Il Blog di Giuseppe Previti

” LA MORTE MI E’ VICINA ” DI COLIN DEXTER- SELLERIO

Una giovane donna  viene trovata morta nel suo appartamento. E’stata  uccisa con un colpo di pistola, sparato attraverso la finestra del
soggiorno. La casa è situata in un vialetto dove tutti si conoscono e dove ognuno conosce le abitudini dell’altro, oltre tutto è pressoché
impossibile nascondere i propri movimenti.
Del caso se ne occupano l’ispettore-capo Morse e il fido sergente Lewis.Morse è colpito da un messaggio che sembra indicare gli estremi
di un appuntamento e da una foto di un uomo con i capelli grigi. Ma più che da queste esili   tracce si arriverà invece si  arriverà invece
alla costatazione che l’assassino forse ha sbagliato bersaglio, perché ha commesso un errore nell’individuazione della   casa da colpire.
E d’altra parte dalla vita della vittima  non traspare nulla che potesse renderla vittima di un omicidio
Sembra che tutto sia stato fatto da un professionista, ma quello che Morse ritiene  il sospettato principale  non ha un motivo valido per commettere il crimine e per di più ha un alibi difficilmente smontabile.
Dalle testimonianze non si ricava nulla di utile, oltre tutto la storia appare legata all’ambiente accademico di Oxford, sono alle viste le elezioni del nuovo rettore, e per gli investigatori è difficile districarsi da una rete di omertà che coinvolge mogli, colleghi, sostenitori dei due candidati e Morse è sicuro che non arretrerebbero di fronte a nulla, e quindi le indagini forzatamente si allargano.
Una indagine quindi difficile con un Morse come sempre innamorato delle proprie tesi che non sempre sono giuste. Però, anche con l’aiuto
del saggio Lewis, sa sempre ricredersi e tornare sui suoi passi e ripartire verso la verità….

E’ certo tra i maestri dei classici polizieschi il nostro Colin Dexter, che sa unire la capacità di costruire trame sempre intelligenti e mai banali,usando con discrezione il bagaglio dell’ironia, con un tono sempre elegante ma usato con la giusta discrezione, si da appassionare e
divertire insieme il lettore.
Ha due protagonisti molto amabili, il rude di buon cuore Morse, e la sua vittima/amico/accompagnatore, ma principalmente “equilibratore” sergente Lewis.
Loro compito è di immergersi nei misteri e nelle tragedie della vita e di riuscire a entrare nelle vite degli altri mettendone via via a nudo
pregi e difetti,fino a che l’acume investigativo dei due non arriva a centrare il bersaglio.
L’ambientazione di La morte mi è vicina è come sempre a Oxford, e come sempre l’autore si diverte a mettere alla gogna l’ambiente universitario, fatto forse di geni,ma alla resa dei conti fatto di uomini, con i pregi e difetti che ognuno di loro può avere.
La prima vittima è una giovane ragazza, i due poliziotti come sempre parlano, litigano, si sopportano e si tollerano, poi il buon Lewis
finisce per dare  sempre ragione al suo insopportabile superiore, ma la verità è che i due si integrano a meraviglia, tanto è geniale e in-
tuitivo ma fuori delle regole l’ispettore capo, quanto è meticoloso e paziente l’altro, che alla fine   si riesce sempre a far sì che l’indagine
non esca mai troppo dagli schemi…
Colin Dexter era un uomo di grande cultura e lo è quindi il suo Morse, si va avanti tra ricche e dotte citazioni, ma non si trascurano le
ripercussioni che possibili relazioni amorose possono avere su di lui, poi c’è un vero e proprio inno alla birra, ma anche digressioni su§
liquori più forti, cibo, sesso, pavidità e meschinità dell’animo umano. E come dimenticare l’enigmistica di cui Dexter era grande esperto
e ovviamente anche Morse lo è.
Questa inchiesta è la penultima di quelle pubblicate, e a questo punto resterà solo l’ ultimo episodio, scritto nel lontano 1999( Sipario
per l’ispettore Morse)
, pur se poi Dexter è vissuto sino al 2017.
13 racconti con protagonista l’ispettore capo Morse e che il nostro valido autore ha sempre raccomandato di leggere secondo l’ordine da
lui voluto, quasi a voler affermare e ribadire la sacralità di un personaggio di cui via scopriremo pregi e difetti, ma che appunto elevandolo a potenziale “personaggio reale” è chiaro che va visto e esaminato nel corso della sua vita.
Questa La morte mi è vicina è avvincente come le altre, ma diremmo che forse ha qualcosa in più, cioè si sta sempre più compiendo il
percorso “umano” di Morse, addirittura arrivando a preoccuparci, quando viene ricoverato d’urgenza, il suo fegato è a pezzi, ha il diabete,
e gioiamo insieme a Lewis, quando dopo pochi giorni lo rivediamo in piedi,più forte che mai!
La storia è legate alle mene, che due mogli, tra l’altro abbastanza infedeli, conducono per far sì che i loro mariti diventino Rettori. Ma questa battaglia si rivelerà tutt’altro che incruenta, perché in questo gioco pericoloso di seduzioni, pettegolezzi, tradimenti, ricatti, ci scappano due morti.
Tante,troppe coincidenze nella vita di questi protagonisti, con un giornalista senza scrupoli che ricatta un po’tutti-Morse con il suo metodo
che …apparetemente non lo è, avanza un po’ a tentoni, arrivando alla conclusione che le coincidenze fanno parte della vita, e non ne sono
l’eccezione.
Un romanzo ricco di belle donne, curiosamente dalle gambe lunghe tipiche delle ballerine,beh, prendetelo come un indizio….
Un Morse bevitore incallito, sempre attratto dalle donne, un Lewis accondiscendente più in apparenza che nella realtà, il capo della polizia
che si avvia alla pensione.Morse comunque risolve il caso, ma si dimostrerà molto “umano” (la vecchiaia si avvicina anche per lui ?),rin-
graziando, a modo suo ,il fido Lewis, e anche questa è una novità !

 

GIUSEPPE PREVITI

 

 

 

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