Il Blog di Giuseppe Previti

” COME ” INCONTRARE” McBain

ED MCBAIN EVAN HUNTER MATTHEW HOPE o meglio SALVATORE ALBERT LOMBINO. Già il nome di tre scrittori che puo’ essere “compreso” in un nome unico, quello reale, quello denunciato dai suoi genitori, immigrati in America da Ruvo del Monte, provincia di Po-
tenza.Ruvo ricorderà sempre questo suo illustre discendente, nel 2010, a cinque anni dalla sua morte,lo insignerà della cittadinanza onoraria, dedicandogli anche una strada.
Salvatore trascorre la sua infanzia a New York, più precisamente in East Harlem, un quartiere dapprima abitato dagli immigrati italiani, poi rinnovatosi negli anni ’50 con l’arrivo in massa dei portoricani. E questi tollerarono il triste fenomeno delle
bande di strada, fenomeno che troveremo spesso nei libri dell’87° distretto.
Nel 1952 Lombino assume il nome di Evan Hunter, perché facendo di mestiere lo scrittore era preferibile portare un nome non italiano. Successivamente adottò un altro pseudonimo Ed McBain, in quanto gli serviva un altro nome per indicare l’autore
di quella che sarà una serie di romanzi più forti, più reali, più crudeli.
A onor del vero dopo McBain ecco l’uso di altri psuedonimi con romanzi di Richard Marsten,Ezra Hannon, Curt Cannon, Hunt Collins. di cui uscirà nel 1954 UN LUNEDI IN NERO,che poi riapparirà , firmato McBain, nel 2012, nei classici del Giallo Mondadori.
Ed è nel 1954 che appare il suo primo romanzo IL SEME DELLA VIOLENZA dove si narra del
rapporto conflittuale tra un insegnante di inglese e una classe di ragazzi violenti
e affatto amanti dello studio.Il libro fu firmato da Evan Hunter e vi si scrive con
molta bravura il conflitto tra questi ragazzi assai violenti e il loro professore. Nel
romanzo si parlava di un tema assai sentito negli Usa, dove in particolare la scuola pubblica era ritenuta un focolaio di violenza, frequentata com’era da ragazzi di tutte le etnie e dai problemi diversi.Questo tema tornerà spesso anche in CONVERSAZIONI CRIMINALI. Da IL SEME DELLA VIOLENZA fu tratto un film di grande succes-
so, girato da Richard Brooks, anche se qualche anno dopo Evan dirà che lui nel suo romanzo si occupava dei disagi e dei difetti della scuola mentre Brooks aveva girato
un film sulla delinquenza giovanile.
E’ nel 1956 che compare ED MCBAIN, e che nasce l’87°DISTRETTO. Evan disse che voleva
scrivere di poliziotti ma vedendoli nella loro vita di tutti i giorni, un tema che oggi appare scontato, ma che a quei tempi appariva assolutamente originale. Ecco allora che si vede una squadra di poliziotti che, come lui stesso raccontava, sono una metafora della famiglia. Una famiglia fatta appunto di poliziotti che avevano la
loro casa,le loro famiglie, i loro amori, ma che in sostanza la loro casa era nel distretto in cui lavoravano.
Creò una città immaginaria, Isola, dove in questo ufficio di polizia finivano per ritrovarsi tutte le etnie del mondo, ad esempio Carella,Genero e Miscolo erano di origine italiana, Brown era nero,Mayer Mayer ebreo, Bert Kling americano, giovane e bello.
Un’altra particolarità del gruppo è che non vi era nessun eroe o meglio tutti erano protagonisti. Ma su tutti finì per imporsi il personaggio di Steve Carella, pur se a
ognuno di loro, di volta in volta, fu riservato il ruolo di protagonista. I lettori
accolsero subito con favore questa serie,ebbe subito successo la figura del poliziotto Carella, stranamente McBain lo fece morire alla terza avventura, ma le reazioni dei
lettori, editore in testa,fu tale che McBain, coram populo, non lo fece morire.
Carella era sposato con Teddy, sordomuta, hanno due magnifici gemelli(come lo stesso autore), vivono in una bella casa con giardino, la casa è mandata avanti da una governante irlandese. Di Carella si conoscono la madre, la sorella, si parla dei legami con la sua terra d’origine ,l’Italia.
Certamente un grosso personaggio, ben caratterizzato, ma comunque per il suo creatore resterà sempre uno dei tanti componenti dell’87° distretto.
Così Bert Kling sarà il comprimario principale in almeno tre romanzi. In TUTTO DA RIFARE NELL’87°DISTRETTO la sua fidanzata viene assassinata, e qui McBain dichiarerà
che non poteva avere i ripensamenti avuti con Carella. Lui vuole raccontare delle storie di poliziotti corredate da altre storie COLLATERALI e quindi fa di Kling un
personaggio sfortunato in amore, le sue saranno sempre storie amare. In VESPRI compaiono l’agente Willis e la sua compagna Marilyn in una storia particolarmente
amara e angosciante, i due non appariranno più in nessun romanzo.
Insomma, una serie di racconti dai tanti personaggi, dalle tante storie che si intrecciano tra loro, dando vita alla fortunata epopea dell’87°.
McBain aveva anche delle ambizioni letterarie, una volta ammise di aver voluto creare un grande affresco allo Zola! Del resto con GHIACCIO ALL’87°DISTRETTO ,ROMANCE, MISFATTI E VEDOVE si entra nella fase di romanzi assai completi, ricchi nella struttura e nella costruzione dei personaggi. Qualcuno disse che McBain si avvicinava
sempre più a Hunter….
E del resto nel 2002 fu pubblicato CANDYLAND, scritto a quattro mani da Ed McBain e Evan Hunter. Questi aveva scritto la prima metà, McBain la seconda. La nostra storia
parte da un architetto, Thorpe, con alle spalle un matrimonio difficile e una grande
ossessione per il sesso. Si trova a New York dove trascorre la notte tra locali malfamati, bordelli, risse. Proprio in quella notte una prostituta viene uccisa, delle indagini si occupa una poliziotta, che ricostruendo gli eventi di quella notte
arriva anche a Thorpe, ma lei capisce che lui è stato vicino a commettere qualcosa di
brutto ma non è l’assassino.
Il romanzo tocca due temi differenti,anche gli stili sono diversi,quanto psicologico,
malinconico, ossessivo è l’uno, tanto poliziesco, duro è l’altro. Ma alla fine i due
autori si “incontrano” in un finale perfetto e innovativo.
Co-protagonista dell’87° è certamente Isola, una sorta di personaggio che vive, respira,cambia, è l’ambientazione ideale per questo tipo di storie.
Isola è New York ?Rispondiamo di sì anche se McBain si diverte a mescolare le acque dicendo che Isola è un ambiente inventato. La descrizione di Isola la possiamo trovare proprio nel primo libro della serie, L’ASSASSINO HA LASCIATO LA FIRMA, e qui la città viene indicata come un luogo dove si accentra il male. Come dire non aspetta-
tevi commedie ma tragedie…
Infine MATTHEW HOPE che compare nel 1978 firmando L’ALTRA DONNA. Qui si affronta il tema del divorzio e dell’adulterio. Da dire che il nostro autore(o i nostri autori)
non avevano mai affrontato il tema del divorzio, sino ad allora i libriu parlavano di
mogli e mariti fedeli, poi dopo il divorzio di Mr.Hunter è arrivato il momento di
affrontare un nuovo tema.
Quindi MATTHEW HOPE nel suo libro ci parla di divorzio, ne seguiranno altri dodici.Come avvocato difenderà solo innocenti, l’ultimo libro sarà del 1998 L’ULTIMA
SPERANZA. Da dire che anche qui generi e personaggi si intersecano, Hope chiederà aiuto a Carella e i due si incontreranno.
In verità Hope sparisce abbastanza rapidamente, il fatto è che Evan non lo ha mai amato veramente, lui non sopportava gli investigatori privati. E non credeva negli
avvocati trasformatisi in detective, per lui in effetti quella che funzionava era la
serie a più personaggi non il singolo.
Opinioni certo, perché anche nei romanzi non dell’87° si trovano dei passi notevoli.
McBain nel corso di una delle tante interviste disse che non si sarebbe mai aspettato
che i suoi libri avrebbero avuto un legame così stretto con la vita di tutti i giorni,o meglio, non ci pensava affatto mentre li scriveva.
Oggi c’è molta corruzione, non si ha fiducia nelle istituzioni, e quindi non è facile
parlare di tutori dell’ordine, a partire dai poliziotti, più odiati che amati.Ecco
l’invenzione dell’87°, di Isola, città fantascientifica, immaginaria,ma come tutte le
scommesse era un azzardo, rivelatosi però vincente.

GIUSEPPE PREVITI


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