Il Blog di Giuseppe Previti

” L’ORO DEI MEDICI ” – DI PATRIZIA DEBICKE VAN DER NOOT- TEA

Sianmo nel 1597, l’Italia è quasi tutta occupata o attraversata da eserciti stranieri ma primeggia ancora nel campo della bellezza e della
natura, della cultura, ma è anche celebre per i suoi grandi banchieri, genovesi e fiorentini per lo più, e anche i più richiesti in tutte le corti
europee.Firenze attraversa un grande momento di splendore  sotto la guida della famiglia Medici, granduca Ferdinando I.IL granducato
è uno stato ricchissimo e potentissimo, ma i Medici come tutti i potenti sono amati, corteggiati, ma molti li invidiano e cercano in tante
maniere, lecite e illecite, di impossessarsi del Tesoro che appartiene alla dinastia e alla città. Anche all’interno della famiglia non tutti i
rapporti sono buoni,d’altra parte sono tanti i pretendenti, tra fratelli e fratellastri, legittimi e bastardi. Ispirato da uno dei tanti Medici,
Pietro, che si sente defraudato dalla Famiglia, e con l’ ausilio della Spagna ecco che si organizza un orrendo ricatto nei confronti del Gran-
duca Ferdinando : gli vogliono rapire i figlioletti per obbligarlo a pagare un pesante riscatto in oro. Ma di questa congiura viene a cono-
scenza il fratellastro di Fendinanfo, don Giovanni de’Medici, un uomo notevole,ingegnere, architetto, musicista,regista, ma anche coman-
dante della flotta medicea di stanza a Livorno, celebre anche per il bel vestire e per le conquiste femminili.
La  vicenda si dipana tra Livorno,Firenze, Aiaccio, Marsiglia, Madrid,  ambientata in palazzi lussuosi , in corti sfarzose ma  anche in bettole
malfamate. Si viaggia spesso per mare, un mare raramente tranquillo e non solo dal punto di vista atmosferico,  solcato da tante navi, non
sempre amiche, ci sono anche quelle dedite alla pirateria. Giovanni, con l’aiuto del fratello minore Juan e dei validi uomini della sicurezza,
riuscirà a scoprire mandanti e esecutori del ricatto, li affronterà in una battaglia in mare, dove sarà decisivo giocare d’astuzia…

L’Italia del sedicesimo secolo è ormai in mano agli eserciti stranieri, anche se ha sempre grandi primati nel campo della cultura e delle arti,e i suoi commerci sono assai floridi. Ma ci viene invidiata un’altra cosa, i banchieri, i più potenti del mondo sono gli italiani, e tra
questi spicca anche la Famiglia de’Medici. Firenze è uno stato ricchissimo sotto la forte guida di questa illustre famiglia di mercanti e
banchieri, ma certo tanti li odiano e  tramano per abbatterli e impadronirsi del tesoro.
Livorno è lo sbocco sul mare del Granducato, la città attira molti mercanti e tanti altri, dopo che il Granduca Ferdinando I ha firmato la
Livornina, un provvedimento che concede molti privilegi e libertà a chi  impianta le sue attività nella città, concessioni sia dal punto di
vista commerciale che fiscale che religioso.
L’oro dei Medici di Patrizia Debicke Van der Noot è ambientato nella Livorno del novembre 1597. Sotto una pioggia sferzante rientra in
porto con la sua nave Don Giovanni  De’Medici, figlio legittimo di Cosimo I e di Eleonora degli Albizil, nonché comandante della flotta
granducale. Un personaggio notevole, di bell’aspetto, architetto, ingegnere, autore di allestimenti teatrali, molto amato dalle donne.
Uomo sempre molto deciso e molto vigile viene a sapere che si sta organizzando un rapimento a Firenze, all’interno di Palazzo Pitti dove
risiede il Granduca con la famiglia e dove saranno tutti riuniti per assistere a un’opera di cui lo stesso Giovani ha curato la messa in scena.
Verranno, nonostante le tante precauzioni, rapiti due figlioletti di Ferdinando e verrà richiesto una enorme quantità di oro per liberarli.
E qui ci vorrà tutta l’abilità di Giovanni e dei suoi uomini per risolvere la questione.
La Debicke ci presenta un romanzo storico dai tanti risvolti, sì è sicuramente un romanzo storico, che mescola realtà e finzione,ma ci sono
anche molti risvolti tipici dei romanzi d’azione e di avventure, con fasi di tensione, morti misteriose, tanto che ci sono anche dei lampi di
giallo….
L’oro dei Medici è una storia ben congegnata di intrighi, di misteri, di tradimenti che animano la corte Medicea, ma largo spazio viene
lasciato anche agli amori di Don Giovanni, un bell’uomo, assai conteso….,da bellissime donne, tutte di alto lignaggio, e tutte sempre
disponibili.
Molto accurate le descrizioni delle vesti, dei sontuosi banchetti, delle ricche portate, alcune pietanze sono descritte con molta dovizia
per la gioia dei golosi…Ma ci sono anche scene che si svolgono nelle bettole, qui è tutto più spartano e picaresco, ma le descrizioni sono
altrettanto efficaci. Un altro punto forte del libro è la narrazione delle battaglie navali che vedono coinvolti fiorentini, spagnoli, francesi,§
inglesi. Un libro ricco di protagonisti realmente vissuti,  tante le storie che si intrecciano, certamente la Famiglia è al centro di tutto, ma
Patrizia Debicke  riesce a creare un affresco storico di portata più generale e quindi ancora più interessante.Don Giovanni De’Medici è
il personaggio principale, potrebbe benissimo gareggiare con qualche 007 di oggi. E allora potremmo aggiungere che la nostra autrice
non ci ha fatto mancare niente, anche un qualcosa della spy-story.

GIUSEPPE PREVITI


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