Il Blog di Giuseppe Previti

IL POLIZIESCO IN ITALIA (3)

Uno scrittore che sicuramente ha una sua notorietà ma che nel cammino del giallo in Italia dovrebbe avere un riconoscimento maggiore è stato senza dubbio
Augusto De Angelis. De Angelis in un certo senso ha anche precorso quello che è diventato il senso di tanti romanzi gialli nel nostro Paese, ovvero usare la
chiave del giallo per occuparsi della realtà, fare della denuncia sociale, ricostruire i periodi storici per quello che sono stati veramente e non ignorando o
manipolando la verità. Nei suoi romanzi De Angelis è disincantato e critico verso l’immagine idilliaca che si vuol dare del Paese, e i suoi personaggi negativi
sono dei cattivi politici, dei banchieri criminali. In pratica si denuncia il comportamento illegale e senza remore della società che dirigeva l’Italia di allora.
De Angelis era molto  attratto dal mistero, sapeva scavare a meraviglia nell’anima dei suoi protagonisti, creava attorno a loro un ambientazione eccellente.
Ad esempio nei suoi scritti Milano appariva una città  tetra, scura, buia adattissima quindi a ospitare vicende e personaggi assai negativi.,
La scrittura di De Angelis era molto incisiva, un po’ decadente, raggiungeva risultati assai elevati, inoltre il nostro autore sapeva anche fondere più generi,
ad esempio ne Il candeliere a sette fiamme ha saputo fondere il giallo con la spy story.  Questo libro è certamente assai moderno, i personaggi sono ambigui,
fanno il doppio gioco, molti inseguimenti, assassini  e spie all’opera. De Angelis aveva anche saputo cogliere tanti problemi di quello che sarebbe stato lo
Stato ebraico.
Un romanzo quindi moderno, originale, un capostipite nel campo della spy story e del giallo, una storia piena di angoscia, di dubbi, di misteri, e quindi
assai lontana da quella visione rassicurante che pretendeva il regime.
Il pensiero di De Angelis sul poliziesco era che fosse il genere ideale per rappresentare le angosce e i guai che viveva la società italiana alle prese con i pro-
blemi derivanti dalle incognite e dai timori per la guerra in arrivo. Quindi per lui scrivere un giallo era immergersi nella realtà del suo tempo,  e riportarne
sensazioni e atmosfere, problemi e misteri. verità anche se scomode e invise.
In un certo senso aveva tracciato gli elementi base di quello che sarebbe stato nel tempo il processo di crescita del giallo in Italia.

 

GIUSEPPE PREVITI

 

 

 

 


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