Il Blog di Giuseppe Previti

” LA CHIAVE DI TUTTO” DI GINO VIGNALI- SOLFERINO

Ben tre delitti in poche ore sconvolgono Rimini.Le vittime un clochard, un giovane di colore, una spogliallerista, gli
ultimi due con precedenti nel mondo della droga. Sembra che qualcuno voglia fare ” pulizia”nella città romagnola.Il caso è affidato alla bellissima Costanza Confalonieri Bonnet, vice-questore, ma lei sin da subito non crede alla pista razzista.
E poi perché uccidere Viganò, un misterioso barbone, che ha preferito farsi torturare e uccidere, arrivando a ingoiare
una chiave piuttosto che consegnarla ai suoi carnefici.
Insieme alla Bonnet una squadra di vari elementi, dall’ispettore Appicciafuoco, dalle celebri citazioni, al ben poco intel-
ligente sovrintendente Balducci e all’agente Cecilia Cortellesi, grande esperta di informatica. >>E poi ancora il questore
Pagani e il sostituto procuratore Maltese. In una insolitamente nevosa terra di Romagna si scatena una guerra senza tregua anche per la grande pressione dei Media.
Una storia un po’poliziesca un po’ ridanciana e irocheneggiante come la nutritissima famiglia della vicequestora  più bella d’Italia.

Gino Vignar Gino ci sorprende positivamente con un romanzo che senza rinunciare a un’atmosfera ricca di colpi di scena spesso assume un’atmosfera sdrammatizzante che compensa le fasi più cruente.
Una commedia in giallo intrisa di molto umorismo…nero, con una storia che si svolge a Rimini, in pieno inverno,quando
anche sul mare nevica.
Questo è uno dei tanti paradossi  di un giallo scritto da un comico di professione, Gino Vignali, che si dimostra abile confezionatore di un giallo di tutto rispetto, appunto La chiave di tutto.

Una storia riminense, perché appunto si svolge a Rimini, ma anche milanese, questa è infatti la città di origine della av-
venente poliziotta.Del resto Gino ha giocato in casa, madre romagnola e padre milanese. Con questo romanzo, uscito
con un nuovo marchio Solferino, si da il via a una serie di quattro volumi, quattro trame, una per stagione, con protagonista una poliziotta.
Veramente azzeccato il personaggio di questa bellona che sa fare un buon uso del suo fascino, ma tutti i personaggi femminili si muovono con passo giusto, e nella magica atmosfera di una imbiancata Rimini invernale, oltretutto si
vogliono celebrare storici luoghi di felliniana memoria, vedi il Grand Hotel.
Ma chi puo’ avere interesse a massacrare un barbone che se interrogato di solito rispondeva con una cantilena “Sono delle manine di cui che girano, vagano qua e vagano ancora là.Sorvolano il cimitero di cui tutti riposano in pace.
Sorvolano il lungomare come i tedeschi…datesi che il freddo non lo sentono loro, Ai…al…Vagano, vagano,Gironz…
Gironzano…Gironzalon…Vagano,vagano,vagano !….”
Cantilena che ricorda ancora FelliniAmarcord, ma certo non a questi feroci
assassini.
Questo di Vignali è un giallo ben costruito, anzi una “commedia gialla” con tanti delitti, maturati  nell’inverno di solito monotono delle
città balneari. Al centro il personaggio assai riuscito di questa poliziotta  in cui bellezza e intelligenza proseguono di pari passo. Tre morti
violente, un legame da trovare, se c’è, tra le vittime, una poliziotta che non è solo da apprezzare…esteticamente, ma anche per il suo intuito
e la sua capacità investigativa, per Vignali basta una sola parola a definirla: milanese !
Certo non mancano gli spunti umoristici o quanto meno singolari nel personaggio di Costanza, ad esempio veste capi costosissimi, usa
profumo chanel, non disdegna capi che mettono in rilievo il suo fisico…. addirittura vive nella suite del Grand Hotel, dove, a volte,quando
vuole consultare in gran segreto la sua squadra li convoca non negli spartani uffici della questura ma nelle comode stanze della elegantissima suite. Sempre elegante, profumata, ma anche una volontà di ferro, tipica di chi vuol diventare….Capo della polizia.
Gino è un bel raccontatore e da uomo di spettacolo, anche assai abile nel confezionare i dialoghi e nel disegnare i personaggi, così il gruppo dei colleghi di Costanza apparirà subito ben caratterizzato e pronto a entrare nelle simpatie dei lettori.
Certamente tutto gira su Costanza, sa guidare i suoi uomini che l’apprezzano perché a parte…l’occhio(i vari uomini che costellano la storia
se la mangiano con gli occhi) c’è in lei l’abilità di una nata per organizzare e comandare. E’ un personaggio che a prima vista potrebbe sembrare antipatico, ma poi conquista tutti, lettori compresi.E se dentro la gag della conferenza stampa con la generosa esibizione del
lato B della vice-questora si manifesta tutto lo spirito dell’autore cabarettista, che si toglie qualche sassolino contro l’invadenza della stampa e dei social ,resta anche l’approccio serio e convincente alla parte più poliziesca del racconto.
Lode quindi a questa riuscita riproposizione di un “giallo comico”, e d’altra parte non è detto che un giallo debba sempre far piangere…..

 

GIUSEPPE PREVITI


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