Il Blog di Giuseppe Previti

” IL LUNGO INGANNO” DI LEONARDO GORI E DIVIER NELLI- TEA

Firenze 1921:Valentino Poggiolini è un giovane studente liceale, povero e di debole carattere. Viene considerato di simpatie “sovver-
sive” e viene quindi arrestato al termine di una manifestazione con tante bandiere rosse. Viene condotto davanti a uno strano inquisi-
tore che gli propone un accordo che lo renderà ricco e famoso in cambio di informazioni sui suoi compagni.
Viareggio 1977:Un prestigioso esponente di un partito di sinistra, il senatore Franco Battaglia, viene ucciso con un colpo di fucile mentre
sta tenendo un comizio allo stadio dei Pini della città. Si occupa delle indagini il maresciallo dei carabinieri Sciabola che presto intuisce
che dietro l’omicidio ci sono i servizi e infatti ben presto pressioni dall’alto gli impediranno di indagare.
Viareggio 2008: Luca Galli, un giovane senza arte né parte, che vive di espedienti, ed è pieno di debiti, cerca per risolvere i suoi problemi
di contattare un vecchio carabiniere paralizzato da tempo e che dovrebbe essere a conoscenza di uno sconvolgente segreto.

Cosa mai può legare un senatore, dal passato di sindacalista, ucciso nel 1977 in un attentato, uno studente che simpatizzava per i socialisti,
fermato dalla polizia nel lontano 1922,e infine un vecchio maresciallo dei carabinieri che consuma l’ultima fase della sua vita in un ospizio
per anziani ?
Un segreto che ricorda qualcosa avvenuto nel passato, legato all’Italia prima fascista e poi del dopoguerra, un segreto su cui vanamente
il maresciallo aveva indagato pur tra ostacoli…insormontabili.
Il lungo inganno è un romanzo scritto a quattro mani da Leonardo Gori e Divier Nelli   nel 2009 e ora riproposto opportunamente
perché ci parla di tre momenti della vita di alcuni personaggi,al centro di storie difficili e truci, protagonisti spesso ambigui, implicati
in una serie di fatti che vanno dal tempo dei fasci agli anni settanta sino agli inizi del nostro secolo.
I nostri autori sono stati assai abili nel rendere misteriosa  quanto dilatata nel tempo una storia dove si alternano vari personaggi e
vicende apparentemente senza legame, in una sorta di binari paralleli, lontani negli spazi e nel tempo, ma che alla fine riveleranno
un’unica enigmatica trama.
Da collante lo fa un giovane spiantato, Luca Galli, che non sa come sbarcare il lunario, pieno di debiti, inseguito dagli strozzini, e che
finisce per entrare in una storia che va dagli albori del fascismo ai giorni nostri, una “storiaccia” che serve ai nostri scrittori per confezionare un thriller avvincente, anche se forse all’inizio si fa difficoltà a collegare il tutto.
Il Galli racconta in prima persona come ha avvicinato il vecchio e sofferente maresciallo Sciabola, perché lo considerava tenutario di
segreti innominabili sull’Italia tra gli anni ’60 e ’70. C’è una interessante metamorfosi  nel personaggio che prima si avvicina quasi
con fastidio e repulsione all’anziano, ma poi il vecchio prende sempre più vita ricostruendo il passato e il Galli comincia a emozionarsi
a sentire rievocare episodi e personaggi che fanno parte anche del suo passato.
Galli stava appunto fuggendo a uno strozzino quando ha visto la salvezza nei segreti che potrà carpire al carabiniere, ma ora che i due
sembrano essere entrati in sintonia Sciabola gli racconterà l’omicidio di un noto politico a Viareggio. Ma a questa storia ne fa da prologo
un’altra di circa cinquant’anni prima , nella Firenze degli albori del fascismo, e qui si conosce il terzo protagonista, Valentino Poggiolini,
uno studente che simpatizzava per la sinistra.
Molti colpi di scena,un racconto che si snoda, come già detto,per piani paralleli, un percorso certo non semplice ma che vuole mettere a
fuoco storie e personaggi ben poco edificanti di questo Paese. Il romanzo si svolge tra Firenze e Viareggio( omaggio alle città dei nostri
autori), molto risalto viene dato all’infido e difficilmente decifrabile mondo dei servizi segreti, purtroppo immutabile nei secoli….
L’impressione che si ricava da questa lettura è che molta parte della storia del nostro Paese si sia  impantanata in un putrido verminaio
e che, come il titolo richiama, le bugie e l’inganno alla lunga non pagano.

 

 


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