Il Blog di Giuseppe Previti

ANDANDO VERSO IL FESTIVAL DEL GIALLO DI PISTOIA 2017: LO SPIONAGGIO IN ITALIA

In Italia i servizi spionistici si cominciamo a organizzare nell’Ottocento ma con più lentezza che in altri paesi.
Sarà solo nel 1855 che con Alfonso La Marmora  Ministro della Guerra si avvia una profonda trasformazione
nell’esercito italiano e si istituiscono i ” Servizi segreti” per portare a compimento particolari tipi di missioni.
In parole povere il servizio di spionaggio per individuare la posizione e la consistenza dei mezzi nemici, le
attività dei servizi altrui ai nostri danni, l’interrogatorio dei prigionieri e altro ancora.
Il Servizio Informazioni dello Stato Maggiore verrà affidato a un giovane ufficiale, Giuseppe Govone, che ha
già svolto attiività analoga con diverse missioni in Italia e in Europa. Siamo negli anni della guerra di indipendenza e le informazioni riguarderanno i movimenti delle truppe dell’Impero austriaco. Govone che
sarà presto promosso colonnello si avvale di una rete assai efficiente, per lo più agiscono sottufficiali dei ca-
rabinieri istruiti all’uopo, e spesso le notizie gli arrivano tramite piccioni viaggiatori- Peccato che le tante no-
tizie raccolte non vengano poi sfruttate bene in campo tattico e militare, ma questo è un altro discorso.
Alla vigilia della Terza Guerra d’Indipendenza viene studiata una forma di intesa a livello di intelligence tra
Prussia e Italia contro il nemico austro-ungarico e Govone incontra Otto Bismarck. Studieranno possibili
azioni in comune che verranno appoggate anche dal sempre più crescente irridentismo ungherese per fomentare la rivolta nell’impero e portarlo al crollo. Ma quanto il piano è ardito e geniale quanto vi è incapa-
cità nel gestire la situazione, manca il coordinamento, l’organizzazione e l’esercito si avvierà alla brutta pagina
di Custoza.
La carriera comunque di Govone è assicurata, sarà Capo di Stato Maggiore  e ministro della Guerra, ma è giusto attribuirgli la qualifica di fondatore dei nostri Servizi Segreti.
Comunque l’eredità di La Marmora e di Govone non andrà dispersa , ai primi del Novecento al Servizio Informazioni dell’Esercito si aggiungerà anche quello della Marina, si raccolgono informazioni, sui Balcani, la So-
malia, il mondo arabo in generale.
Il gap tra le organizzazioni italiane e le analoghe operanti in Austria, Francia, Germania E Gran Bretagna, è cer-
tamente assai alto, manca in Italia una struttura centrale che analizzi il materiale, e ne tragga le dovute conclu-
sioni.Ma ci stiamo alla Grande Guerra e questa circostanza sarà di grande importanza per i Servizi che saranno
snelliti, vengono riviste le sfere di competenza, si potenziano le attività di spionaggio e di controspionaggio, si
applica la censura. Inoltre vengono aperti nuovi Uffici stavolta dipendenti dal Ministero dell’ Interno.
Durante la prima Guerra Mondiale l’Ufficio Informazioni passa allo Stato Maggiore i movimenti aggiornati
del nemico, poi si occupano di sorvegliare i confini , e anche danno un accenno all defezioni e infiltrazioni. Una
sempre maggiore importanza lo riveste la guerra psicologica, facendo leva anche sulle varie etnie che componevano
l’esercito asburgico. Si arriverà purtroppo a Caporetto, anche questo è stato un disastro in un certo senso “annunciato”
ma si riesce a evitarne altri. Resta pur sempre l’utilizzo poco incisivo della massa di informazioni raccolte, e la dispersione tra i servizi stessi.
Dopo la guerra si arriva a costituire il primo Servizio Segreto Interforze, cioè una struttura formata dai vari Corpi e
un comando unico che tutto raccoglie e tutto coordina.
Nell’ottobre del 1925 viene isituito il Sim, Servizio di Informazioni militari, un primo passo per un moderno Servizio
Segreto nazionale. Unificava tutti gli Uffici Informazione di esercito, marina e aviazione. E’ sicuramente un passo avanti
anche se sopravvivono i preesistenti servizi segreti, ma si fa un passo avanti in materia di intelligence e analisi dati.
Si svolge un grosso lavoro specie nelle terre d’Oltre Mare. In Italia le cose diventano però più complesse, burrascosa
è la convivenza con l’Ovra, creata da Mussolini.
E’ la polizia politica del regime, ideata per stroncare e reprimere il dissenso e il malcontento all’interno del Paese. Ma
le sue attività finiscono per andare oltre il confine italiano e può operare e colpire in tutto il mondo. L’Ovra fu creata
nel 1930 almeno ufficialmente, si ispira alla polizia politica sovietica ed è guidata da un fedelissimo del Duce Arturo
Bocchini. Compiti principali, la protezione del Duce e la repressione dell’antifascismo.  E’ una vera e propria polizia
politica, molti i legami con l’analoga organizzazione tedesca guidata da Himmler. L’Ovra sarà spietata con i c.d.nemici
del regime, fa sparire o manda al confine i dissidenti. Resterà in piedi sino al 1943, poi la ritroferemo nei territori della
Repubblica di Salò, scomparendo di fatto con la caduta del Duce-.

 

GIUSEPPE PREVITI

 

 


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