Il Blog di Giuseppe Previti

” MAI DIMENTICARE- DI MICHEL BUSSI- edizioni e/0

Jamal Saloui, nonostante sia handicappato, ha una protesi al posto della gamba sinistra, ogni giorno sulle alture del paesino costiero di Yiport, sulla Manica,
il suo obbiettivo è partecipare all’Utra Trail  del Monte Bianco, una corsa campestre in altura che si preannuncia durissima.
Ma una mattina mentre corre nella parte più alta del villaggio trova una bella ragazza che sembra molto disperata, è sull’orlo della scogliera, lui cerca di con-
vincerla a non fare sciocchezze, ma lei si butta di sotto. Due persone in lontananza hanno visto tutta la scena, ma per Jamal arriverà l’accusa di aver ucciso
la ragazza. Ma quale è la verità ? Chi  vuole far passare la storia come un delitto ? Chi vuole colpevolizzare Jamal ?
Una serie di fatti e personaggi si susseguono, tanti i colpi di  scena, alcuni personaggi sembrano avere un doppio ruolo. Un meccanismo a incastri che
Bussi fa funzionare alla perfezione.

” Trascinati dentro un meccanismo a orologeria i lettori non lasceranno il libro fino all’ultimo.Il finale non lo dimenticheranno mai “. Così recita la
copertina riprendendo il giudizio di un critico letterario francese. Effettivamente Michel Bussi  anche in questo  Mai dimenticare  si conferma un abile
confezionatore di storie, sempre originali e nuove, anche se qui il taglio a sequenze di sapore cinematografico ci fa spesso venire in mente Alfred Hitchcock.
E’ una storia strana questa, anzi sembra che giri su se stessa, con continui rimandi tra passato e presente, addirittura all’interno degli stessi personaggi.
Certamente questo procedimento narrativo ti porta anche a passaggi apparentemente inspiegabili, che mettono  a dura prova la voglia del lettore di misu-
rarsi con se stesso nel cercare di venire a capo degli enigmi che l’autore propone. Ma va pure ribadita  la capacità di Bussi di creare personaggi dotati di una
grossa personalità, come sono sempre interessanti gli ambienti dove si svolgono queste storie.
Qui ci troviamo nelle falesie delle zone sulle stretto della Manica ed è qui che conosciamo Jamal Saloui , un ragazzo di origine magrebina, portatore di una
protesi di metallo dal ginocchio fino alla scarpa. Lui stesso ci racconta in prima persona la sua storia che inizia appunto con una vacanza in una località sul
mare, con lui che si allena correndo per questa falesia a strapiombo sulla spiaggia. Vuole essere il primo disabile che parteciperà a una corsa sul Monte
Bianco.
In questo libro dunque Michel Bussi torna alla natia Normandia e si inizia con il suicidio di una donna bellissima dinanzi a un  impressionatissimo Jamal
che cercherà invano di trattenerla lanciandole una sciarpa di cashemire, trovata poco distante. Ma la donna precipita, ma la cosa strana è che la sciarpa
verrà trovata al collo della donna. Cosa può essere successo ? Come mai la sciarpa figura addosso a lei ? Sono i primi dei tanti interrogativi che compaiono
in questa storia, Jamal viene accusato ingiustamente di un delitto che non ha commesso e che poi, via via che la vicenda procede, rivelerà inquietanti analo-
gie con una storia accaduta diversi anni prima.
L’autore ha creato una sorta di puzzle dove via via affluiscono nuovi dettagli portati a costruire che via via si comporrà sino a un finale  assolutamente impre-
vedibile.
Personaggi maschili e femminili si incontrano lungo il racconto,tante le donne che hanno qui un ruolo dove bellezza, perfidia, follia si incrociano spesso.
La storia è divisa in cinque parti, c’è un io narrante, ci sono capitoli in terza persona e poi ci sono corsivi in cui il locale comando di polizia informa e aggiorna
i superiori sull’andamento delle indagini.
Qui una co-protagonista importante è la provincia francese dove tutti in paese sanno cosa è successo ma nessuno aiuta la polizia, pur se poi nel tempo in
qualche modo giustizia sarà fatta.
Jamal è ovviamente il protagonista principale, sa di non essere colpevole ma solo una ragazza sembra credergli. Ma tutto sembra essergli contro, gli spazi
come si compongono si decompongono, come se qualcuno lo voglia fare diventare pazzo. E anche nel lettore comincia a insinuarsi il dubbio, colpevole o
innocente ? E se lo porteranno per tutto il libro.
Bussi sa come rendere credibile una storia  abbastanza aggrovigliata, ricorrendo a vari  colpi di scena scanditi a un ritmo implacabile e continuo con
l’aggiunta di una spiegazione finale per chi in tutto questo alternarsi si fosse perso qualcosa….
E infine un avvertimento ” Incontrate una bella ragazza sul ciglio di una scogliera ? Non tendetele la mano ! Potrebbero credere che l’avete spinta”.

 

GIUSEPPE PREVITI

 


Per leggere e stampare Diari di Cineclub clicca qui