Il Blog di Giuseppe Previti

” NON LASCIARE LA MIA MANO ” DI MICHEL BUSSI – edizioni e/o

Continua l’ascesa anche in Italia di questo autore ormai apprezzatissimo in Francia, ma con discreto seguito anche in Italia.
La trama di questo nuovo romanzo parte dalla scomparsa di Liane Bellion dalla sua camera d’albergo mentre è in villeggiattura con il marito e la
figlioletta. Ci troviamo a Saint-Gilles Lesa Bains, Isola della Reaunion nell’Oceano Indiano. Il suo cadavere non si trova, anche se nella stanza d’al-
bergo ci sono tracce di sangue, ed in più è sparito dalla camera un coltello. Inoltre il marito è stato visto spingere un grosso carrello verso il parcheg-
gio.
L’isola è piena di turisti, visto che siamo nel periodo pasquale. Si occupa del caso l’ambiziosa e determinata comnadnate della polizia locale, Aja Pur-
vi,, c0adiuvata dal fiudio Christos, grande amatore, gran bevitore, incallito fumatore, ma anche ottimo investigatore. E’meglio conosciuto con  il nome
de ” Il profeta” Si scatena un’autentica caccia all’uomo, arrivano rinforzi dal continente, ma intanto il fiuggiasco, che si è portato dietro la figlioletta, ha
la natura dalla sua, e poi come si apprenderà in seguito è un ottimo conoscitore dell’isola. Esiste un vulcano alto oltre 2000 metri, con tutto intorno de-
serti di cenere, foreste tropicali, barriere coralline. Un ‘altra caratteristica dell’isola è data dalle tante razze che la vivono.
Nonostante un grande spiegamento di forze la fuga dell’uomo prosegue e veramente non si capisce come un uomo solo con una bambina di sei anni riesca
a tenere in scacco la gendarmeria.
Ndel romanzo ci sono tanti altri personaggi, nativi di colore, bianchi nati nell’isola o venuti da fuori,  varie storie si intrecciano sino al colpo di scena finale.

Michel Bussi è sorprendente per la varietà dei temi che tratta nei suoi gialli. In Ninfee nere uno dei motivi dominanti era la pittura di Monet,in Tempo assas-
sino” una donna rivive il suo passato in Corsica, qui in Non lasciare la mia mano ci troviamo in un dipartimento d’oltremare che la Francia possiede nel-
l’Oceano Indiano, l’isola della Reunion. Lo scrittore riesce sempre a far risorgere il passato, spezza il luogo comune di scrivere solo di posti e cose che si
conoscono, va bene , lui sarà un’enciclopedia vivente e un infaticabile viaggiatore, ma qui i luoghi, la condizioni sociali, le civiltà sono molto diverse, ma
lui è capace sia di presentarci con pochi tratti le condizioni di vita di questi posti e di chi abita e poi è abilissimo nel costruire trame sempre imprevedibili e
con finale sempre a sorpresa.
Questa storia comincia con la scomparsa di una donna, che è ospite di un grande albergo insieme al marito Martial e alla figlioletta Sofia. La donna è salita
in camera per cambiarsi ma dopo un’ora non si è rivista e Martial sale a cercarla. Lei non è in camera, questa è stata messa a soqquadro e ci sono delle tracce
di sangue.L’uomo presenta una denuncia al corpo di polizia dell’isola guidato cal capitano Aja Purvi, una giovane creaola, che ha compito i suoi studi in Fran-
cia, una giovane donna molto ambiziosa e determinata. Suo braccio destro è il buon Christos, un tipo singolare, sempre trasandato, ha una donna di   colore,
mamma di cinque ragazzini  che lo adorano. Christos comunque, pur essendosi lasciato un po’ andare all’amosfera molliccia del luogo, resta un buon poli-
ziotto.
Intanto la vicenda ha preso una brutta piega, viene uccisa un’altra persona, Martial e la figlia sono scomparsi. Grossi sospetti si addensano sull’uomo, si or-
ganizza una vera e propria caccia all’uomo, ma senza esito, e intanto si susseguono i delitti.
Come potete vedere unb libro dove la suspense non viene mai meno, con  la realtà che non è mai tale e cambia continuamente, come i personaggi che vanno
e vengono tra passato e presente. Quel che colpisce è l’ambientazione, veramente originale, con Bussi nell’inedita di guida ma non solo turistica. E così nel
libro troviamo la descrizione delle bellezze della natura, di fiori, piante, sabbie, ma anche di venti, nebbie, onde. Un ‘isola dove tutti conoscono tutti, dove
non  c’è razzismo, vi convincono neri e bianchi. Un mescolarsi di razze, di pensieri, di usanze, di antiche tradizioni, di antiche credenze, di superstizioni di
idiomi diversi. E si parla di rum e curry le vere specialità dell’isola. La Francia che pure è a migliaia e migliaia di chilometri appare comunque sempre come
una presenza costante. In questo apparente paradiso terrestre, meta  di turisti vogliosi di sole e di relax, ecco l’esplodere di una serie di delitti, e via via si
palesa sullo sfondo una storia del passato evidentemente non dimenticata.
Un romanzo interessante e ben costruito, con una serie di personaggi azzeccatissimi, come il disincantato e apparentemte menefreghista Christos che nel
momento della verità si scoprirà ancora un uomo attaccato al suo mestiere, oppure la nera Imelda, madre di cinque figli di padri diversi, ma con il gusto della
indagine, una investigatrice nata, sempre allegra, ma fondamentalmente una persona giusta.
Uno stile narrativo quello di Bussi ricco di inventiva, alternando verità e misteri, tragicità e allegrie, semimando indizi ora veri ora falsi.

 

GIUSEPPE PREVITI

 

 


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