Il Blog di Giuseppe Previti

” IO SONO L’IMPERATORE ” DI STEFANO CONTI

Ci troviamo a Tarso in Turchia dove un professore universitario sta facendo degli scavi alla ricerca della sepoltura di Giuliano l’Apostata
,l’imperatore filosofo. Finalmente la trova ma il sepolcro è vuoto, nel frattempo però viene ritrovato il corpo del professore senza vita .
Omicidio o disgrazia ? E chi ha fatto sparire le spoglie dell’imperatore e il tesoro che era stato sepolto con lui ?
Viene affidato al suo ex-assistente, Francesco Speri, ora impiegato di banca ma dalla grandissima passione per la storia romana, il compito
di recuperare e riportare in Italia la salma del professore. Ma in verità Francesco ha accettato l’incarico perché ha sempre coltivato una
specie di fissazione per l’ultimo imperatore pagano di epoca romana. Giuliano, conosciuto anche come l’apostata perché da cristiano si era convertito al paganesimo e aveva lottato tutta la sua breve vita per far tornare l’impero turco dal cristianesimo al paganesimo.
E così Francesco si lancia in questa avventura che lo porterà a doversi muovere tra codici segreti, codici cifrati, siti antichi, dichiarazioni,
ma si imbatte anche in una rete di  aderenti a una strana setta che coltiva il culto di Giuliano, insomma dovrà superare vari ostacoli, si
sentirà spiato e minacciato. Importante sarà l’aiuto di Chiara, una ragazza che ha conosciuto in Turchia e con la quale proverà a tessere§
una controversa storia d’amore.
Una storia quindi che si dipana nei secoli, misteri e segreti antichi e moderni, molti gli ostacoli sulla strada del nostro protagonista.

Un segreto nascosto nel tempo, luoghi ricchi di misteri e di magia, questi gli ingredienti di Io sono l’imperatore di Stefano Conti in un
giallo archeologico” che rendono questa storia sempre viva e palpitante.
Protagonista occulto (ma non troppo…)il giovane imperatore Giuliano. Siamo nel giugno del 363 d.C. quando durante la battaglia tra
l’esercito romano e i persiani l’imperatore viene colpito mortalmente da un giavellotto all’addome  e i cristiani non permetteranno che
venga fatto scomparire il corpo dell’imperatore perché non vogliono che qualcuno s’inventi che il suo corpo sia asceso al cielo come un
dio pagano.
Questo è il prologo  di una storia con personaggio principale uno storico, che però di professione fa il bancario, che si reca in  Turchia
per recuperare la salma del suo ex-professore che si era recato in Turchia per ritrovare la sepoltura di Giuliano.
Già, perché la sua tomba non è mai stata ritrovata, sepolto a Tarso il corpo era stato poi trafugato, e presto se ne erano perse le tracce,
forse era finito a Venezia.
Stefano Conti, studioso di storia, con una grande passione per la figura di Giuliano, su cui ha pubblicato diversi studi, si è voluto cimentare in un romanzo a metà tra l’azione e l’avventura con risvolti ” giallo-archeologici” per stimolare maggiormente il lettore all’approccio a
questo personaggio ricco di fascino e di mistero. Tutta la storia gira intorno alla ricerca di una tomba mai ritrovata e sulle cui vicessitudini
nei secoli si sono sbizzarriti, studiosi, ricercatori, scrittori.
Conti crea un personaggio, Francesco Speri (suo alter ego ?) che dovrà cimentarsi in un specie di caccia al tesoro tra opere d’arte, versi,
massime, riferimenti storici, in molti casi veri e propri enigmi da decifrare.
Nulla è chiaro in questa storia che si dipana tra Italia e Turchia a iniziare dalla morte del suo vecchio professore. che si trovava in Turchia,
dove aveva annunciato di aver appunto ritrovato la tomba di Giuliano.
Francesco viene incaricato dall’Università di riportare la salma in Italia ma un pò per la sua grande passione per questa figura u po’ perché
qualcosa nella storia del professore non lo convince, pur riprendendo il suo lavoro di bancario riprende le sue ricerche.
Il nostro autore ha una grande dimestichezza con la figura di Giuliano che ha studiato per anni e anni ma stupisce per la semplicità con cui riesce a trasformare questo materiale di studio in una storia palpitante e avvincente. Così ci trasferiamo da Istanbul a Roma, da Firenze a
Venezia, città viste sia con gli occhi di oggi ma anche con accenni interessanti al passato. Idem per le tante opere d’arte citate e spesso descritte nel corso della narrazione.
Ma non si parla solo di opere d’arte, vi è ad esempio un accenno ai Led Zeppelin, appassionati di esoterismo. Già, anche l’esoterismo gioca
un ruolo importante, ci sono associazioni di fanatici disposti a tutto pur di far trionfare il loro credo.
La storia qui narrata ha certo solide basi, sicuramente reali, e d’altra parte la storia procede mescolando alla perfezione realtà e finzione.
L’autore sa conquistarsi il lettore,lo incuriosisce, lo avvince, lo rende compartecipe delle varie vicende che lo attraggono.
E non sarà semplice trovare le strade giuste, molti i temi trattati, ma aleggia sempre l’atmosfera del giallo classico nello sviluppo della trama.
Protagonista quindi Francesco Speri che ci viene descritto come un “precario” della cultura che ha preferito la solidità della banca alle
lusinghe universitarie, anche se il cuore batte per l’avventura….
Un romanzo con una riuscita simbiosi tra uno scrittore e uno studioso !

 

GIUSEPPE PREVITI

 

 

 

 

 

 

 


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