Il Blog di Giuseppe Previti

” IL DELITTO SUL SAGRATO” DI BEPPE CALABRETTA – TRA LE RIGHE LIBRI

Una mattina di agosto a Lucca, piazza San Frediano, un uomo con un cappellino sta camminando tran-
quillo verso la Chiesa, quando nella piazza irrompe una moto, la guida un uomo con casco integrale, si
dirige verso gli scalini che l’altro sta salendo, si sente poi il rombo della moto che si allontana, ma intanto
l’uomo  con il cappellino si accascia sul sagrato…..
Questo è l’inizio di una storia ambientata a Lucca con il ritorno in scena di Carcade, il vicequestore che fa
tempo lavora in prefettura. Ma la carenza di organici in questura lo fa ritornare al suo vecchio mestiere per
occuparsi dell’indagine sull’uomo assassinato. E per lui ci sarà una ulteriore brutta sorpresa, la vittima era
infatti un suo carissimo amico, un collega poliziotto che si interessava di indagini ad alto livello contro la
criminalità organizzata.
Dopo un momento di mancamento per il dolore e la tensione Carcade prende in mano le indagini e si reca
in Calabria dove risiedeva la vittima per vedere su cosa stesse indagando, e poi torna a Lucca dove nel frat-
tempo viene ucciso un altro uomo, presumibilmente il killer di San Frediano.
E sarà una indagine difficile per il nostro protagonista che si troverà nei meandri dei servizi deviati, delle
logge massoniche, dei poliziotti corrotti e di quelli inetti e inefficaci.

Torna per gli amanti del seriale il vicequestore Bruno Carcade inventato tanti anni fa da Beppe Calabretta. Il delitto sul sagrato ci presenta il nostro poliziotto che  ormai da tempo ha lasciato il servizio attivo in
stanza spinoso vista la situazione economica del Paese. Ma anche questo lavoro va stretto al nostro che
pensa alla pensione.
Una mattina d’estate un  misterioso delitto davanti alla facciata della bellissima basilica di San Frediano
viene ucciso un uomo e lui si ritrova inopinatamente richiamato in servizio perché vista la carenza degli
organici della questura il caso viene affidato a lui. Ma gli scatta dentro una vera e propria sfida a trovare i
colpevoli quando si accorge che la vittima era un suo carissimo amico, e per di più un valente poliziotto.
Poco dopo un altro uomo verrà ammazzato e così la sonnolenta vita estiva della città ne risulterà sconvolta.
E’ un Carcade un po’invecchiato, i problemi sembra gli pesino molto, la sua stessa salute sembra vacillare,
ma lui supererà ben presto queste  malinconie anche perché la moglie Elina gli sarà molto vicina, insieme
a due poliziotte, l’ispettore-capo Claudia Bellini della questura di Lucca e Vanessa Pezzoli di Catanzaro, che
saranno determinanti nel sostenerlo lungo le indagini. Indagini particolarmente difficili anche perché incentrate all’interno della polizia stessa. Un percorso che porterà tra Toscana e Calabria e finirà per sve-
lare una serie di comportamenti illeciti anche nei più alti gradi della polizia.
La prosa di Calabretta scorre molto veloce, i fatti si susseguono con un ritmo assai intenso, una storia di
delitti e una storia di comportamenti, in disprezzo delle norme e di tipico stampo razzista. Una vicenda
dove squallore,connivenze e inettitudini hanno un loro peso determinante. Purtroppo una storia tristemente significativa di quel che è oggi il nostro Paese, dove nessun organo dello Stato è immune da
deficienze e compromessi e solo pochi si salvano con il loro stato di sacrificio e la loro volontà di salvaguardare gli interessi della collettività. Nella nostra storia alla fine il Bene trionfa ma resta l’impres-
sione di una una società minata alle radici dove è sempre più difficile arrivare a qualcosa di positivo.
Ancora una volta quindi la chiave del giallo usata per “fotografare” la situazione di una società malata e in
dissesto e per far riflettere i lettori su questa condizione poco salutare.
Ben tornato quindi al nostro ormai storico commissario Carcade, ” più forte che mai”.

 

GIUSEPPE PREVITI

 


Per leggere e stampare Diari di Cineclub clicca qui