Il Blog di Giuseppe Previti

IL FILM DEL GIORNO: CHINATOWN

Chinatown è un film girato da Roman Polanski mel 1974 negli Stati Uniti, interpretato da Jack Nicholson, Faye Dunaway e John Huston. E’ l’ultimo film che
Polamski ha girato in America, successivamente tornerà in Europa.
In  Italia il film esce il 17 gennaio 1975 e sarà salutato, come del resto dappertutto, da un gran successo. La pellicola vuole essere un vero e proprio tributo
al giallo hard-boiled che aveva il suo grande alfiere in Raymond Chandler, con personaggi ispirati a quelli tipici di quel genere. Ecco il detective privato, un
ex-poliziotto cinico e disincantato ma in fondo un idealista dal cuore buone,  la dark lady ambigua e sensuale, il boss dal passato non certo adamantino, la
polizia controllata dai politici e piena di corrotti, e poi Chinatown con i suoi quartieri e le sue genti.
La trama vede il detective J.J.Gittes (un  ottimo Jack Nicholson) ingaggiato da una donna che si presenta come signora Mulwray (Faye Dunaway) che vuole
indaghi sulla presunta infedeltà del marito, che è un funzionario pubblico che si sta opponendo a una grossa speculazione,scoprirà Gittes, sui diritti del-
l’acqua. Gittes lo scopre con una giovane donna e scatta delle foto che verranno pubblicate su un giornale il giorno dopo.
Gittes riceverà la visita di una donna che dichiara di essere la vera signora Mulwray che minaccia di denunciarlo. Gittes cerca allora Mulwray che però viene
trovato morto dalla polizia. Gittes scopre  un grosso traffico d’acqua ai danni dei piccoli proprietari terreni e dietro di tutto questi c’è il potente Noah Cross
(John Huston).
Il film si era ispirato alla vicenda reale per i contrasti che erano sorti in California per i diritti su acqua e terreni verso gli anni Venti. Il film di Polanski, sceneg-
giato da Robert Towne. si basa su un intreccio a metà tra la realtà e la finzione. Nel nostro caso una vicenda di funzionari corrotti legata ad appalti e speculazio-
ni edilizie, dove non si esita a uccidere. Ma tutto quanto è avvenuto realmente nella città di Los Angeles in cui nella prima parte del Novecento vennero realiz-
zate colossali opere idrice realizzate da William Mulholland per rendere abitabile una zona da strappare al deserto.
Un altro aspetto singolare del film di Polanski è che ogni passo e deduzione dell’investigatore, a differenze di quanto solitamente avviene nei noir,viene sempre
annullata dai fatti.
Si verificò anche un disaccordo tra regista e sceneggiatore, questi premeva per un lieto fine ma Polanski preferì invece un finale tragico e visto il successo della
pellicola i fatti gli hanno dato ragione. Il film è considerato tra i migliori primi venti della cinematografia statunitense.

 

 

AL CAPONE: all’anagrafe Alphons Gabriel Capone, soprannominato Scarface Al, era nato a New York il 17 gennaio 1899, per morire a Miami a soli 48 anni il
25 gennaio 1947. E’ stato ritenuto uno degli uomini simbolo del gangsterismo statunitense e della crisi della legalità che sconvolse il Paese nel periodo del
proibizionismo.
La storia di Al Capone è molto lunga e non priva di episodi di ferocia, certamente la sua ascesa nel mondo del crimine lo portò ai vertici della criminalità ameri-
cana tanto da essere considerato ” nemico pubblico numero uno” e solo l accuse di evasione fiscale riuscirono a incastrarlo e a farlo finire in prigione.
Era un soggetto interessante e sia la letteratura che il cinema si interessarono a lui-. Sullo schermo gli hanno dato volto Jason Robards, Rod Steiger, Ben Gaz-
zara e Robert De Niro, quest’ultimo nel gli Intoccabili, un  film dedicato a quel team di investigatori federali che guidati da Eliot Ness (Kevin Kostner) riuscirono
a incastrarlo.
Due celebri film su di lui si intitolano entrambi Scarface: il primo lo interpretò Paul Muni, il secondo, diretto da Brian de Palma, Al Pacino.

 

GIUSEPPE PREVITI

 


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