Il Blog di Giuseppe Previti

” FIRENZE MARE” DI SIMONE INNOCENTI- GIULIO PERRONE EDITORE

Firenze, città ” mai quieta”, città doppia, sfuggente, quasi in balia dei venti, mutevole, inafferrabile, sempre in bilica
come quando si cavalca l’onda del mare,
Si è estesa allungando sempre più i suoi confini via via che strappava sempre più terra a quello che è il suo mare, l’Arno
il fiume della città. E c’è un di qua e un di là d’Arno, con una serie di ponti, molto illustri alcuni, che fanno da congiun-
zione tra le due sponde. E ti immettono nei quartieri che sembrano tante isole. Chi vive a Firenze è  abituato a attraver-
sarla e sembra quasi di andare per mare per giungere da un posto all’altro.E del resto chi frequenta questa città è quasi
obbligato a ricordarsi delle acque che la circondano. Infatti ovunque abbiamo targhe che ci ricordano il susseguirsi delle
alluvioni, mentre su molti muri ci sono i segni delle piene e dei metri raggiunti nel corso dei secoli.
Il nostro autore, sempre attingendo la penna nell’ironia, ci svela l’anima misteriosa di una città dove i ricordi seppelliscono i ricordi, il che poi rende la città mutevole e cangiante, come se si rinnovasse sempre.
Firenze Mare ti porta da Ponte Vecchio agli Uffizi, da Santa Croce a Piazza San Firenze, dalle Giubbe Rosse alla Marucel-
liana.Si traccia una sorta di itinerario dove anziché gli stabilimenti balneari troviamo quei caffé letterari simbolo della
cultura del Novecento, e così ci permette di incontrare tutti quei grandi artisti che hanno contribuito a illustrare la città,
da Dante a D’Annunzio, da Prezzolini a Palazzeschi, da Luzi a Manganelli, da Soffici a Montale e tanti altri ancora.
Un percorso essenzialmente “letterario”, ” artistico”  che tocca i luoghi di quella che è definita la “fiorentinità”, ossia
un percorso tra epoche,palazzi, luoghi vari, sterminato e immenso come il mare.

Confesso che quando ho letto questo titolo mi è venuta in mente l’autostrada Firenze-Mare(così veniva definita vari
decenni fa l’A11, ovvero l’autostrada che portava i fioretini e gli altri toscani delle città dell’inyerno verso la Versilia,
Naturale sbocco di una voglia di mare di noi dell’interno che abbiamo sempre “mitizzato”il mare.
Ma Firenze Mare di Simone Innocenti rivela invece un progetto molto più ambizioso, ovvero vedere la città come un
grande mare che lui solca in una sorta di guida letteeraria(ma non solo) che ci porta attraverso i grandi letterati che
hanno abitato nella città del Giglio, i luoghi che frequentavano, le case che abitavano, le atmosfere che hanno vossuto.
Simone Innocenti  definisce Firenze mutevole come un’onda, volubile come il mare, e la considera una città di natura
acquatica, con i confini strappati al suo mare…..l’Arno. Firenze va attraversata come si naviga il mare e tutto del resto
ricorda l’acqua, i ponti, i palazzi contrassegnati dal punto raggiunto dall’altezza raggiunta dalle acque nei ricorrenti
straripamenti. E Innocenti traccia un itinerario che parte dai caffè dove sono nate le riviste simbolo(Solaria, Campo di
Marte, La Voce) e 
dove si incontravano i vari Luzi, Prezzolini,Palazzeschi, Gadda, Montale etc.
Il libro è un appassionante excursus, usando parole, frasi, pensieri di scrittori. poeti, pittori di questa città cangiante e
mai ripetitiva, lambita e spesso bagnata dal suo fiume, l’Arno.Il nostro scrittore la considera come una città di mare i cui
punti congiungono i vari quartieri da lui paragonati a isole .Una città che va ” navigata” e così come isole ha le sue tempeste, i suoi venti, i suoi momenti di bonaccia.
Un viaggio misterioso tra presente e passato, dove si sono cavalcate delle onde o seguite delle maree ,”artistiche ben s’in-
tene,ma anche legate a tanti aspetti della vita quotidiana, intrisa sempre di una specie di magia perpetuata nei secoli.
E come non citare ancora una volta i tantissimi attori che nel corso del tempo hanno ” cantato” la città a partire dal divino poeta Dante Alighieri per proseguire con i vari  Corrado Alvaro, Valerio Aiolli, Luciano Bianciardi, Romano
Bilenchi, Italo Calvino, Dino Campana,Vincenzo Cardadrelli, Antonio Delfini, Adolfo Franci, Alfonso Gatto,Leonardo
Gori, Tommaso Landolfi, Curzio Malaparte, Giorgio Manganelli, Eugenio Montale,Aldo Palazzeschi, Vasco Pratolini,
Francesco Recami, Ottone Rosai,Elena Staqncanelli,Vanni Santoni, Mario Tobini, Pier Vittorio Tondelli, Lorenzo Viani, Marco Vichi etc etc..

Del resto negli anni si sono risciacquati in tanti i panni in Arno, a cominciare da un certo Alessandro Manzoni, ma si può
dire che oltre grandi personalità della letteratura potremmo citare grandi registi, grandi artisti della moda e delle creazioni artigianali.
E Firenze quindi è sempre stata un punto d’approdo naturale, quando Innocenti la definisce una città di mare equivale
a dire che Firenze è un porto. Un  porto è un punto di approdo, di sbarco e imbarco, ma anche un posto dove chiunque
si può fermare, trovare casa, rifugio,gioia di vivere.
Nella sua prefazione Wlodek Glodston dice che i fiorentini sono indifferenti a chi arriva, a chi si ferma e a chi si limita a
un fugace soggiorno, il fiorentino essenzialmente pensa a se stesso….Ma poi aggiunge che il mare è apertura, è accoglienza,porta gioa di vivere, di mescolarsi e tutto questo Firenze lo è e lo fa.
Simone Innocenti ci dice anche che Firenze è per forza una città di mare perché, come al mare anche lì arrivano i turisti.
Un mare senza sale in una città che si è fatta isola, che si è estesa, che si è fortificata intorno alle sponde del suo fiume.
Un romanzo che possiamo far rientrare nella letteratura di viaggio,un viaggio certamente artistico-letterario,scritto
in maniera arguta e scorrevole, mai pedante(era un rischio che si poteva correre). Un a narrazione appunto, quindi non
solo un saggio.
L’autore ci conduce in un viaggio fantastico ma pure reale, anche perché tutto quello che  dice o riporta è preso dalle
parole dei suoi protagonisti e fa parte della vita, della sua bellezza, ma anche della scontrosità, dei suoi colori, dei suoi
odori, dei suoi abitanti. Un grande atto d’amore verso una città che chiunque abbia frequentato ha amato proprio perché
ha sempre considerato un luogo ideale per viverci, al di là di bellezze e titoli. E lui qui ci ricorda un altro valore aggiunto,
IL MARE !

 


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