Il Blog di Giuseppe Previti

Breve storia del giallo in Italia: cosa avviene al di fuori della letteratura ? (1)

Prime che le leggi censorie del regime fascista facessero tabula rasa delle varie forme di rappresentazioni del genere giallo, sicuramente in teatro il dramma
giallo conobbe dei periodi veramente felici. Ma dagli anni cinquanta in avanti  il confronto con il cinema si era fatto sempre più difficoltoso, ma il colpo di
grazia arrivò con l’avvento della televisione. Comunque non mancarono le rappresentazioni di commedie gialleggianti, e si fondarono anche delle compa-
gnie specializzate come quelle di Giulio Girola e delle ditte Lombardi-Fierro e Gheraldi-Sevderini. Naturalmente per quanto riguarda il panorama italiano
troviamo molti dei nomi già fattisi notare con i loro romanzi gialli da De Stefani a Varaldi a D’Errico,
Un autore molto prolifico nel campo del teatro giallo fu senza dubbio Guglielmo Giannini, il quale tentò anche un curioso esperimento di teatro nel teatro,
con La tavola rotonda (1951) dove la storia rappresentata era senza finale. Allora si invitava il pubblico in sala a votare uno dei tre epiloghi proposti e il
vincitore veniva recitato dagli attori,.
Anche la radio si interessa al genere giallo, trasmettendo alcune opere degli anni quaranta,  ma la novità sarà nel 1949 con la messa in onda di due serie
a puntate, una dedicata a Simenon con Le inchieste del commissario Maigret, l’altra a Chesterton con Le storie di Padre Brown. Naturalmente avranno
un gran successo e  per fare nuovi programmi si ricorrerà anche a vecchie glorie nostrane cone Giannini, D’Errico ,Ciabattini.
Agli inizi degli anni ’50 D’Errico lancerà delle storie poliziesche all’italiana con Squadra mobile, cronache poliziesche sulle imprese di un gruppo di poliziot-
ti. Tre personaggi principali, il commissario Ranieri, il suo vice Caputo  il maresciallo Scamazza (detto “il mastino”) e l’agente scelto Lucci, il gagà del
gruppo. Tutti di regioni diverse, con l’evidente intento di fare ascoltare vari dialetti sì da rendere l’opera piu intellegibile ai vari ascoltatori sparsi qua e là.
Altri sei episodi seguiranno alla prima serie, poi dal 1953 D’Errico lancia un’altra serie gialla radiofonica, Il mio amico commissario. Qui D’ Errico si assegna
una…parte, infatti essendo amico intimo del commissario, lo aiuta in tutte le inchieste.
A partire dal 1956 D’Errico tenta un nuovo esperimento radiofonico, il giallo musicale, con Città notte,nei vari episodi la musica giocherà un ruolo prepon-
derante, contribuendo alla soluzione dei vari misteri. Va detto che l’investigatore è un critico musicale, che sfruttando le sue conoscenze nel ramo arriverà
a risolvere vari delitti, tutti legati a motivi musicali, ascoltati in ogni puntata.

 

GIUSEPPE PREVITI
 


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