Il Blog di Giuseppe Previti

” NERO DI MAGGIO “DI LEONARDO GORI – TEA

Si annuncia il 9 maggio del 1938, Firenze è in grande spolvero, stanno per arrivare in visita ufficiale Hitler e Mussolini. Grandi i preparativi per l’accoglienza degli ospiti illustri, polizia e carabinieri sono mobilitati per vigilare sul soggiorno fiorentino dei due
dittatori e di tutto il seguito che inevitabilmente si portano dietro. Troviamo  a Firenze anche il giovane capitano dei carabinieri
Bruno Arcieri, da poco trasferito da Milano alla città del Giglio, e anche lui alle prese con l’organizzazione delle misure di sicurezza
perché tutto vada a buon fine.
Ma pochi giorni prima dell’arrivo viene scoperto orrendamente mutilato il corpo di una giovane prostituta, e seguirà a breve un altro
delitto con le stesse modalità, mentre una terza ragazza, una studentessa, viene rapita da un convitto. Delitti certo…inopportuni alla
vigilia del grande evento, ma non si capisce il grande nervosismo che sembra aver pervaso tutti i pezzi grossi del fascio fiorentino.
Arcieri si occupa della vicenda, lui vuole trovare il colpevole, ma troverà ostacoli su ostacoli finché non gli toglieranno l’inchiesta.
Ma non si arrende, sfruttando anche l’aiuto, non certo …..disinteressato di un giovane gerarca fiorentino, in grande ascesa, alla cui
protezione il capitano è stato assegnato. Si alza cos’ il sipario su una serie di fatti di sangue legati all’azione delle squadre fasciste ai primordi del movimento, anche in Firenze avvennero cose assai gravi, e tutto questo si riverberà sul ventennio fascista.

Leonardo Gori  è un saggista, un autore di romanzi gialli storici, ma certo il suo nome è molto legato a un personaggio, Bruno Arcieri,
protagonista di un ciclo ormai assai lungo, lo abbiamo conosciuto come capitano dei carabinieri negli anni 30′, poi ufficiale anche
dei servizi segreti, praticamente presente in tutto quel lungo periodo che poi non è altro che la vita del nostro Paese, con tutti gli
eventi oscuri e sanguinosi che lo hanno attraversato,e con Arcieri che ha messo più volte a repentaglio la sua vita.
Con la casa editrice Tea Gori  sta praticamente ripubblicando tutto il ciclo di Arcieri, “riscrivendo” spesso i suoi  romanzi ma aggiungendo
anche nuove storie alla saga del colonnello.
Correva la primavera del 1938 quando il cancelliere tedesco Adolf Hitler viene in Italia visitando Roma, Napoli e soffermandosi sulla via del ritorno  a Firenze. Su questa inoppugnabile realtà storica Leonardo Gori in Nero di Maggio innesta un racconto dalle tinte gialle che
,con molta verosimiglianza, si svolge in margine al grande evento, mescolando realtà e finzione.
L’autore stesso tenne a dire nel settembre del 2000 quando uscì la prima edizione di Nero di Maggio, che i fatti e le persone raccontate
erano frutto della sua fantasia. Molti dei personaggi a cui nel romanzo si attribuiscono ruoli pubblici o istituzionali non corrispondono,
dice lo stesso Gori, ai loro epigoni in carne e ossa.
Nella linea essenziale fatti, personaggi e eventi sono comunque autentici. Certamente in molti episodi e in molti personaggi c’è solo la
fantasia di chi li ha creati, però, e lo stesso Gori lo ribadisce, “Firenze è Firenze”,la città del 9 maggio era quella.
Nero di Maggio riesce adesso in edizione settembre 2018, una edizione “rivisitata”dall’autore che fa una precisazione per ribadire la
“veridicità storica” del romanzo. Del resto la chiave del giallo è sempre stata usata, e con grande esito, per ribadire sotto forme meno
seriose dei saggi, o meglio più accessibili, a una vasta congerie di lettori,crti momenti ancora brucianti della storia di questo Paese.
Ed ecco che quell’innominato Gerarca della prima edizione che colloquia spesso con Arcieri, oggi lo si può ben chiamare con il suo vero
nome, Alessandro Pavolini, una tra le personalità più ambigue e più complesse del fascsmo. Molte delle parole che lui pronuncia sono
state tratte dai suoi discorsi o dai suoi scritti. E magia di questo bellissimo romanzo è il fare prendere vita a un personaggio reale e a un
personaggio che reale non era, ma che in tutti questi anni (Nero di Maggio segna il suo esordio letterario) ormai ha superato la dimen-
sione dell'”investigatore di carta” per diventare ormai uno di noi, e quindi ce li possiamo ben immaginare a colloquiare agli Uffici o alle
Giubbe Rosse.
Questa opera riesce a “romanzare”in maniera efficace la storia grazie alla fantasia dell’altra storia che l’accompagna. Siamo nel ventennio
nero, assai importante nella nostra storia, sia per chi l’ha vissuta, sia per chi ne è venuto a conoscenza o per quello che ha sentito dire o per
quello che ha letto.Leonardo Gori sotto forma di indagine poliziesca torna a parlarci del nostro passato, un passato ancora oggi lacerante
e non del tutto accettato, quindi un passato non diciamo ancora da scoprire, ma nemmeno da dimenticare o da sublimare.La storia va
anche ricordata perché serva da monito e da denuncia. La visita di Hitler in Italia e in particolare il passaggio fiorentino segnano il consoli-
damento dell’asse italo-tedesco, con tutte le conseguenze che  verranno negli anni seguenti,ormai il fascismo sta compiendo la sua scelta,
che coinvolgerà tutto il Paese, ma non solo, diremmo tutto il mondo in una corsa verso la fine.
L’autore ha ricostruito esattamente quel tempo, e questa grande festa fiorentina, a cui va ricordato che solo l’arcivescovo non partecipò.,segnò il destino del nostro popolo portandolo alla seconda guerra mondiale.
In questo quadro, assolutamente reale, si inserisce una oscura vicenda di viziosi e depravati ai danni di giovani prostitute, ma che rimanda
a un precedente delitto del 1921, quando nasceva lo squadrismo fiorentino, non da tutti usato al servizio dell’Idea, ma anche per risolvere
casi personali. Ma sarà proprio la visita dei dittatori a portare a un regolamento dei conti rimasti in sospeso per tanto tempo.
Sarà Arcieri con la sua cocciutaggine ma anche con il suo senso del dovere a proseguire le indagini perché la giustizia non è mai di parte.
La storia di Nero di Maggio fa riconoscere, in tanti dei personaggi di fantasia del romanzo,reali protagonisti del fascismo fiorentino, il
più evidente di cui allora Gori non aveva indicato il vero nome, pur se erano lampanti le analogie con un giovane intellettuale fiorentino
che aveva spiccato il volo verso Roma.. Importante anche nella parte “gialla” del romanz0 colui che poi sarà uno dei peggiori protagonisti
della Repubblica di Salò.
Da segnalare l’accurata ricostruzione  della “geografia”cittadina. sia negli ambienti esterni che interni,dai caffè storici ai ritrovi letterari,
ai negozi, alle vie, alle campagne, alla città tutta. E molta minuziosa è l’illustrazione di tutto il percorso del corteo e di quanto è stato fatto
per la sicurezza degli ospiti.
Ma ripetiamo, importante è ribadire l’interessante uso della chiave del giallo,sviluppando un racconto che mescola storia, realtà,finzione,
tutto seguendo una inchiesta poliziesca, che alla fine va oltre i delitti che la generano, è una inchiesta appassionata e documentatissima<
su un periodo assai controverso della nostra storia.
In questa edizione c’è anche un omaggio assai garbato per i lettori, ovvero l’inserimento di un  racconto di Gori Farfalle di maggio dove
l’argomento della visita fiorentina di Hitler viene esaminato sotto un’altra prospettiva, quella delle reazioni della gente comune.
Non abbiamo parlato molto di Arcieri, qui alla sua prima comparsa ufficiale, compare anche il suo grande amore Elena Contini. Ma va detto che Arcieri ci accompagna da diciotto anni, che dire di più ? Si vede che era un….predestinato !

GIUSEPPE PREVITI


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