Il Blog di Giuseppe Previti

Breve storia dell’Italia in giallo: cosa avviene fuori della letteratura in Italia (4)

Vari film che potrebbero ricondurre a una tematica gialla escono. Potremmo ricordare nel 195o Contro la legge di Flavio Calzavara, un film che segna una
delle prime apparizioni di Marcello Mastroianni, nei panni di un giovane di buona  famiglia  che indagato   per un fatto di sangue porterà la polizia sulle
tracce del vero assassino.  Ne Il bivio di Fernando Cerchio protagonista Raf Vallone, questi è un bandito che si infiltra nella polizia arrivando addirittura
al ruolo di vice-commissario e approfittando della sua posizione può pianificare molte rapine. Ma la morte di un  suo complice lo porta e rivedere la sua
vita e passare pienamente dalla parte della legge, morendo in un conflitto a fuoco con i suoi ex compagni.
Un’altra prova importante nella crescita di Germi regista l’abbiamo con La città si difende (1951), ambientato a Roma. qui degli sprovveduti banditi, finiti
tali per sfuggire alla miseria, compiono una rapina ai botteghini dello stadio romano, portando via l’incasso della partita.
Nel 1951 approda al cinema Dino Risi che confeziona un giallo per ragazzi Vacanze col gangster,  quando un gruppetto di ragazzini ,incuranti dei pericoli
a cui andranno incontro, si batteranno per scagionare un ergastolano di cui hanno casualmente raccolto un messaggio in cui rivendicava la propria inno-
cenza.
Avrà fortuna un filone di film che si sono ispirati a drammatici fatti avvenuti realmente.  Vittorio Cottafavi con Una donna ha ucciso (1951) ricostruisce il
dramma personale di Lidia Cirillo che uccide per un motivo passionale: Luigi Zampa con La città si difende (1952) si rifà a un processo alla camorra che
sconvolse Napoli nel primo decennio del Novecento per la notorietà dei nomi coinvolti, tutto in seguito a un duplice assassinio ; infine Carlo Lizzani si
rifà al caso Egidi, un uomo sospettato di avere ucciso una ragazzina di una borgata romana (Ai margini della metropoli-1953).
Il numero dei film girati tra la fine degli anni quaranta e gli inizi degli anni cinquanta risulta abbastanza elevato, però, come del resto  hanno evidenziato
molti critici, non è che la qualità delle pellicole sia stata particolarmente eccelsa, film da onesti artigiani, e spesso sì avviati verso il genere, ma  distanti
in molti casi dalla filmologia di genere. Di contro va però elogiata questa fede verso il genere giallo, evidentemente considerato interessante per quanto
permette di dire e offrire allo spettatore. Forse sono troppo tributaridei film che vengono dagli Stati Uniti e anche dall'<Europa stessa,. In conclusione
diremmo che un giallo all’italiana ancora non esiste, pur se qualcosa si muove.

 

GIUSEPPE PREVITI


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