Il Blog di Giuseppe Previti

” TRIOLOGIA DI UNA REPUBBLICA” DI VALERIO VARESI – FRASSINELLI

<em>La sentenza: E’ la storia di due uomini, Jim e Bengasi, che in una notte del 1944 fuggono dal carcere e
cercano un nuovo avvenire. Si ritrovano così tra i partigiani, casualmente Bengasi, infiltrato per conto dei
fascisti che lo hanno fatto fuggire, Jim. La montagna e la dura vita dei partigiani li unisce, li rende amici
anche perché sono molto simili. Non hanno interessi ideologici, ma li accomuna il gusto per la violenza,
il sesso, l’amore, il tradimento. Ma la guerra è una buona scuola e contribuirà a farne degli eroi !
Il rivoluzionario : Oscar Montuschi partigiano, comunista, uomo di punta del partito. La storia di quest’uomo ci fa spaziare dalla guerra partigiana al sogno del comunismo all’avvento del socialismo, sino
al terrorismo e alla strategia delle bombe che mietono vittime innocenti. Una grande delusione in Oscar
che non si riconosce più in questa società. Un romanzo che parlando di gente comune ci racconta la dram-
matica storia del Paese nell’arco degli anni e che fa da prologo alle tante tragedie che seguiranno.
Lo stato di ebbrezza: Domenico Nanni, giornalista, pubblicitario, creatore di parole, arrivato a 60 anni,
ripercorre il cammino della sua vita dagli anni Ottanta a oggi. E la sua vita, costellata di alti e bassi, non
è altro che la metafora del nostro Paese. Un libro che fustiga senza pietà il decadentismo progressivo quan-
to inesorabile della nostra società e che ci ricorda anche con una certa malinconia sempre più forte chi
eravamo  e che cosa siamo diventati. Un viaggio verso la dissoluzione.

Valerio Varesi tramite la sua creazione investigativa,il commissario Soneri, è abituato a indagare per indi-
viduare chi ha commesso un delitto. Anche in Triologia di una Repubblica Varesi compie una indagine
per identificare i colpevoli che hanno trascinato l’Italia, dopo le grande premesse della Resistenza e del
boom economico, nel fango di Tangentopoli e nel sangue di tanti attentati e omicidi eccellenti. Come non mai in questi anni si sono dissolti tanti ideali maturati sino agli anni ’60 per arrivare alle ragioni di questa
crisi. Il nostro autore ha ripercorso dalle origini la storia della Repubblica, partendo dalla guerra di Libera-
zione che dovrebbe aver dato i nuovi dirigenti della Nazione.
Si parte da La sentenza dove la grande storia è vista con gli occhi di personaggi minori che sono i protagonisti scelti da Varesi, ma che sono anche la testimonianza del profondo distacco morale, ideologi-
co, comportamentale che li poteva unire al momento dell’azione ma poi li divideva su tutto il resto. E aveva buon gioco l’alleato inglese nel rinfacciare agli italiani la loro incapacità di fare gruppo nell’affrontare le
esigenze della realtà. Una realtà fatta di idee, di impulsi, di progetti ma quasi mai realizzata per una conge-
nita incapacità ad affrontare e risolvere i problemi. Ne Il rivoluzionario si ha la storia del mancato decollo
di una Italia solida per la rissa continua fra comunisti, cattolici, socialisti, il tutto riflesso nella storia di una
coppia di comunisti bolognesi, seri e fepieni deli all’idea, che osserveranno con sgomento lo sgretolamento del
Paese e delle ideologie. La politica vede ormai il fallimento di idee e partiti, sembra arrivare il momento
della politica trasformata in una grande kermesse, quella detta dei ” nani e delle ballerine”…
Sarebbe una stagione tutta da ridere se non portasse a piangere…E questa terza fase viene raccontata
ne Lo stato d’ebbrezza.
In verità Valerio Varesi ha scritto queste tre storie tra il 2011 e il 2015, prospettandoci un quadro dell’Italia
dalla Liberazione all’arrivo di Berlusconi.  Quindi una interessante e approfondita disamina di quanto è
avvenuto in Italia.
Si parte con un racconto sui partigiani che si battono sui monti del parmense, pieni di tedeschi che ancora
si devono ritirare. Tra i partigiani arrivano due carcerati usciti da San Vittore. La vita è assai grama, oltre
la paura dei nazifascisti, c’è la fame, il freddo, ma c’è tanta voglia di libertà e di resistere in attesa che arrivino gli americani.
Quando la guerra finisce si nutrono grandi speranze, ci spostiamo a Bologna la città faro del partito comunista, ma ben presto la realtà si dimostrerà ben diversa, profondo ilo contrasto  tra la Chiesa e il
Comunismo, tra democristiani e comunisti. E qui viviamo la storia di una coppia di giovani comunisti
che è anche la storia di quegli anni. In particolare è la storia di Oscar, un giovane dirigente del partito,
che quando si rende conto che le sue aspettative di un mondo ideologicamente puro sono impossibili
dovrà cercare altre vie di sbocco, le cercherà in Russia, nei Paesi Baschi, in Mozambico, ma tutto via via
si annacqua e la Rivoluzione da lui tanto sognata si fermerà, proprio nella sua Bologna, il 2 agosto 1980
con l’attentato alla stazione.
Con il terzo episodio della saga Varesi ci fa arrivare alla tarsformazione della politica che ora è diventata
spettacolo, è “marketing”, via via finiscono gli ideali ed è inevitabile l’approdo di faccendieri, nani, ballerini,profittatori sino ai grandi corruttori. Già proliferano masse di corrotti oltre che di corruttori.
E’ il periodo in cui il socialismo conquista il potere, ma non contano più i programmi, si vive alla giornata,
sino a che Tangentopoli non farà crollare tutto.
Un romanzo che visto come triologia inizialmente è assai drammatico, poi arriva alla “speranza tradita”.
per poi concludersi in una sorta di tragi-commedia. Nell’ultimo capitolo non più protagonisti che cercano
riscatto, principalmente morale, o che vivono per affermare l’ideale di una vita giusta per tutti, ma invece
al centro un personaggio assai diverso. Un giornalista di none.comunista, che abbagliato dai facili guadagni lascia la sinistra e diventa uno dei protagonisti di quel mangia mangia che caratterizzerà l’era dei socialisti
al governo. Attraverso le sue memorie, ormai stanco e malato, ma principalmente disilluso da una sinistra
votata alla sconfitta, dall’ascesa e repentina caduta di Craxi. Finirà così la seconda Repubblica, travolta
dallo scandalo di Tangentopoli. Poi ci sarà l’ascesa della Lega, il potere di Bserlusconi, il G8 di Genova, il
gelo con l’Europa.
Varesi non fa sconti a nessuno in questo lungo viaggio tra la Resistenza e l’avvento di Berlusconi. Con  molta  cura arriva a tracciare il profilo di un passato sempre più in difficoltà e malamente perso dietro
a improbabili sogni di gloria.
Sono gli anni del consumismo, all’estero sono gli anni della Tatcher e di Reagan, da noi c’è la “meteora”
Craxi. Ma i guasti sono infiniti, la politica crollerà miseramente. E di certi fatti e di certe persone ne pa-
gheremo a lungo le conseguenze.
Il romanzo nella sua terza parte assume un carattere farsesco e grottesco, pochi si salvano, ma è anche
difficile, sembra dire il narratore, andare oltre i mugugni e i rimpianti.
Dalle illusioni del ’68  agli anni di piombo e poi al compromesso storico questa è stata l’Italia, con l’aggra-
varsi poi dovuto al trionfo della finanza sulla politica, anche se questo è un problema comune a tutto il
mondo. Da noi questo è conciso con l’arrivo al potere di Berlusconi, del resto ancora oggi presente sulla
scena politica nazionale.
Varesi si conferma un ottimo scrittore che va subito al sodo dei problemi,  ma sa anche cogliere con accenti
farseschi l’involuzione del costume nazionale. Basti pensare all’immagine del Bossi in canottiera o a Grillo
che passa dai palcoscenici alle ribalte politiche all’nsegna del….vaffanculo.

L’opera ora è unitaria, ma certo si avverte la differenza  tra l’amarezza, venata di amara ironia,dell’ultimo
Varesi, e quello più nostalgico e intimista delle prime due storie.

 

GIUSEPPE PREVITI


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