Il Blog di Giuseppe Previti

” UNA TRANQUILLA DISPERAZIONE” ( Un’indagine del commissario Cataldo)- di LUIGI GUICCIARDI- CORDERO ED.RE

Torna il commissario Cataldo in un romanzo dove però spicca un’altra protagonista, la sovrintendente di polizia  Lea Ghedini che dopo un lungo tirocinio in
polizia torna in pianta stabile , dopo quattordici anni, nella sua città natale, Modena.
Ma la gioia di essere tornata nella città natia viene presto offuscata dall’improvvisa morte dell’anziana madre che trova morta in casa, vittima di una crisi
cardiaca, dopo che lei era stata fuori a cena con un amico. Ma Lea ha qualche dubbio,non è convinta che si tratti di una morte accidentale. Tanto più che nei
giorni seguenti muoiono in circostanze più o meno singolari varie persone che appartenevano al suo passato giorvanile. E tutte legate da un tragico fatto di
cronaca nera, l’efferata uccisone di una ragazza sua amica.
A questo punto entra in azione il nostro abituale protagonista, il commissario Cataldo, suo superiore, più che determinato nello sciogliere eventuali misteri.
Però è un Cataldo insolitamente triste e incupito per le vicessitudini della sua vita privata.
L’indagine dei quattro “presunti” suicidi si rivela ben presto un caso difficile e appesantito da troppe incrostazioni. Rapporti tra persone che si sono perse di
vista negli anni, tra persone che non ricordano o non vogliono ricordare, tra individui o che non si vedono da anni o che hanno covato nel frattempo sentimen-
ti di vendetta. E ancora torbide passioni, troppe bugie, troppi interessi, molta omertà. E allora Cataldo deve cercare di districarsi tra tutte questi comportamenti spesso contrastanti, mentre Lea  con i suoi ricordi rischia di personalizzare troppo quel che accade. Ma intanto bisogna far presto, l’assassino
continua a uccidere….

Luigi Guicciardi non abbanmdona certa il suo personaggio preferito, il commissario Cataldo, ma in Una tranquilla disperazione gli affianca una nuova pro-
tagonista, Lea Ghedini,una bella ragazza nativa di Modena ma che poi dopo la scuola ha fatto la sua carriera in polizia, per tornare infine nella questura della
sua città con il grado di sovrintendente.
All’inizio annotiamo la presenza di un Cataldo un po’ demotivato, alla ricerca di una propria dimensione, sente ancora l’abbandono della moglie. Ora  sta cer-
cando nuovi equilibri affettivi. Ma la storia prende poi i consueti toni  più polizieschi quando la madre di Lea muore improvvisamente, ma lei non crede che
sia deceduta per cause naturali. Lei nella serata fatale era fuori a cena con un amico, aveva r, iicevuto una telefonata della madre che le era sembrata inquieta
impaurita di qualcosa. Sarà l’autopsia a cancellare ogni dubbio, si è trattato di un omicidio.
Dopo ci saranno altri morti sospette, e si scoprono tutte legate a un antico fatto di cronaca, lo stupro e l’uccisione di una ragazza , Giulia, tra l’altro grande amica di Lea. Della morte di Giulia fu accusato un giovane che ha scontato vari anni di galera e che proprio in questi giorni è tornato in libertà.
Ed ecco entrare in funzione Cataldo con il fido vice Muliere e l’immancabile Turi, il medico legale. La città è scossa da questa serie di delitti, Cataldo non si
fa prendere dalla bramosia di dare in pasto all’opinione pubblica un colpevole qualunque, e ce ne sarebbero a portata di mano…
Bisogna risalire al passato, scavare in una paludosa situazione di omertà, di sospetti, di menzogne, e in questo può contare sull’aiuto di Lea la cui memoria
si rivelerà essenziale, pur se ancora troppo coinvolta  in quanto è successo. Siamo vicini a Natale, fa un freddo canbe, spesao nevica e questa cappa di piombo
si riflette anche sulle indagini. Cataldo praticamente fa tutto da solo ma il fattore essenziale per lui e la sua squadra è di fermare la folle corsa dell’assassino.
Con questa siamo alla sedicesima avventura per Vanni Cataldo, un’avventura dove alla cupezza della situazione meteorologica corrisponde alla cupezza della
paura che serpeggia per la città. Tutti questi delitti portano a quella ” disperazione” di cui al titolo( accantoniamo il….tranquilla)e che pervade un po’ tutti i protagonisti della storia. Detto della città colpisce la forza emotiva che ancora oggi Luigi Guicciardi sa dare a Cataldo, un uomo che ormai ha perso le illusioni
giovanili, ha visto la sua vita cambiare profondamente con l’abbandono della moglie, la rinuncia ai figli, le conseguenze della grave ferita subita. Certo oggi
il commissario è un “disperato” che si illude di trovare un amore stabile, ma comunque la sua forza è nel credere nel lavoro che fa, senza farsi condizionare
dalle pressioni e dalle frenesie di trovare un colpevole a tutti i costi. Passano comunque gli anni anche per lui, ora si è rituffato nel lavoro a tempo pieno, deve
ancora metabolizzare l’abbandono di moglie e figli, , sembra addirittura cercare sollievo nell’alcol, ma alla fine il suo antidoto alla disperazione è il lavoro, a
cui del resto ha sempre dedicato tutta la sua vita, suo grande pregio e forse suo grande limite…
L’autore riesce a coinvolgere i lettori, sa ” raccontare”, i suoi personaggi sono sempre credibili, la storia è benj strutturata e non perde tensione nel procedere.
E la cura che viene messa nello sviluppo della narrazione è tale che c’è poco spazio per l’ironia e le descrizioni ambientali. I due protagonisti, ma anche buona
parte dei co-protagonisti, hanno subito troppi colpi e contraccolpi nella loro vita, e dunque questa disperazione, questa malinconia che li accompagna fanno
sì che non ci sia molto spazio per ridere…
E del resto anche la soluzione del caso riflette, s’intende in senso negativo perché chiaramente ogni soggetto ha le sue pulsioni, la solitudine mentale di chi
è diventato un  assassino.
Ma, ripetiamo, è un libro che si distacca alquanto dalla abituale produzione guicciardiana, perché qui ha voluto evidenziare i sentimenti interni dei due poli-
ziotti.
Un’altra particolarità di Una tranquilla disperazione è che vi sono molti delitti e probabilmente si è voluto tenere sempre alta l’attenzione del thriller  non
dando mai respiro al lettore.
Un  lontano fatto di cronaca avvenuto a Campogalliano ha dato origine all’invenzione di questa storia che Luigi Guicciardi ha pwrò ambientato nella Modena
del centro storico. Ma come dimostrano tanti esempi l’ambientazione è sì importante, ma quel che alla fine conta è la fantasia del giallista.

 

GIUSEPPE PREVITI

 

 

 


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