Il Blog di Giuseppe Previti

” LE VITE PARALLELE” -Un nuovo inizio per il commissario Casabona- di ANTONIO FUSCO- GIUNTI

Casabona torna in questura per sistemare le sue cose, ha fretta di tornare in ospedale dove la moglie sta per essere operata, lui ormai non intende più subor-
dinare la vita di casa agli impegni d’ufficio.>
Ma il suo vice storico Proietti lo informa che sono tutti mobilitati per un caso che ha sconvolto Valdenza, è stata rapita una bambina di tre anni. Casabona
si sente spezzare il cuore colpito dalla foto della piccola e finisce quindi per restare al suo posto e riprendere la guida delle indagini. I primi sospetti si ad-
densano su un giovane balordo, un tipo violento, uso alla cocaina,, ex-amante della piccola scomparsa. C’è un suo messaggio alla donna in cui la minaccia
per essere stato abbandonato. Sembra quindi che il caso già si sia risolto, ma il giovanotto, fermato in Francia dalla polizia francese, viene rilasciato, nulla è
emerso a suo carico. Ma poco dopo verrà trovato morto, è precipitato dal balcone della sua stanza d’albergo, con la polizia francese che propende per il
suicidio.
Casabona  non è però convinto e comincia a indagare sulle persone di casa, dalla madre che dietro la apparente disperazione sembra voler nascondere
qualcosa, oltre tutto infilando una menzogna dietro l’altra al padre, indaffaritissimo medico di successo, a sua volta con un armadio pieno di scheletri…

Un letto vuoto, una bambina di tre anni scomparsa nel nulla, l’impegno del commissario Casabona a riportarla a casa  ! Questa è la storia de Le vite paral-
lele
, il nuovo romanzo di Antonio Fusco. Il titolo giàci rivela che il commissario si sta addentrando in una vicenda in cui nessuno è quel che sembra o quel
che vuole sembrare. Tutti i personaggi sembrano avere più vite, vite parallele che si rincorrono, s’intrecciano, si confondono. E la fatica di Casabona e la sua
squadra è quella di far sì che queste ” vite parallele” si intersichino se si vuole salvare Martina.
La storia inizia in una Valdenza dove spira un’aria da neve, Casabomna capita in ufficio più per sistemare le sue cose che per tornare alla sua attività di capo
della mobile. Ormai ha preso la decisione che gli sembra più consona, cioè riconquistare Francesca e principalmente seguirla e assisterla in un  momento per
lei particolarmente difficile, alla vigilia di un delicato momento in un ospedale. Ma la determinazione del commissario viene meno perché la sc omparsa
di una bambina fa cambiare le cose, ma ancor più sarà un colloquio a fargli capire che il suo posto è sì accanto a lei, troppo trascurata in questi anni, ma anche
che la sua vita, la sua utilità se vogliamo, è nel fare quello che ha sempre fatto, il poliziotto. E così si rituffa nel lavoro, in questo caso in cui la morte dell’aman-
te della madre delle piccola Martina sembrava aver risolto il caso, ma Casabona non si fida, gli sembra tutto troppo facile, e poi ben presto si scoprirà che la
bambina non è mai stata con lui. Ma principalmente il commissario, come ha sempre fatto, si affida al suo istinto che gli dice che in questa brutta storia tutti
mentono, tutti hanno dei segreti.L’unica certezza è che purtroppo Martina non si trova, si riuscirà a ritrovarla ancora viva ?
Antonio Fusco ha costruito una storia “parallela”: da una parte una indagine di polizia, narrata con ritmo assai intenso, c’è di mezzo il rapimento di una bam-
bina e la trama è molto serrata quasi a farci rivivere l’ansia tipica di situazioni del genere. L’autore riesce a farci  vivere con uno stile diretto, quasi da cronaca,
le varie fasi dell’azione.
Dall’altra parte in evidenza i caratteri dei vari protagonisti con le loro turpetudini, i loro egoismi, le loro menzogne, il loro affannarsi a dimostrare di vivere
una vita apparentemente normale. E invece celano una “vita nascosta” e ben più che riprovevole.
Ma la forza e la vera novità del romanzo è anche nella vita “parallela” dello stesso Casabona, certamente poliziotto sino in fondo ma aanche un uomo che
tiene alla sua vita privata, attaccatissimo ai figli,ma non vuole perdere l’amore della moglie, pur se sembra che tra i due le cose non vadano  più.
C’è una bella chiosa nel finale, il marito della donna che aveva condiviso la camera d’ospedale con Francesca gli dice ” Non perdetevi mai di vista”. Ecco il
segreto di una unione, non perdersi mai del tutto, ci si può allontanare ma per ritrovarsi non bisogna mai essersi allontanati del tutto.
Ci sembra che nel parlare di questo romanzo che non si deve pensare solo alla trama gialla ma anche alla trame di tante vite di coppia raccontate nel romanzo,
e alle inevitabili differenze e conclusioni.
Non so se Antonio Fusco volesse scrivere un’altra storia thriller o se invece, e io propenderei per questa ipotesi,ci ha voluto regalare una bella lezione d’amore.
Si dice tante volte che il giallo viene usato come chiave per parlare di altri argomenti, beh nel nostro caso c’è una bella e sentita dedica alla cosa più bella che
la vita ci può dare, l’amore.
Le parallele, e quindi anche le vite parallele, non dovrebbero incontrarsi mai, però può succedere che certe volte s’incrocino  o no ?

 

GIUSEPPE PREVITI


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