Il Blog di Giuseppe Previti

IL FATTO DEL GIORNO: IL DELITTO DI COGNE

Il 30 gennaio 2002 avvenne un fatto, l’uccisione di un bambino di tre anni, Samuele Lorenzi e si verificò un
caso che appassionò l’opinione pubblica anche perché, e i lettori di libri gialli ci capiranno, ci sono casi
in cui la fantasia del miglior giallista non potrebbe arrivare a immaginare tali situazioni.
In una villetta di Montroz, frazione di Cogne, fu trovato massacrato il corpo di questo bambino dalla madre Anna
Maria Franzoni che era rientrata a casa dopo aver portato a scuola il fratellino di Samuele. La donna chiamò i soc-
corsi e il bambino fu trovato con gravissime ferite alla testa e morì poco dopo, durante il trasporto all’ospedale.
La donna fu accusata dell’omicidio che negherà sempre. Ma verrà riconosciuta colpevole con sentenza definitica della
Corte di Cassazione nel 2008.
Purtroppo sono tanti i casi di madri che uccidono i figli e in questi anni le cronache sono piene di questi delitti.
Nel caso di Cogne la rilevanza mediatica fu massiccia, potremmo dire che da questo triste episodio è iniziata la
rilevanza massiccia da parte dei mezzi televisivi di questi delitti con veri e propri processi montati nel corso delle
trasmissioni stesse. La Franzoni partecipò a vari show televisivi, probabilmente si ricorse all’utilizzo dee talk show
per influenzare l’opinione pubblica, che ovviamente si divise in innocentisti e colpevolisti. Ma, ripetiamo, la Franzoni
è stata ritenuta colpevole con sentenza definitiva.

GENE HACKMAN: Ha vinto due Oscar. 5 Golden Globe, 1 Orso d’argento, 5 nomination. Questo l’invidiabile curriculum di Gene
Hanckman, nato in California il 30 gennaio 1930.
Si era specializzato in ruoli di ” cattivo”, dando vita a personaggi spietati, violenti, corrotti anche per il suo sguardo
forte, duro, ma anche con un piglio abbastanza ironico. Era l’interprete ideale per uomini burberi e decisi.
Tra i tanti personaggi ricordiamo lo sprezzante quanto abile addomesticatore di giurie in La giuria, il poliziotto in bilica
tra giustizia e malavita ne Il braccio violento della legge, l’agente federale senza tentennamenti di Missisipi-Burning, le
radici del male, e anche il supercriminale Luthor storico avversario di Superman. Ebbe gli Oscar per Il braccio volento della
legge e per lo western Gli spietati dove interpretava uno sceriffo assai violento.

CARLO BUI: Nato a Brescia il 30 gennaio 1960 è un poliziotto e un criminologo. Laureatosi in Fisica nucleare, entrato in polizia
è stato direttore dell’Unità di crisi del crimine violento (UACV) della polizia scientifica, ha diretto il Centro raccolta armi
della Polizia di Stato a Senigallia, per poi assumere funzioni di ispettore generale.
Esperto d’arte, di psicologia, di filosofia si è occupato di analisi del crimine, in particolare dei metodi di psicologia e psi-
chiatria forense applicati agli omicidi che non presentano un movente, commessi da un serial killer.
Consulente dell’FBI e vicedirettore del Gruppo di Analisi degli Omicidi a carattere Transfrontaliero di Europol.In Italia si è
interessato a vari casi, tra cui Michle Profeta, Unabomber, Gamper il serial Killer di Merano.

VITTORIO COTTAFAVI: nato a Modena il 30 gennaio 1914, scomparso ad Anzio il 14 dicembre 1998. E’ stato un regista e sceneggiatore
avendo preso il diploma di regia al Centro Sperimentale di Cinematografia. Dopo un lungo apprendistato diresse il suo primo film
nel 1943 I nostri sogni, dalla omonima commedia di Ugo Betti.Diresse vari film di successo, si specializzò nel genere storico-mito-
logico. Lasciò il cinema per la televisione e fu nel gruppo di ottimi registi che diedero vita alla fortunata stagione degli sceneg-
giati Rai.Molti gli sceneggiati di successo da lui diretti, vogliamo in particlare ricordare I racconti di padre Brown che lui
diresse nel 1970 e che ebbero un notevole successo grazie ai due grandi protagonisti Renato Rascel, un perfetto Padre Brown , e
Arnoldo Foà. Flambeau, il ladro convertito.

GIUSEPPE PREVITI


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