Il Blog di Giuseppe Previti

” L’ULTIMA SCELTA-Il colonnello Arcieri e l’inverno della Guerra fredda “- di LEONARDO GORI-TEA

Bruno Arcieri ormai potrebbe godersi la pensione, ha chiuso anche casa a Roma, un ” addio definitivo” lui
dice. Ormai la sua vita è a Firenze, ma quando sta per partire viene coinvolto in una operazione complessa e pericolosissima.
Siamo nel gennaio del 1970 quando Arcieri viene convocato in tutta fretta e condotto in gran segreto da un
alto ufficiale dei Servizi, il maggiore Bertini. Questi gli dice che un agente americano ha delle informazioni
segretissime su un futuro attentato ma vuole trattare solo con lui. Il colonnello ,pur con qualche titubanza
accetta e viene portato in una villa del senese dove una sua vecchia amica gestisce una pensione per studentesse straniere. Qui Arcieri incontrerà l’agente Zero, un americano, che per rassicurare maggior-
mente Arcieri  gli rivela che lavoro con l’appoggio di altri servizi segreti stranieri, e gli fa il nome di una sua
vecchia fiamma, Elena Contini, per  fargli vincere ogni perplessità ad affrontare il caso. E così il vecchio
colonnello si lascia coinvolgere in una operazione dove nessuno è come appare, tutti interpretano più ruoli,
e riservano inquietanti sorprese.E per Arcieri diventa sempre più difficile fidarsi di qualcuno.

Un romanzo assai cupo pur con squarci di nostalgia. di malinconia e anche con spunti divertenti questo
L’ultima scelta di Leonardo Gori. Protagonista naturalmente il colonnello Bruno Arcieri, ma un Arcieri
ormai invecchiato, e sempre più in preda ai ricordi, il che lo porta ad avere tanti dubbi e quindi a non fidarsi di nessuno. E questa nuova situazione in cui si è cacciato lo pone di fronte a delle scelte, da cui
dipenderà il resto della sua vita.
Bruno Arcieri ormai si sente vecchio, vuole chiudere con la sua vita di prima e ritirarsi a Firenze. Ma nel
dicembre 1969 si è trovato coinvolto nella carneficina causata dalla bomba esplosa a Milano alla banca
Nazionale dell’Agricoltura. Gli è stata consegnata una borsa, ancora una volta entra in contatto con i Ser-
vizi e si troverà coinvolto in una situazione assai pericolosa, la guerra tra i Servizi. Una guerra condotta
senza esclusione di colpi, la guerra fredda ha portato a continui ribaltamenti e sta iniziando la fase delle
stragi.
Ne L’ultima scelta Leonardo Gori pone come sottotitolo Il colonnello Arcieri e l’inverno della Guerra fredda: siamo nel 197o quando si comincia a parlare di ” servizi deviati”, di uso delle stragi per mettere
lo Stato sotto processo.  Arcieri deve incontrare l’agente Zero, un uomo legato alla Cia, questi gli deve consegnare un dossier dove si ipotizza l’uccisione  di un noto uomo politico della  maggioranza che vuole
fare entrare il PCI al governo.
Il colonnello viene semi-recluso in una cadente villa del senese dove ritrova una sua vecchia amica, Nanette, che tiene un pensionato per giovani studentesse finlandesi. Nella villa ci sono anche Daniele,
una sorta di guardia del corpo senza alcuna morale e che lavora un pò per tutti( Arcieri lo ha conosciuto
in passato), Max, un grande cuoco costretto a  nascondersi, e due giovani hippy  che si sono uniti alla
compagnia.
Nei colloqui che Arcieri ha con il contatto americano rispunta il nome di un altrofantasma del suo passato
,Elena Contini, la ragazza ebrea di cui si era perdutamente innamorato, e che poi è diventata un punto di
forza  dei servizi segreti israeliani.
La storia si dipana in due piani, da una parte è una tipica storia d’azione, fatta di personaggi di cui non
si sa mai cosa pensare e individuare da che parte stanno, dall’altra Gori punta molto sui sentimenti e le
sensazioni di Arcieri. che in questa strana storia fiuta un pericolo, sente che tutti perseguono propri in-
teressi, compreso il misterioso Zero. E intanto continuano a affacciarsi alla sua mente volti e fatti del suo
passato, ricordando con nostalgia gli amori di un tempo e i veri amici.
Del resto il sodalizio Gori/Arcieri è vecchio ormai di qualche decennio, ed è evidente che le storie via via
raccontate sono servite all’autore per percorrere un buon tratto della storia d’Italia dal 1938 agli anni ’70.
E’un po’ il destino dei personaggi seriali di accompagnare la loro vita ” di carta” con la vita ” reale” dei
tempi in cui hanno vissuto,in questo certamente Arcieri non fa eccezione. In  aggiunta si può dire che
Leonardo Gori ha sempre cercato di rendere il suo personaggio il più ” vero” possibile, raccontandone
sentimenti, pensieri, azioni quasi ci stesse fornendo la  biografia di una persona realmente esistita e questa
sensazione non è mai venuta meno. In verità c’è stato un lungo periodo in cui di Arcieri non si è più saputo nulla,un lungo silenzio poi interrotto nel 2015 con Il ritorno del colonnello Arcieri.Ci piace pensare che
questo ritorno sia stato dovuto ad una decisa imposizione del personaggio che similmente agli attori piran-
delliani o al redivivo Sherlock Holmes sente il bisogno di dire ancora altre cose e quindi quasi obbliga il
suo autore a dargli nuovamente voce, perchè il legame con i lettori va ormai oltre il loro rapporto, e i lettori
stessi hanno il diritto di sapere, anzi lo esigono, cosa sta succedendo ai loro beniamini.
E in  questo quadro ben si inserisce il rinnovarsi degli incontri tra il commissario Bordelli e il colonnello
Arcieri, che va al di la della tradizionale amicizia tra i due scrittori fiorentini,Marco Vichi e Leonardo Gori.
Infatti nelle loro storie troviamo due servitori dello Stato che piace e ci piace immaginare amici perchè
si trovano sempre al posto giusto e pronti a combattere crimini e scelleratezze varie, e pronti anche a dar
vita a una solida amicizia con Bordelli che soccorrerà Arcieri nel momento del bisogno. Importante è ribadire che quando i personaggi acquisiscono una vita autonoma è giusto che camminino per conto loro
come una qualsiasi persona….reale.
L’inizio del libro sembra ipotizzare una scelta nella vita del nostro colonnello, la scelta di abbandonare per
sempre il suo passato e continuare con una vita normale. Ecco, questo è il dilemma che Arcieri e il suo narratore dovranno alla fine sciogliere, del resto è un dilemma che tutti noi a un certo punto dobbiamo af-
frontare nella nostra vita, passare da attività più o meno onerose e laboriose al tranquillo tran tran di
tutti i giorni, anche se poi nella realtà non è proprio così…
Però visto che ci troviamo dinanzi a figure lettererarie non ci meraviglieremmo se Arcieri dovesse ricom-
parire…
Un libro denso di motivi e significati, ormai i nostri autori stanno scrivendo veri e propri capitoli di
vita vissuta. Un libro che si articola tra fatti e sentimenti, nostalgie e malinconie, paure e negatività di
una società sempre più corrotta e insicura. Oggi non ci sembra più il caso di dare per forza una etichetta
ai romanzi che leggiamo, diciamo che Leonardo Gori ha scritto una intensa storia di vita vissuta.
Un’ultima curiosità, il libro è corredato dalle ricette che nel corso della vicenda confeziona Max il cuoco.
Sono pubblicate in appendice, sono dovute a Elena Mani, cuoca per diletto, e ben si inseriscono in questa
storia di vita “reale”.

 

GIUSEPPE PREVITI

 


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