Il Blog di Giuseppe Previti

” L’APPRENDISTA DI MICHELANGELO” DI CARLO A.MARTIGLI

<p style=”text-align: left”>Il giovane Jacopo, poco più che un ragazzo,lascia di notte, d’accordo con la madre, la natia Pistoia perché
il padre vuole fare di lui un lanaiolo mentre il suo sogno è di diventare un pittore. Dopo un lungo viaggio
finalmente raggiunge Roma e qui avrà un colpo di fortuna perché entrerà a bottega, come apprendista dal
grande Michelangelo Buonarroti che sta affrescando la Cappella per il Papa.
Ben presto Jacopo conquista la fiducia del suo Maestro e ne diviene l’allievo prediletto, ma ancor diviene
il suo elemento di fiducia affidandogli degli incarichi di fiducia, come ad esempio recapitare dei messaggi
segreti ai membri di una setta segreta di cui Michelangelo e molti dei suoi amici e discepoli fanno parte.
Intanto papa Clemente VII muore avvelenato e il bieco abate Biagio Colonna tesse una trama per fare
incolpare dell’omicidio Michelangelo, cercando anche di coinvolgere, il giovane Jacopo, preso da tanti
dubbi in un mondo dove la menzogna e l’intrigo la fanno da padroni…..

Jacopo da Pistoia ne L’ apprendista di Michelangelo di Carlo A. Martigli è un personaggio di fantasia
creato dall’autore che immagina un ragazzo che vive a Pistoia covando una grande ambizione, diventare
pittore. E allora fugge dalla città perché il padre vorrebbe che diventasse un artigiano, e così al termine
di un viaggio avventuroso raggiunge Roma.
E questo farà la sua fortuna perché arriva addirittura a cospetto del grande Michelangelo che sta affres-
cando Il Giudizio Universale per la Cappella, futura Sistina. Questi lo prende in simpatia intravendone
le doti e la grande determinazione, lo include tra gli apprendisti ma colpito dalle sue doti e dall’intelli-
genza e dalla spontaneità comincia a affidargli missioni anche pericolose. In effetti il Maestro è un uomo
misterioso la sua parte, molto attivo, altrettanto curioso, tanto da far parte di una setta segreta, naturalmente ha molti nemici. Alla morte di papa Clemente anche Michelangelo è tra i sospettati, e il
giovane Jacopo, tanto bravo quanto a volte un po’ ingenuo, si fa prendere da molti dubbi sulle attività
del suo protettore, finendo nella rete tessuta dal famigerato abate Biagio da Cesena.
Jacopo è diventato amico e confidente di un altro ragazzo, un musico, Annio, e i due, in questa Roma
intrisa di misteri e di ambiguità, si muovono, nonostante i pericoli, con determinazione e coraggo, parten-
de sempre da un sano principio morale, che alla fine li rende superiori ai tanti personaggi infidi e malvagi
che trovano sul loro cammino.
Carlo A.Martigli ci offre una interessante ricostruzione storica e artistica della Roma Michelangiolesca,
anno 1534,quando il grande metteva mano al grande affresco della Sistina, ma non faceva solo questo,
tanto erano i suoi interessi culturali, storici, scientifici. Intanto la città è pervasa da  un fermento di vita
visto sotto varie dimensioni, ora una città cenciosa, povera ,insicura nei suoi risvolti più popolareschi,
ora rutilante di nobiltà  nelle dimore dei principi dove si tessono le trame del potere, ora spirituale ma
non troppo….nella Roma papalina.
Una città lercia e ancora provata dalle devastazioni dei  barbari, ma anche una Roma che vuole risorgere,
e che certamente sarà apparsa bellissima agli occhi provinciali del giovane Jacopo. In Vaticano proseguono
i lavori per l’affresco del Giudizio Universale e dal fortuito incontro tra Michelangelo e Jacopo prende avvio
questa storia che è un ulteriore grande affresco della vita capitolina, che Carlo A.Martigli dedica ai ragazzi
da dieci anni in su, con la non immotivata speranza che questa storia, vivace, credibile, ricca di misteri serva a coinvolgere varie generazioni di lettori dai più giovani ai più grandi, l’importante è che chi si avvicini alla lettura abbia sempre spirito di immaginazione e grande fantasia.
Ad un certo punto il testo recita che attorno a Michelangelo “……a volte si riunisce un gruppo di persone il
cui scopo principale è la conoscenza”. Ecco, lo stesso valga per i potenziali lettori del Martigli.

GIUSEPPE PREVITI


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