Il Blog di Giuseppe Previti

” IL RESPIRO DELLE ANIME ” DI GIGI PAOLI – GIUNTI

In un luglio caldissimo Carlo Alberto Marchi, cronista giudiziario e padre single, continua a dividere le sue
giornate tra Prato e Firenze, dedicando il poco tempo libero disponibile alla figlioletta. E tutte le mattine
eccolo al Palazzo di Giustizia sito a Novoli, un edificio assai brutto e chiacchierato, che lui chiama Gotham
City. Qui si svolge gran parte della sua giornata a caccia di notizie, tra giudici, avvocati, personale giudiziario.Di questi giorni si respira un’aria assai più pesante per il preoccupanti aumento di morti dovuti
alla droga e così il direttore del giornale pressa continuamente  Marchi e il suo collega di giudiziaria perché intensifichino i loro servizi e scoprano qualcosa.
Ma arriva un’altra notizia, a pochi passi dal Palazzone un ciclista viene travolto da un’auto pirata e lasciato
esamine al suolo, sembra un banale incidente provocato da un pirata della strada. Ma il fatto che la vittima fosse l’importante dirigente  di un’azienda farmaceutica di proprietà americana  e con sede a Firenze scatena l’interesse dei media e degli inquirenti. Inoltre si scopre un rapporto dei carabinieri che lo avevano sorpreso in  un locale tra i più chiacchierati del centro cittadino.
Molte piste, molta gente che ha visto e non ha visto, prostitute,  barboni, papponi, ambigui proprietari di night club, magistrati, poliziotti, uomini dei servizi, e chi ha più ne metta.
Marini con l’aiuto del sovrintendente Rindi si trova al centro di un caso che assume aspetti assai più inquietanti, altro che un banale incidente della strada…..

Dopo Il rumore della pioggia Gigi Paoli è tornato in libreria con Il respiro delle  anime, stesso il protagonista, il giornalista Carlo Marchi che ci introduce in un crescendo di situazioni nei recessi più misteriosi di una Firenze oscura e misteriosa.
Paoli deve essere un fan delle situazioni metereologiche più estreme, nel primo romanzo co-protagonista
era la pioggia, qui un caldo torrido che fiacca anime e corpi.Il nostro personaggio principale frequenta sempre il Palazzo di Giustizia di Firenze a caccia di notizie. Ma non è facile far parlare magistrati, pm, poli-
ziotti e  poi non tutte le notizie possono essere divulgate. Dura vita insomma per i cronisti che devono riempire le pagine del giornale.
E Carlo Marchi lo sperimenterà a sue spese, l’inchiesta si rivelerà sempre più intricata e delicata, e lui si dovrà impegnare molto per capire cosa è successo, ma alla fine di tutto questo potrà pubblicare ben poco.
Ma continuiamo a seguire il giornalista nella vita di tutti i giorni, e quindi assistiamo alle difficoltà di un
padre single tutto il giorno fuor di casa. Lui cerca lo stesso di essere un buon padre ma la sua Donata, 11 anni, che comincia già a fare i sogni da ragazzina, e qui i loro dialoghi sono la parte più fresca e amorevole
in una storia che non dà molto respiro al lettore.
Ma forse il nostro protagonista dovrebbe essere meno accondiscendente, e pensare più a una propria vita
e a quella della figlia.
La sostanza del libro è comunque in una trama sempre palpitante e avvincente e anche molto realistica con i nostri protagonisti che più si affannano a cercare la verità e più devono sottostare alla ragi0n di stato, e
così si viene a sapere anche quale valore attribuire alla verità che ci viene…propinata.
Come nella prima storia anche qui abbiamo una Firenze inedita, piena d’ombre, di lati oscuri, di veritò taciute o nascoste. Ed infatti nel libro la città viene definita un mistero irrisolto e , senza perifrasi, viene
detto  che i “buoni” a Firenze venivano considerati dei……”bischeri”.
Molti personaggi li avevamo già incontrati nel primo libro se ne sono aggiunti dei nuovi, forse vista la com-
plessità della trama si potrebbe snellire la parte che riguarda i rapporti litigiosi con il direttore o certe sdolcinate ripetizioni nel rapporto con la figlia.
Notevole è la capacità di Gigi Paoli di partire da un presunto incidente stradale e spingersi molto più lon-
tano. Resta la curiosità di sapere quanto ci sia di fantasia e quanto di vero in questa storia che a un certo
punto assume l’aspetto di un vero e proprio intrigo internazionale. Secondo la visione dell’autore la città>
non è quella patinata offerta ai turisti ma è bensì una città ove tante cose, anche brutte,possono avvenirvi.
A Firenze niente è come sembra  e così anche quello che potrebbe essere classificato come uno dei tanti incidenti stradali si può tramutare in una storia mozzafiato.
Spicca nel romanzo la figura di questo giornalista, un tenace, meno sciocco di quel che sembra.Ha un suo
codice morale e una sua dignità, certamente molti i punti di contatto con il suo autore. Ci sono ovviamente
anche altri personaggi, tutto è condotto con mano ferma e con una buona espressività, che non può che derivare da altrettanti prototipi in carne ed ossa.  Naturalmente data la sua professione l’autore ha una
buona conoscenza della materia che tratta specie nella descrizione delle redazioni dei giornali e delle giornate passate al Palazzo di giustizia.
Il romanzo poi ci rivela quanto viene in campo scientifico  e militare in maniera sperimentale, tutto quanto
viene detto è rigorosamente vero e documentato.
Infine, in un momento in cui la carta stampata attraversa una grave crisi, questo libro esprime un atto di fede verso i giornali e chi vi da corpo.

 

GIUSEPPE PREVITI


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