Il Blog di Giuseppe Previti

” L’UOMO DEL LABIRINTO” DI DONATO CARRISI – LONGANESI

Mentre un’ondata di gran caldo si è abbattuto su una non meglio identificata città con profondi disagi per
tutta la cittadinanza, addirittura uffici e negozi sono aperti solo la notte,il detective Bruno Genko trascina
gli ultimi giorni della sua esistenza, la sentenza dei medici non gli dà scampo.Ma proprio in una notte di
queste riemerge dalle tenebre Samantha Andretti, una ragazza scomparsa  quindici anni prima e di cui si
era persa ogni traccia. Allora aveva tredici, una mattina era uscita di casa per andare a scuola e non si era
più vista.
Ora è libera, traumatizzata e ferita, viene ricoverata in ospedale, e la prende in cura il dottor Green un
profiler  che studia le reazioni del cervello, ed è lì che s’annida il mostro che l’ha tenuta a lungo prigioniera,
dai suoi ricordi si può risalire all’identità del carceriere, il c.d. ” Mostro del labirinto”.
Ma anche la polizia si muove in grandi forze, e poi c’è Genko, che quindici anni prima era stato incaricato
dai genitori della ragazzina di ritrovarla, ma aveva fallito il suo compito, ora sente di dover assolvere a una
sorta d’impegno d’onore, e pur aspettando che la scadenza per lui fatale si avveri, si butta a capofitto nella
indagine. Vuole risolvere questo vecchio caso, non vuole lasciare in sospeso questo vecchio caso né una
macchia sul suo passato, e nonostante la diffidenza della polizia il suo apporto si rivelerà determinante.
Certamente ricostruire fatti di tanti anni prima non è semplice, la stessa Sam stenta a credere che sia passato tanto tempo, quindi anni !  Tra molti colpi di scena il determinato Genko sarà stimolante per
tutti….

Donato Carrisi con L’uomo del labirinto crea una nuova storia con tanti personaggi, ma sempre lavorando
sulla psiche umana, sulle sue perversioni, sulla caccia  che viene data a un vero e proprio Mostro che con
l’ausilio di una rete di altrettanti personaggi abbietti e perversi non si arresta di fronte a niente.
Questo thriller è il viaggio dentro un incubo che certamente tocca in prima persona quella donna ferita e
impaurita che  giace in un letto d’ospedale, ma tocca anche il lettore che via via si vede sempre più coinvolto in  una storia che sembra sempre più un viaggio senza ritorno.
La donna viene curata da un dottore la cui prima preoccupazione è farle capire cosa le è capitato dopo essere stata ritrovata nuda e ferita ai margini di una palude. E la sorpresa è ancora maggiore per lei, e di
conseguenza anche per il lettore quando apprendiamo che è stata rapita 15 anni prima, tredicenne, una
mattina mentre si recava a scuola. Ora è una donna di 28 anni.
Il suo nome è Samantha, ma lei non ricorda nulla. Successe una mattina quando, mentre si recava a scuola,
si fermò davanti allo specchietto di un furgone per rimirarsi e ne fu subito inghiottita e poi chiusa in un la-
birinto da un uomo con il volto coperto da una grande maschera di coniglio.
Ora Sam è in un letto d’ospedale, non si riconosce minimamente guardandosi allo specchio, accanto a lei un profiler che cerca di portare alla luce i dettagli più nascosti della sua mente per arrivare al colpevoile.
E così assistiamo a due indagini parallele, quella del dottore che cerca di risvegliare in lei le sensazioni,gli
§odori, i suoni, i movimenti da lei avvertiti nel labirinto, e quella della polizia che agisce con l’appoggio,
più o meno gradito, di un investigatore privato, un po’ malandato ma deciso ad adempiere a quel compito
affidatogli quindici anni prima dalla famiglia della ragazza rapita. Per lui oltre tutto sarà l’ultima indagine
perché secondo il referto medico gli restano pochi giorni di vita.
Carrisi si conferma un abile confezionatore di trame, come sempre, di largo respiro. E’ probabilmente il
più “internazionale” tra i nostri giallisti. La tensione e l’angoscia sono molto alti, qui si vive una sensazio-
ne di paura che grava su tutti i protagonisti, con atmosfere notturne, personaggi gravati da colpe e desideri
inconfessabili. Sam e noi con lei ripercorriamo tutta la sua odissea e ” sentiamo” l’orrore di tutti quei lunghi anni. Ma questa angoscia la ritroviamo, in Genko, che, a onta dell’aspetto trasandato, è fior di inve-
stigatore, ma la sua angoscia è di fare presto, il suo tempo sta per scadere. E poi c’è questa città o cittadina
non meglio identificata, dall’atmosfera buia, opprimente, dai tanti quartieri decaduti, un caldo fuori regola
e ancora tutto o quasi si svolge di notte,….ideale per un noir.
Molti i motivi al di là dell’indagine, i fumetti, i giochi, le maschere, i lati più oscuri e viziosi  della rete, il
labirinto dove il persecutore sfida e premia la sua preda che solo vincendo dei giochi ha diritto al cibo. Si
usano molto gli specchi che rimandano le immagini per altro non sempre chiare a chi le guarda, e poi il
talismano di Genko, ovvero ” il foglietto” che lo richiama sempre a un buon uso del suo tempo.
C’è un finale amaro, la morte di Genko, un personaggio assai riuscito, ma c’è anche un finale più aperto,
più ludico.Una delle cose che Sam chiede subito al medico “Questo è un gioco ?”, , ecco magari si gioca
con il fuoco, ma tamt’è , è una sfida che va onorata, riguarda certo Sam, Genko, il dottor Green, il Mostro.
ma anche il lettore, che poi è quello che conta.

 

 

GIUSEPPE PREVITI


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