamenti umani, e ne sanno qualcoisa i suoi colleghi
comporesa la stessa Joan che stava per diventare sua moglie. Lui era un uomo molto franco, sincero, dedito interamente alla sua missione, era
tutt’altro che fragile, semplicemente lui era uno scienziato, sicuro di sè e delle proprie intuizioni, pronto ad assumersi le proprie responsabi-
lità.
Certamente era un ” diverso”, sin da giovane una sorta di genio, ma estremamente antisociale, e poi con la colpa di quell’omosessualità che l’In-
ghilterra sino al 1967 ha considerato un reato perseguibile penalmente. C’è una frase che nel film si ripete spesso, e che vuol significare che
solo le persone insignificanti sono in grado di fare cose che nessuno immagina e questo da forza alla sua suppoista fragilità.
La tragedia di Turing era che il mondo comune aveva bisogno di certezze, e certi motivi come la sicurezza di stato e l’omosessualità erano temi<
che urtavano assai la sensibilità comune. L’Inghilterra, per atto ufficiale della stessa regina Elisabetta II e del premier Cameron, si è ricreduta
sul conto del grande scienziato considerato un eroe nazionale, mentre ai suoi tempi aveva dovuto subire anche l’onta della castrazione chimica.
Ufficialmente i dubbi sulla sua morte sono rimasti tali (suicidio o morte naurale ?), menetre sulk valore della sua scoperta scientifica nessuno
nutre dubbi, in molti dicono che ” ha cambiato il senso della storia “, e solo per il suo impegno 14 milioni di vite umane si sono salvate. E anche
la guerra è finita con due anni di anticipo.
Lui comunque era solo e soltanto uno scienziato, dedito ai suoi interessi e alle ricerche, e infatti non si iscrisse mai a partiti politici meno che
mai aderì al comunismo. E quindi stentava anche a capire perché le sua libertà sessuale dovesse essere impedita, per lui contava quello che faceva
nel campo della scienza. E del resto quella macchina universale che aveva costruito nel 1936 nel 1945 divenne ad opoeraq di Von Neumann il computer
digitale a più funzioni che oggi tutti conosciamo. E la velocità dei programmi deriva dalla lotta contro il tempo che Alan e i suoi colleghi intra-
presero senza sosta per decrittare Enigna e salvare tante vite.

GIUSEPPE PREVITI


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