Il Blog di Giuseppe Previti

“PRIMO VENNE CAINO” di MARIANO SABATINI – SALANI EDITORE

In una estate torrida Leo Malinverno,giornalista,passa le sue vacanze con Eimi, una ragazza greca di venti anni più giovane di lui e che lui ha conosciuto tra le allieve di un corso da lui tenuto all’università. Ma Leo deve rientrare preci-
pitosamente a Roma, chiamato dall’amico vicequestore Guerci, perché sono avvenuti due delitti compiuti secondo un
rituale simile. Le  vittime venivano colpite e immobilizzate e fatte morire per soffocamento, ma nel frattempo l’assassino
– un serial Killer ?- asportava loro un lembo di pelle tatutato e quindi gli verrà dato il nome de ” Il tatuatore. Che si è fatto
conoscere per una procedura assai efferata e che sembra procedere secondo un progetto tanto macabro quanto da difficile da decifrare.
Malinverno viene invitato a occuparsi del caso, Guerci gli ha presentato il maggiore dei carabinieri Sgrò che conduce le
indagini ma il rapporto tra i due non decolla, l’ufficiale è stranamente reticente. Il giornalista inizia allora a indagare per
conto suo  e via via che procede scopre tante storie che si incroceranno con quella del tatuatore.

Nuovo romanzo del giornalista scrittore ( e non per niente il suo protagonista è un giornalista) Mariano Sabatini,il thriller Primo venne Caino. Una storia essenzialmente “nera” ma con profondi risvolti psicologici. Una successione di
fatti e di personaggi per mostrarci le varie facce del male, che sovente si celano sotto la più apparente normalità.
Un intreccio ben riuscito con una narrazione condotta sempre con un ritmo intenso, senza concessioni a inutili disgressioni. Una storia piena di ritmo e di azione dove spicca la figura di Leo Malinverno, un tipo tosto ma sfrontato,
pronto a lanciarsi in qualsiasi avventura che porti a essere raccontata su carta stampata. Bell’uomo , amante delle
donne a cui piace molto, buongustaio, sa godersi la vita ma nella sostanza è un tipo che non coltiva illusioni forse
temendo le successive possibili delusioni. E così rimpiange il cattivo rapporto con il padre che lo ha trascurato in gioventù e che ora fatica ad accogliere quando gli si presenta in casa. E anche con le donne se è vero che ha molto
successo, lui però è restio ad accettare legami duraturi.
Insomma una vita abbastanza movimentata tra inchieste scottanti, amori disordinati, misteri da scoprire, impegni da
rispettare. Ma particolarmente abile nel suo mestiere, un grande fiuto per le notizie.
Malinverno era già apparso nel primo romanzo di Sabatini L’inganno dell’ippocastano (premio Flaiano 2017) , dove,improvvisatosi investigatore, aveva contribuito a risolvere un caso legato a un omicidio avvenuto nella capitale.
Ora il giornalista torna in azione perché chiamato dal suo amico vicequestore Guerci, che vuole dare una mano a un
collega carabiniere. E’aperta la caccia a un feroce serial-killer che preleva dalle sue vittime lembi di pelle tatuata, con un
rituale assai perverso ma di difficile interpretazione. Malinverno si muove in una Roma versione esÈtate bollente, ha una
relazione con una ragazza assai più giovane di lui, ma lui vive male questo rapporto perché la considera troppo giovane
per lui e finirà per farla andare via. Il fatto è che lui non è adatto a relazioni durature, ma lui ha vari lati oscuri nel suo
carattere, ad esempio non sopporta il padre. In compenso si farà in quattro per una collega malata terminale, come non
esiterà a mandare a quel paese e perdere il posto il vicedirettore del suo giornale, un tipo borioso e vendicativo.
Quando la città comincia a impaurirsi per l’attività del serial killer lui conduce una propria indagine, cerca, interroga,verifica, lancia piste tramite i propri articoli. Un  lavoro duro,meticoloso, documentato che gli permette di
scrivere una serie di articoli aggiornatissimi sul caso, poi puntualmente rilanciati da tutti i grandi media. La sua è una
corsa  contro il tempo in questa Roma apparentemente tranquilla, ma che cela sotto un’apparente normalità i mali assai profondi della sua borghesia.
Sabatini si conferma un abile confezionatore di storie, mescolando fatti e sensazioni, manovrando tanti personaggi e scavando nella loro psicologia. Se Leo Malinverno è al centro di tutto, molto azzeccati i vari personaggi femminili. Tra
i personaggi maschili spicca il ritratto del maggiore Sgro, una figura tragica: dovrebbe essere tra i  …..”buoni” nella sua
ostentata rigidità, ma che invece è l’emblema di come possa agire il male su un uomo.
Una scrittura sempre rapida e essenziale, che sa sempre individuare i lati perversi di ogni singolo, sono alla soluzione del
caso. C’è anche l’espediente di fare esprimere, tramite dei corsivi, l’assassino, una traccia per il lettore che voglia cimentarsi nella caccia al colpevole.
Numerosi gli scorci di Roma, una Roma non “patinata” ma viva e reale sia nelle zone centrali che in quelle periferiche.
Un noir ben costruito dove tutto ruota intorno alla figura del giornalista, un uomo pieno di problemi, ma anche di com-
plessi, ma tutte le figure, anche quelle appena accennate,sanno catturare l’attenzione del lettore.

 

GIUSEPPE PREVITI

 

 


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