Il Blog di Giuseppe Previti

” IN VETTA AL MONDO ” DI ROBERTA MELLI- LEONE EDITORE

Una prima premessa ci porta in Brasile nel 1997, quando in un piccolo villaggio una donna sta lavorando  alla raffinazione della  cocaina, quando l’irruzione di due tristi figuri le costerà la vita.
Una seconda premessa ci porta nel 1964 quando una brillante e ricercatissima guida alpina di Cortina, stressato
dall’atteggiamento della moglie che non condivide la sua  passione per la montagna e cerca, almeno così la pensa
lui, attraverso la prossima nascita di un figlio a obbligarlo a lasciare le amate montagne. Ma lui non ci sta e scappa.
Lo ritroviamo in Brasile dove deve fare dei servizi fotografici  di vario genere, tra cui anche delle feste vidù. Questo
lo porterà a scoprire storie agghiaccianti  di  inaudita ferocia con sacrifici umani e gente ridotta in schiavitù. Ma scopre
anche delle grandi distese dove si coltiva la coca. I suoi servizi fotografici ,una volta pubblicati, provocheranno grande
scalpore e indignazione, il governo brasiliano interverrà con decisione con molti arresti e smantellamenti dei campi di
coca.
A distanza di una diecina di anni ci troviamo a Misurina dove vive Teo, un ragazzino che non ama la vita della valle e
quindi vuole lasciare a tutti i costi il paese.La madre lo accontenterà mandandolo a studiare a Torino dove studierà
laureandosi ed entrando in polizia dove fa carriera come ispettore della squadra omicidi.
Ora, a distanza di anni, deve tornare in paese perchè la madre sta molto male. Qui conosce una turista, una ragazza
mulatta che vive in Svizzera e tra i due sarà subito amore, Ma intanto un brutale omicidio sconvolge la vita del Paese.
Teo, prima per curiosità, poi sempre più coinvolto a livello personale in questa vicenda che sembra avere molti collega-
menti con il passato, anche il suo. Incaricato a livello ufficiale di occuparsi della vicenda che presenta anche collegamenti
con i cartelli della droga del Sudamerica solo con la sua testardaggine,  sempre sotto l’occhio vigile di un….lupo albino che lo segue come un’ombra, alla fine l’ispettore arriverà a dipanare l’intricata vicenda.

Un libro che colpisce questo In vetta al mondo di Roberta Melli: intanto per una certa freschezza narrativa ma  anche
per come è strutturato, con un continuo alternarsidi epoche e di  eventi che fanno da prologo al nucleo centrale della
vicenda.
Passato e presente si rincorrono continuamente mentre una serie di feroci omicidi sconvolgono le montagne bellunesi,
omicidi che hanno una origine molto lontana, e dal punto di vista geografico e dal punto di vista temporale.
Appunto in una località nei pressi di Belluno  avviene un brutale omicidio che finisce per coinvolgere un ispettore di
polizia, Teo, di stanza a Torino ma temporaneamente tornato nel suo paese d’origine. La vicenda si prospetta subito
complicata, addirittura si scoprirà legata a vecchie storie di droga legate al Brasile, ma coinvolge anche personaggi che
Teo ha ben conosciuto nella sua giovinezza.  E poi c’è la presenza , sulle prime inquietante, di un lupo albino che sembra vegliare sui passi del poliziotto.
Una porta che ci porta sulle Dolomiti tra boschi e malghe, ma tutto visto con gli occhi di chi vive in questi luoghi, come
pure appare molto disincantata la visione di un Brasile, feroce e sanguinario.
Un ritmo assai intenso, un taglio di tipo cinematografico, una scrittura densa ma sempre chiara e ricercata, molti i simboli usati. Tutto al servizio di una storia, magari un po’aggrovigliata, ma comunque sempre ricca di motivi e di
suspense.
Protagonista è Teo, il poliziotto che torna a casa dopo molti anni e subito s’invaghisce di una ragazza che trova sul
posto a villeggiare, ma anche questo non è che un prologo (alla fine se ne conteranno diversi…)perché il passato e il
presente incombono su di loro. Ci saranno vari omicidi, con una serie di  presenze inquietanti e misteriose che risalgono a un passato ormai lontano, addirittura a un qualcosa avvenuta in un altro continente tanti anni prima.
Un libro che vuole essere anche un omaggio  dell’autrice alle sue Dolomiti ma vuole anche testimoniare il suo interesse
per il fenomeno dell’alpinismo, qui addirittura si trova un lupo albino. Certamente un romanzo dove fantasia e interesse
reali e scientifici si fondono a meraviglia.

 

GIUSEPPE PREVITI


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