Il Blog di Giuseppe Previti

” UNA GIORNATA DI PIOGGIA” DI VITTORIO PARLANTI – racconto breve

UNA GIORNATA DI PIOGGIA
Personaggi

Michael: amico di John e Daphne
Nick e Fred: amici di Mark
La storia è ambientata a New York, al Central Park
_ . _

Michael odiava tornare a casa da quella strada quando pioveva, i sassolini del Central Park gli si infilavano negli chantilly e non li poteva togliere sino
a quando non arrivava a casa.
Sembrava il puntino di un evidenziatore quel kway giallo, era molto evidente nel verde del parco,ogni pochino schizzava in giro, pestando una pozza
d’acqua. Era comico, lui, con quella figura magra e mingherlina, pativa un freddo cane e geleva sempre più ogni minuto che passava. Le persone erano
al caldo delle loro case,pure gli animali erano al riparo in qualche buco, più al caldo di lui. Il parco era vuoto, c’erano lui e gli alberi, grandi e forti, eppure
ad ogni folata di vento sembravano cadere. Michael era arrabbiato, aveva detto a sua madre di dargli un ombrello, ma lei non glielo aveva dato, appena
arrivato a casa l’avrebbe sentito! Stava passando vicino al lago quando vide un cigno, non era solo, c’erano anche dei piccoli, mentre li guardava il vento
gli fece volare il cappello in acqua, e una goccia, la goccia più fredda che avesse mai sentito, gli finì nella maglietta, provocandogli un brivido dietro la
schiena. Riprese il cappello e se lo rimise in testa, bagnato fradicio, per dimostrare a qualcuno, forse solo a se stesso, che era un “uomo” impavido di
fronte al dolore. Ma ciò che ne ricavò furono altri interminabili  brividi di freddo, se non avesse portato pure il coprizaino non avrebbe più un libro, bensì
carta straccia.
Era affamato, voleva un hot-dog ma chi era il folle che teneva il botteghino aperto con questa pioggia ? Per mangiare doveva arrivare a casa e oggi era ve-
nerdì. Ciò significava polpettone e avanzi da solo, mentre sua madre andava a yoga. Suo padre lavorava fino alle sei pure il venerdì e lui invece oggi era
uscito di scuola prima perché aveva un problema alla spina dorsale, quindi gli avevano lasciato saltare le materie sportive e permesso di lasciare la scuola.
Non si direbbe guardandolo, niente muscoli eppure era magrissimo, non è che non mangiasse, anzi !, il merito era tutto dell’infinito tragitto da casa a scuola
e viceversa. Era un tipo molto impacciato, però aveva ottimi voti e i compagni glielo facevano notare chiamandolo secchione. A Michael però non disturbava, anzi li scherniva paragonando le loro medie alla sua. Era un po’ goffo, con gli occhiali, non era molto alto, anzi era abbastanza basso, ma non se ne curava,
sapeva che lo sviluppo non avrebbe tardato ad arrivared pure pure per lui, e a quel punto sarebbe stato alto,bello e sveglio più della media, bastava saper
aspettare.
Era  quasi arrivato al ponte che,una volta attraversato, lo avrebbe portato a casa, ma nella pioggia intravedeva due figure e venne assalito da un brutto presen-
timento. Si avvicinava sempre di più e infine riuscì a riconoscerli, nonostante la miopia. Erano Nick e Fred. Non erano a scuola quella mattina, e perchè si
trovavano lì ora ? A Michael sorse un dubbio: non erano mica lì per lui ? Sul ponte lo avvicinarono, Nick lo prese per il colletto, allora Michael disse: ” Che
volete da me ?” Fred gli si avvicinò e disse: “Sta zitto nano !” . Nick e Fred erano alti, vestiti di nero, un piumino per uno, Fred portava un orecchino, Nick una
collana,  calzavano entrambi scarponi sporchi di fango, avevano dei berretti dei NY. Kingks. Erano visibilmente innervositi dal freddo e dalla pioggia.Nick ri-
prese a parlare: ” Hai presente John, il tuo amico ? Digli che al ballo con Dafne Briggs non ci deve andare.” Micael allora disse:” Perchè dovrei farlo ? Vedo
che siete molto bravi a consegnare messaggi”. Fred lo mise giù non  prima  di avergli tirato un cazzotto nello stomaco, poi aggiunse:” Non ci costringere a
essere cattivi con te e con il tuo amico, perché sai a Mark non piace chi tocca la sua roba.” Michael si era impaurito a sentir parlare di Mark: era bocciato
due volte, era alto ed era un quarterback della squadra di football della scuola. Fred e Nick erano i suoi tirapiedi.
Michael allora disse:” Ma Dafne non è la ragazza di Mark…” Nick allora fece cadere il cappello di Maichel, poi replicò :” Non vogliamo problemi, tu diglielo
e poi vedremo “.
Detto ciò i due se ne andarono e Michael potè finalmente arrivare a casa,  mangiare, asciugarsi e poi informare John.

 

VITTORIO PARLANTI

 

 


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