Il Blog di Giuseppe Previti

” IL METODO CATALANOTTI ” DI ANDREA CAMILLERI – SELLERIO

Montalbano impegnato su più fronti, su più inchieste, addirittura un nuovo amore. Molti i motivi di questa nuova storia, ci sono morti
veri e morti “presunti” che toccano ovviamente a Mimì Augello, il “capo” sceglie sempre il morto vero. Morto vero e ammazzato, tale
Carmelo Catalanotti, animatore di una compagnia teatrale, un uomo dalle molteplici attività, artista, regista, confessore di pene altrui,
ma anche usuraio. Una figura complessa, che ha un singolare approccio nell’occuparsi di teatro, infatti cerca sempre nuovi aspiranti  attori in  cui inculcare un suo metodo, cioè fare “rivivere”agli attori le loro passioni oscure per assimilarle con quelle dei personaggi che gli attori devono rappresentare sul palcoscenico. Lui crede nel lavoro sull’attore, ma questo lavoro deve andareb oltre il semplice imparare la parte, l’attore deve “entrare”nelle sue verità più estreme.
Dunque mentre il commissario cerca il suo assassino e il suo vice il suo cadavere, per Montalbano c’è un risvegliarsi di antiche passioni
con l’amore per una giovane collega.
E nel mentre i fidi Fazio e Catarella reclamano e ottengono il loro spazio la storia prosegue….

Andrea Camilleri è ormai obbligato  dalla cecità a dettare i testi  alla sua fidata e capace assistente Valentina. Ma non si può certo dire che abbia perso la stoffa del “raccontatore”, anzi si potrebbe dire che la visione dei personaggi che crea e che immagina  la sua vista,almeno interiore, è più viva che mai. Del resto da un anziano signore cieco che ancora oggi ha voglia di dare corpo e voce all’indovino Tiresia ( in una riuscitissima performance al Teatro Greco di Siracusa)ci si può benissimo aspettare la capacità di vedere più avanti. Questa saggezza/sregolatezza (ha sempre fatto fatica ad allinearsi) e questa voglia di vivere li ha trasferiti a Montalbano.
Il romanzo Il metodoCatalanotti parte da Mimì Augello che scappa dalla casa dell’amante e trova nella stanza di un appartamento inabitato un cadavere. Il secondo cadavere appartiene invece a Catalanotti, uomo dalle mille risorse e dai mille impieghi, probabilmente morto per una coltellata al cuore. Ai soliti della squadra di Montalbano si aggiunge Antonia, nuova responsabile della
scientifica, che sarà determinante nel mettere il commissario sulla pista giusta  ma anche nel fargli tornare nuovi germogli di vita.
La sequenza Camilleri/Montalbano ormai si è estesa nel tempo, 17 romanzi pubblicati, con sempre dei punti fermi, Augello, Fazio,Catarella, il dottore, Livia, ma niente è scontato e ripetuto, con un linguaggio bellissimo e musicale, come non ricordare il linguaggio ne l’Ingravallo di Gadda, che dà più vigore e nerbo alle pagine che via via si snodano sul percorso di >Salvo  Montalbano.
Un siciliano fluente accompagna la lettura, diventando comprensibile e necessario anche a illustrare i significati di quanto accade.
Ma addirittura in questo Catalanotti i riferimenti si sprecano, da Sherlock Holmes a Agatha Christie, al teatro di <Gassmann,Priestley,
Shakespeare, qui addirittura mai messo in scena perché Catalanotti non ha mai  trovato la “vera” Ofelia, misto di candore, di ingenuità,
di follia. E ancora Camilleri che si diverte a passare da contrappunti musicali a linguaggi poetici, del resto in questo romanzo riscopriamo un Montalbano innamorato e quindi particolarmente aulico nelle sue visioni. E maliziosamente lo scrittore aggiunge che
forse l’indagine sarebbe andata più spedita se sin dall’inizio si fosse partiti da una vecchia regola di ogni trama poliziesca “cherchez la femme“.
Un romanzo dalle tante facce, certo un giallo ma non solo, qui l’autore sembra quasi restio a chiudersi nella letteratura di genere. E
ci porta in una Vigata dove già esplodono i drammi della disoccupazione, giovanile e no, della violenza tra le mura domestiche, con il
commissario che non accetta  che passino dei guai dei bravi giovani, “colpevoli solo di voler mettere su famiglia”. Ma accanto a questa
presa di posizione di >Montalbano, che da personaggio vivo e “para”reale non può non tener conto dei problemi dell’attualità, c’è la scoperta di questo nuovo grande personaggio che è il Catalanotti, uomo colto e raffinato, dalla grande passione per il teatro, ma anche,vedi volto e maschera tipico del teatro,usuraio, sia pure a fin di bene…
Camilleri ha dato quindi molto spazio alle sue passioni, il teatro (forse non è casuale l’uscita di questo libro e la salita sul palcoscenico
di Camilleri) e l’amore che questo Grande Vecchio continua a cantare e esaltare.Un romanzo che conferma la grande suggestione che
l’amore può ancora trasmettere, e poi la passione per il teatro, luogo simbolo dove finzione e realtà si incontrano sempre.

GIUSEPPE PREVITI

 

 


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