Il Blog di Giuseppe Previti

ARTISTI MALEDETTI (1): CHARLIE PARKER ( Bird, l’uccello che suonava il jazz)

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  • Charlie Parker  nasce a Kansas City il 9 agosto 192o, per morire a New York il 12 marzo 1955, E’stato il più grande sasso-
    fonista nella storia del jazz o quanto meno tra i primi tre. Con Dizzie Gillespie è tra i fondatori del Be-Bop, che presto si
    diffonderà tra i jazzisti di tutto il mondo.
    Secondo uno dei massimi esperti del settore, Arrigo Polillo Charlie Parker ” è stato il Picasso dell’arte afroamericana,
    l’uomo che reinventò la sintassi e la morfologia della musica jazz e ne deviò il corso”.

    Già da piccolo va a vivere a Kansas City Center, mentre il padre se ne è andato di casa, non lo vedrà più se non al funerale. Sembra che sia stato ucciso da una prostituta.
    La madre fa la donna delle pulizie, lui va a scuola ma non sarà mai un buono scolaro.Stava ore e ore a sentire alcuni grandi maestri del jazz che suonavano nei cabaret di Kansas City. Si sposa nel 1955 con Rebecca Ruffin, quattro anni più
    grande di lui, avranno un figlio. Charlie fa uso di droga, intanto è già un musicista professionista, suona per diverse set-
    timane.(1934).
    Progredisce a vista d’occhio, i migliori musicisti (Buster Smith, Jay McShann)lo chiamano nelle loro orchestre. Lascia moglie e figli e va a Chicago, viaggiando nascosto su un treno merci, ma anche questa città gli va stretta, e si trasferisce a
    New York. Qui fa lo sguattero ma quando può suona, segue i concerti del pianista Art Tatum. Dopo qualche tempo entra
    stabilmente nel mondo dei musicisti, viene assunto in un’orchestra  che suona in una sala da ballo. Lascia poi New York
    per la morte del padre, ma dopo poco è di nuovo a New York. Nel 194o incide i suoi primi dischi, il suo è riconosciuto un
    suono maturo, originale, alcuni lo definiscono “superbo”. Evita la guerra come tossicodipendente.Intanto conosce Dizzie
    Gillespie e Earl Hines
    che lo assume nella sua orchestra. Ma purtroppo in pochi mesi salterà  le prove, si addormenterà
    sul palco, scomparendo per giorni, e così verrà sempre multato come prevede il contratto. Poi se ne va, gira per varie città, poi torna a New York nell’orchestra di Billy Eckstine (1944). Ma è troppo indisciplinato per poter reggere, e si mette allora a guidare piccole formazioni.In un locale della 5a ” Three Deuces” trova il suo suono migliore, qui si creerà
    la culla del nuovo Bopper.Fa nuove incisioni con l’etichetta Savoy, tra le più celebri “Red Cross”. Inciderà anche con Dizzie Gillespie,segnando l’inizio di una nuova era del jazz, vari motivi assai celebri saranno registrati in quel periodo.
    E’ dell’autunno del 1945 la registrazione di “Ko ko”,per alcuni il suo miglior disco, ma non tutti tra il pubblico e la critica
    apprezzeranno il loro modo di suonare e lui finisce per consolarsi  con l’alcol, le droghe, e , naturalmente, le donne.
    Sposa Geraldine Scott, poi si mette con Doris Snydor,  infine conosce e ama Chan Richardson, una donna bianca che fa da mecenate a tanti artisti di colore, e alla quale resterà legato tutta la vita.
    Ma Bird Charlie Parker è tutto un eccesso, nel mangiare,nel bere, nell’assumere droghe.E’ perennemente a caccia di denaro, nonostante lavori tutti i giorni, spesso si fa prestare i soldi, che non renderà mai. Nel 1945 insieme con Dizzie
    sbarcano a Hollywood con il nuovo sound newyorkese. Purtroppo i molti che lo vanno a ascoltare non lo trovano quasi
    §mai, tanto che Gillespie deve assumere un sassofonista di riserva.
    Ma una volta che devono tornare a N.York lui non c’è, ha trovato “Moose the Mooche” che gli fornisce l’eroina in cambio
    del 50% dei suoi guadagni, e lui gli dedica persino un pezzo. Intanto ha trovato in Ross Russell  un produttore che per una etichetta nuova la Dial gli fa pubblicare tutte la sua produzione, e per lui è un momento di grande inventiva e di grande successo.Ma questo momento non durerà molto, si è intensificata la lotta allo smercio della droga, e così Parker se ne deve di nuovo andare. Se la passa male senza eroina e allora si ubriaca continuamente. Prova Norman Granz con
    la sua orchestra a farlo lavorare ma senza riuscirvi.
    Comunque nel 1946 Charlie convince Russell a farlo incidere, sempre presente in sala uno psichiatra per tenerlo calmo,
    cosa sempre assai difficile. Eppure verranno fuori registrazioni leggendarie come “Lover man“, considerata la realizzazione più riuscita nella storia  del jazz, offrendo molto pathos e una grande emozione  nell’ascolto. E da questa musica saranno ispirati anche tanti scrittori, tra cui Julio Cortazar, che scrivera “Il persecutore”. Il celebre giornalista
    Elliott Grennard pubblicherà un racconto sulla leggendaria esperienza vissuta accanto a lui. Saranno incisi altri due brani The Gipsy e Bebop,, poi assai stremato dovrà essere riaccompagnato in albergo. Qui è preso da una grave crisi,
    piombando nella hall tutto nudo,poi darà fuoco al suo letto, la polizia riesce a portarlo via e sarà ricoverato in un reparto
    psichiatrico a cento chilometri da los Angeles, vi rimarrà ricoverato sei mesi(qui comporrà il famoso “Relaxin to Camarillo”.
    Sembra tornato sobrio, ma quando si ristabilisce a New York torna a drogarsi.. Gli anni passano tra alti e bassi, e dal
    punto di vista fisico e da quello mentale, comunque incide per la Savoy e la Deal, spesso lo accompagna il c.d. “Quintetto Classico” con Miles Davis e Max Roach. Riprende a suonare con Dizzie al Three Deuces e al The Onyx, ma anche gli sforzi di Gillespie per rilanciarlo sono sempre vanificati, eppure suonerà sempre con i migliori della sua epoca.
    Nel 1949 per la Metronome sarà protagoniste di storiche incisioni, inciderà anche con una grande orchestra d’archi, e sarà un grosso successo pure finanziario, forse è l’unica volta nella sua vita, ma i vecchi amici glielo rinfacceranno e lui
    ci rimarrà molto male. Va aggiunto che lui ha sempre amato molto la musica classica , specie europea, da Schoenberg a
    Debussy a Stravinski.
    Andrà a suonare in Svezia, verrà invitato a Parigi ma non si presenterà. Intanto a New York nasce il Birdland, un
    locale dove si suona solo la sua musica, ma anche durerà poco.
    Torna a incidere nei primi anni Cinquanta,ma i risultati non sono molto esaltanti, è troppo schiavo della droga, solo la sua vecchia compagna Chan Richardson riesce a farlo sopravvivere.Nel 1954 va in California per sostituire Stan
    Getz, un altro con i suoi stessi problemi, ma qui, mentre stava facendo buone cose, impazzisce alla notizia della morte della figlioletta Pree, avuta con Chan, e stroncata da una polmonite.
    Tornerà in manicomio, poi esce, si esibisce in un concerto con Sarah Vaughan, ma viene di nuovo ricoverato. Il
    4 e 5 marzo 1955 terrà i suoi ultimi due concerti al Birdland, ma sarà un fiasco totale. Non ce la fa più, andrà a stare
    presso una sua altra amica , la baronessa Nica Rotschild. Un medico lo visita tutti i giorni. Il 12 marzo 1955 Charlie
    Parker muore davanti al televisore. Il referto parlerà di polmonite. Il medico legale che deve fargli l’autopsia parlerà di un uomo di circa 53 anni. E dire che ne aveva solamente 34 !

  • FILM: BIRD (1988): il personaggio di Charlie Parker fu molto studiato da Clint Eastwood, che affidò il personaggio
    Forrest Wittaker. Eastwood  racconta in Bird   la vita di Charlie, questo genio del jazz scomparso, devastato  da
    alcol e cocaina,a soli 34 anni. Ma il regista non segue un percorso cronologico, preferisce prendere spunto da vari episodi della vita di Parker, con ampio ricorso ai flashback. A chi criticò questa scelta il regista rispose che se avesse
    dovuto riprendere tutta la vita del musicista non sarebbe bastata una pellicola di 24 ore.
    Si è fatto molto ricorso ad atmosfere notturne, la vita stessa di Parker ha sempre avuto un tono oscuro, Di contro poche le scene girate di giorno, legate ai momenti più difficili della vita del jazzista,come i ricoveri in manicomio,
    il funerale della figlioletta, il suo funerale. Ma lui era essenzialmente un animale notturno, sempre libero di suonare come gli veniva, era un grande improvvisatore.Clint Eastwood non ha voluto fare un film biografico,
    ma piuttosto ha voluto lanciare un omaggio alla sua vita di creatore, di musicista, si suonatore, più che rappresentare una sfilza di eventi. E in questa ottica si può anche capire che nel film ci sono anche persopnaggi
    inventati, o non sempre la verità storica è rispettata.Ad esempio si dice che Parker non amava il RythmandBlues

    il che non era vero, e anche certi episodi sono “romanzati”rispetto alla realtà.
    Ci furono critiche per la resa musicale del film, ad esempio venne isolato il suono del sassofono, eliminando gli
    accompagnamenti musicali del tempo, creando invece nuovi accoppiamenti, più legati a come si suona il jazz oggi.
    Il film coseguì vari premi.

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    GIUSEPPE PREVITI


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