Il Blog di Giuseppe Previti

” LE PERSIANE VERDI” DI GEORGES SIMENON

Emile Mauguin è un attore assai celebre, è giunto ai 60 anni osannato dalle folle. Lui lo sa e se ne approfitta, dispotico,vanesio, con
il vizio del bere. Scopre di essere ammalato e ripercorre così la sua vita. Ha avuto un’infanzia difficile, si è battuto a fondo per emergere
e non  finire tra i poveri.Personalità complessa con i suoi pregi e i suoi difetti, un personaggio a tutto tondo, ormai una “leggenda umana”.
Più generoso di quanto sembri, apparentemente senza cuore, troppo scorbutico, una vita di eccessi, un vero tiranno per chi gli è vicino.
a partire dalla giovane moglie, vagheggia un mondo ideale in cui spicca una ” casa dalle persiane verdi”.

“Le persiane verdi” è considerato uno dei capolavori di Georges Simenon. Lo scrisse nel 1950 e subito lui stesso lo considerò uno dei
suoi libri migliori, una considerazione a ben vedere assai azzeccata.Questa è una storia il cui protagonista è un grande attore, Mauguin,
un personaggio assai reale, molto vivo, una personalità forte, che va quasi oltre la pagina, ti pare quasi di vedertelo davanti. 59 anni,.ha
passato un’infanzia povera, poi si è ampiamente rifatto, ma sempre divorato da un’ansia di rivincita che lo fa passare davanti a tutto e tutti.
Ma ora è stanco,cerca rifugio nell’alcol, ha un sogno, una casa dalle persiane verdi, simbolo di un luogo di riposo tranquillo dopo aver af-
frontato i drammi della vita. E lui che ha avuto tanto dalla vita, fama, denaro, sesso, riuscirà in questa ultima impresa, apparentemente
la più facile, cioè il ritirarsi dalla scena ?
Se Mauiguin si impone come uno dei personaggi più riusciti della letteratura, il romanzo è arricchito da tante figure di cui l’autore
magistralmente tratteggia, anche in poche righe, tanti caratteri che rappresentano ognuno uno dei tanti “viandanti” che compiono il
percorso della vita.
Ma, ripetiamo, quel che per primo va ammirato è questo formidabile istrione, Mauguin, di cui lo stesso Simenon si preccuperà di
che è inutile sforzarsi di dire a quale attore famoso si riferisca, “Mauguin è Mauguin”, dice Simenon. Certamente un personaggio di quella statura non può non riferirsi ai più grandi attori dell’epoca, se lui stesso era un Grande non poteva che essere in qualche modo simile a
loro per tratti, comportamenti, tic. ” Mauguin non è il tale, né il talaltro”, pregi e difetti sono i suoi, come ribadisce il suo creatore.
Probabilmente l’autore ha anche voluto riprodurre parte di se stesso, quando un medico, per errore,gli aveva pronosticato due anni di vita
se non smetteva di bere, di fumare, di fare l’amore, di scrivere e lui aveva  provato una grandissima paura….salvo poi, svanito il pericolo,
ricominciare come prima. Ecco allora che Simenon si immagina questo personaggio, Mauguin, a cui un cardiologo famoso, durante una
visita, gli dice che ha il cuore di un settantenne, Mauiguin ha paura, anche suo padre è morto per il cuore assai giovane. Torna alla sua vita,
sta girando un film, fa teatro, beve smodatamente, rende la vita impossibile a chi gli sta vicino.
Un romanzo “duro”, forte, in cui ha messo tutto se stesso, un romanzo che voleva essere un risposta ai suoi “Gialli” che tutti ritenevano dei capolavori eccellenti.
Una singolarità del romanzo è il titolo che rimanda a uno dei co-protagonisti del libro, l’interno delle case, il loro arredamento, il loro
posizionamento. Si parla di case  prima poverissime (quelle delle sua infanzia), poi di quelle sempre più belle, più grandi, più piene della
sua ricchezza ma inesorabilmente più fredde, meno partecipate. Un altro spazio è lasciato ai camerini di teatro e agli studi di posa, tutti
siti importanti nella vita del grande attore, ma altri luoghi si succedono, i ristoranti, i bar, ora tronfi e pretenziosi, ora squallidi, ma tanto
per lui l’importante era il bere, l’…agognato vino rosso. Ma piano piano matura l’abbandono di Parigi, di quella vita, con la giovane moglie
,di cui è infinitamente geloso, raggiunge il mare, ma la sua vita è segnata, lui lo sente, cerca di rendersi il più distaccato e detestato possibile, ma è allora che appare più vulnerabile e scoperto.
Si sono espressi in tanti sull’identità di Mauguin, alcuni hanno pensato fosse lo stesso Simenon, ma lui ha sempre smentito ogni identifi-
cazione, dicendo di pensare più alle caratteristiche di tanti personaggi.
Certo è che Simenon smentì che Mauguin fosse Chaplin, molti però ricordano che Chaplin in “Luci della ribalta” girò nei panni di Calvero
una scena che ricorda Mauguin quando in camerino si guarda allo specchio e si da sul viso il cerone bianco. Allora si potrebbe dire che
Calvero, o meglio Chaplin, è Mauguin.
Insomma forse con “Le persiane verdi” Simenon ha costruito il suo più bel “Giallo”!

 

GIUSEPPE PREVITI


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