Il Blog di Giuseppe Previti

” IL MODIGLIANI PERDUTO” – di SERGIO COVA- happy hour edizioni

Protagonista del romanzo Giacomo Maran, un ex-falsario , ma ora operante come esperto d’arte a Venezia. Si è fatto la fama di essere uno dei massimi cono-
scitori delle opere di Amedeo Modigliani . Dalla lettura di un diario di un pittore minore spagnolo Manolo Hugue y Martinez si scopre che questi avrebbe di-
pinto una Natività sopra un Nudo di Modigliani. E a Maran viene quindi affidato l’incarico di trovare questo dipinto che dovrebbe trovarsi in una chiesa di
Venezia.
Ma l’impresa si rivela tutt’altro che facile, alcuni di questi quadri vengono rubati o fatti sparire, degli indizi vengono seminati per la città nell’intento sempre
più scoperto di incastrare Maran e farlo addirittura incriminare di omicidio, e questo nonostante la presenza della sorella Sofia, ufficiale dei carabinieri-
Mentre Maran si chiede chi ce la possa avere a tal punto con lui,, ricompaiono improvvisamente nella sua vita due donne che tanta parte hanno avuto
nella sua esistenza quando erano giovani. Carlotta, ex sua compagna di scuola, che ora si è fatta suora, e Francesca, la sua ex-fidanzata, che lo odia incol-
pandolo di aver indotto il padre al suicidio.
E Giacomo , finito anche in galera con  l’accusa di omicidio, dovrà scoprire chi ha ideato questa macchinazione contro di lui9.

Dopo due anni dall’uscita di Il piano del  Gatto Sergio Cova è tornato in libreria con Il Modigliani perduto, un giallo abbastanza classico, con una trama
oroginale e ben strutturata sul mondo dei falsari dell’arte.
Protagonista un certo Giacomo Maran, fallito come pittore,  dedicatosi poi ai falsi ma considerato un buon esperto d’arte. Un tipo non proprio adamantino,
ma comunque persona affidabile e….a modo suo sincera.
La storia si svolge a Venezia, co-protagonista di sfondo del racconto che ci apre uno spaccato sul mondo dell’arte e su chi vi gira intorno, con personaggi non
sempre raccomandabili. Tutto questo   permette al nostro autore di mostrarci una immagine di Venezia meno convenzionale, Maranso si muove tra vie, cal-
li, piazze, chiese e palazzi meno visitati e lontani dal consueto percorso turistico, ma non per questo meno belli. Insomma la scoperta di una Venezia più
reale,meno scontata.
Poi  Cova ci porta nel mondo dell’srte, ma non quella dei grandi musei, quello invece dei falsari, dei collezionisti di pochi scrupoli, del giro vorticoso di denaro
che gira intorno ai quadri falsi. Del resto è un mondo dove alla fine dipingere un falso e collocarlo come vero in un Museo equivale a un delitto perfetto….
L’altro protagonista del racconto è naturalmente Amedeo Modigliani, din cui Cova  deve naturalmente essere un grande appassionato e conoscitore. Certa-
mente la costruzione del romanzo ha significato la raccolta di dati su dati, uno studio delle sue qualità pittoriche, un grosso lavor0di ricerca e di documenta-
zione,
Naturalmente l’autore conferma le sue doti di buon confezionatore di trame gialle, non mancano i colpi di scena, la tensione non viene mai meno. E come
nei gialli…di buona memoria il lettore si può sbizzarrire nella ricerca del colpevole, anche se vi è un crescendo di situazioni che portano alla individuazione
dei colpevoli.
Ma oltre che trovarsi difronte a un giallo,  difronte a un’interessante storia di pittura con tutti i  connotati, in Il Modigliani perduto vi è anche una storia
di sentimenti. Sentimenti negativi come il rancore, la rabbia, la vendetta, la cupidigia,ma anche positivi come l’affetto, l’amicizia, la voglia  di rendersi
utili agli altri. Certamente Giacomo Maran non è un tipo facile, sembra fare a gara a entrare nelle situazioni più ingarbugliate, è abbastanza bugiardo
ma riesce sempre a cavarsela.
Vi sono anche delle pagine commoventi, ad esempio quelle sulla nonna dei Maran e una bambina ricoverata con lei, sono due malate terminali, ma l’argo-
mento è trattato con una certa grazia e molta levità, senza cadere nella retorica.
In conclusione una storia gialla con ampi riflessi tra arte e sentimenti, in una sorta di caccia al tesoro, un inedito Modigliani, in una Venezia minore ma non
meno bella e interessante.E poi c’è appunto Modigliani un artista che non volle mai arrrendersi alle tante contrarietà della vita. Un  artista ” maledetto” che
non volle assolutamente mai rinunziare al mondo dell’arte. Una storia assai tragica la sua che ben si integra con l’atmosfera del racconto.

 

 

GIUSEPPE PREVITI


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