Il Blog di Giuseppe Previti

Breve storia del giallo in Italia: Franco Enna (3)

Frani Enna pubblica poi due gialli di ambientazione italiana, “La grande paura”  (Lampedusa) e “Viatico per Marianna” (Friuli). Due buoni testi, in,
cui non figurano né un detective né un poliziotto. Ne La grande paura conosciamo Gino Artieri, un piccolo contrabbandiere in missione a Lampedusa,
un posto che apprezza subito e dove si innamora di una donna del posto. E questo amore così intenso e mai provato prima gli fanno capire quanto§
sbagliata sia stata la sua vita sino a quel momento e  si impegnerà con tutte le forze per dimostrare di essere diventato un altro uomo e questo a sprezzo
di ogni pericolo contro pericolosi trafficanti d’armi.
In Viatico per Marianna Giorgio è un uomo in fuga, la polizia lo ricerca ritenendolo colpevole di un omicidio passionale e anche lui si batterà per riscattarsi.
Da segnalare che nonostante questi grandi protagonisti maschili <Franco Enna il meglio di sè lo da nel tracciare le figure femminili, Alberto Tedeschi
diceva che Enna era appassionato dalla psiche femminile, ed era abilissimo nello sviscerarla e studiarla.
Proprio queste doti di psicologo e di interprete del mondo esterno ma anche di quello interiore ne fanno un ottimo scrittore, a questo va aggiunta la
capacità di creare delle storie di tensione e quindi ecco un valido giallista anni Cinquanta. Le sue storie hanno un ulteriore pregio, non sono storie di eroi
o di uomini superiori, le sue sono vicende legate alla realtà quotidiana, basate su uomini  e donne presi dalla vita,  con i pregi e difetti di ognuno di noi.
Enna partiva dal principio di creare delle storie plausibili, non ingarbugliate,non voleva stupire il lettore ma metterlo a suo agio, facendolo partecipare
a casi polizieschi e alla loro soluzione.<
Scrisse molti libri, probabilmente…troppi, ma la sua grande fantasia e inventiva gli hanno permesso tutto questo. Certamente la quantità non va confusa
con la qualità, lui stesso aspirava a essere considerato un grande scrittore, ma comunque non ha mai rinnegato la sua qualifica di giallista. Forse si
aspettava di più, il giallo per lui fu quasi un impatto casuale, che non pensava lo etichettasse a tal punto.

 

GIUSEPPE PREVITI

 


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