Il Blog di Giuseppe Previti

” STELLA O CROCE ” DI GIAN MAURO COSTA – SELLERIO

Leggendo un giornale Angela, giovane poliziotta in forza alla questura di Palermo, scopre che la zia di
Rosellina, una sua cara amica, Anna Fundarò era stata uccisa sette mesi prima senza che la polizia aves-
se trovato l’assassino. La vittima era molto nota per la sua attività di preparatrice e acconciatrice di par-
rucche. Era stata uccisa nel suo negozio-laboratorio, il fatto aveva suscitato molto scalpore perché la vitti-
ma era una donna molto gentile, bravissima nel suo mestiere, così da avere una vasta clientela di artisti,
travestiti, gente eccentrica ma anche di tante persone a lei affezionate per il bene che faceva,eppure questa
signora è stata uccisa senza pietà ma le indagini  non sono venute a capo di niuente.
Angela, una semplice agente, è una ragazza di periferia, figlia di un panettiere, attaccata alla famiglia che ha lasciato per stabilirsi in città. E’una bella ragazza, si è creata un mondo tutto suo, come una risposta
alla routine del mestiere.
Fondamentalmente è un’entusiasta della vita, a cui vuole “partecipare”, e quindi quando resta colpita da
questo delitto rimasto impunito si butta a capofitto a indagare, anche se non può muoversi a livello uffi-
ciale. Vi coinvolge una giornalista sua amica e scopre che le indagini dei suoi colleghi sono state molto
approssimative, e così raccogliendo prove, testimonianze, indizi, riesce a arrivare alla soluzione del caso.

Questo romanzo di Gian Mauro Costa Stella o croce segna l’esordio di un nuovo personaggio, un nuovo
“poliziotto di carta”, Angela Mazzola,una giovane poliziotta della questura di Palermo. Una ragazza bella,
brava, curiosa, intuitiva, che si appassiona a un caso rimasto irrisolto perché vi è coinvolta una sua amica,
nipote di una signora in modo assai efferato.Questa signora era una fabbricatrice di parrucche assai famo-
sa, era stata assassinata nel suo laboratorio. Era una donna molto benvoluta, con le sue parrucche aveva
finito per assumere il ruolo di una taumaturga  con le sue parrucche, specie per certe persone vittime di
malattie sovente letali, in effetti la sua presenza, appunto le sue parrucche, avevano un valore ben superiore alle cure mediche.
Ma allora, chi l’aveva odiata a tal punto da ucciderla così ? Le indagini non avevano portato a risultati ,
pian piano ci si stava avviando a uno dei tanti casi irrisolti.
Gian Mauro Costa ricorre in questa sua opera a un eroe di tutti i giorni, una ragazza simpatica, un po’ so-
gnatrice, un po’ curiosa, certamente un personaggio riuscito con una sua intelligenza, una sua voglia di fa-
re che la porterà a infischiarsene delle gerarchie e andare avanti in questo caso chiuso un pò frettolosamen-
te.
Anche in questo romanzo l’autore rimane nel suo habitat naturale, la sua Palermo dove vive e lavora, stavolta la sua protagonista lavora in una struttura dirigistica, anche se lei sa trovare i suoi spazi per
andare oltre i rigidi confini del suo ruolo. Va aggiunto che la Mazzola non è proprio una novità, era già
apparsa in un’antologia come protagonista di un racconto.
L’Angiola Mazzola è un po’ la forza trainante di questa storia, la troviamo all’inizio appena insediata nella
sua nuova casa, con una terrazza  da cui si può godere una splendida vista sul mare. E qui si da alla volut-
tuosa degustazione di un calice di vino, servitole dal suo maggiordomo…immaginario, il compito e poco…
loquace Giampoi. Ecco, come questa ragazza sogna di fare dei passi avanti nella vita rispetto alle sue umili
origini, e questa sorta di bellissimo attico l’aiuta a sognare. E così è anche nella professione vuole passare a
compiti più impegnativi, si è stufata dei casi mediocri su cui si deve confrontare.
Il caso la pone di fronte a un mistero irrisolto, l’omicidio di per sé inspiegabile di una signora molto amata
in città. E Angelq con la sua ostinatezza, con il suo infischiarsene delle convenzioni, affronta questo caso a
muso duro. E mostrerà di avere del fiuto da….squadra mobile.
L’autore ci riporta ancora una volta nella sua Palermo, vista nella sua anima più antica, dalle pescivendole
ai negozi di tradizione, ma vista anche nella sua versione più moderna, con i  locali famosi per gli aperitivi.
Non ci si dimentica comunque della città e lo stesso  Costa fa un riferimento preciso alla mafia e alle sue
ingerenze, , accade sempre da queste parti.
Un vasto spazio è dato anche alla musica, alla moda,resto molto è già insito nel personaggio della protagonista femminile. E si può anche plaudire a quel sottile filo d’ironia che si palesa in tutto il libro.
Beh se decidete per scegliere un libro di buttare una moneta, testa(o stella)o croce, sperate in …Stella o
croce….

 

GIUSEPPE PREVITI


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