Il Blog di Giuseppe Previti

” LA RISPOSTA DI SCIASCIA A CHI DICE CHE SI SCRIVONO TROPPI GIALLI” (2)

<em>Sciascia era un grande appassionato di gialli, divorava i “Gialli Mondadori”, amava il Giallo classico, quello che si basava su un caso crimi-
noso da risolvere e un colpevole da scoprire.
Lui esamina i rapporti tra romanzi gialli e quelli di narrativa: so può dire che gli uni hanno preso dagli altri e viceversa. Così Sciascia ricorda che Malraux disse che Faulkner in Santuario  introdotto la tragedia greca nel romanzo poliziesco, mentre lo stesso Sciascia
sosteneva che  con Kakfa si arrivava a introdurre il romanzo poliziesco nella Bibbia.
Negli anni ’80 si matura il genere giallo in Italia, nel 1972 si sono affermati Fruttero & Lucentini con La donna della domenica, mentre
nel 1980 si imporrà In nome della rosa di Umberto Eco. Si  arriva al 1994 con l’inizio dell’era Montalbano, autore Camilleri, primo libro
La forma dell’acqua. E qui comincia il cammino del romanzo giallo in Italia. Ma in Francia avevano iniziato molto prima, è del 1931 Pietro
il lettone, che segna l’esordio di un certo commissario Maigret.
Sulla fine degli snni ’80 si parlò della fine  del giallo inteso come romanzo, a Sciascia non piacevano più, ma in compenso si andava sempre
più affermando il modo di scrivere romanzi come se tutti fossero dei gialli.

 

GIUSEPPE PREVITI


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