Il Blog di Giuseppe Previti

” FATE IL VOSTRO GIOCO” di ANTONIO MANZINI-SELLERIO

Un uomo ,già “ispettore di gioco” al Casinò di Saint-Vincent, viene trovato ucciso
con due coltellate nel suo appartamento, ha in mano una fiche di un alto casinò.Rocco Schiavone intuisce che la vittima ha voluto lasciare un messaggio e
quindi si immerge in un mondo particolare, quello della ludopatia, popolato da tanti personaggi, gente soffocata dai debiti di gioco, strozzini,affaristi senza
scrupoli che speculano sui vizi degli altri, bari, criminali., Addirittura scoprirà che sono coinvolti in questo losco giro di sfruttatori e disperati un giovane collega e la vicina di casa, la madre di Gabriele, il ragazzo con cui ha
fatto amicizia. Studiando quel mondo e ricostruendo le varie fasi dell’omicidio riesce a capire come individuare e incastrare il colpevole. Anche se poi intuirà
che quel che è avvenuto non dipende solo da fatti del passato.

La LUDOPATIA è al centro di questo nuovo romanzo di ANTONIO MANZINI FATE IL VOSTRO GIOCO. Ludopatia= dipendenza dal gioco d’azzardo a e considerata alla stregua di una malattia, è un disturbo che porta abitudini e comportamenti portati all’eccesso.
Si parte da un delitto che riguarda il mondo delle case da gioco, ma l’abilità<
del nostro autore è di andare oltre il fatto di per sé, importante è scoprire il
movente che porta a certi fatti, al di là dell'omicidio e della susseguente caccia al colpevole.
MANZINI racconta sempre delle storie, ma per arrivare a questo crea delle situazioni e dei personaggi, di cui descrive stati d'animo,modi di vivere, eventi che li riguardano. Deus ex-machina come sempre Rocco Schiavone, come sempre burbero e sprezzante, ma anche uomo di grande cuore, ormai è un cinquantenne rassegnato a questo esilio in…montagna, ma sembra essere diventato più umano.
Poi chiaramente sa cogliere di ogni elemento i lati oscuri, ma riesce anche a im-
medisimarsi nei vizi degli altri, non condannando ma cercando di dare una mano, ovviamente a modo suo…., ma agendo a fin di bene. Possiamo fargli la morale quanto vogliamo,ma è innegabile che si tratti di una persona dal gran cuore.Pro-
babilmente piace anche per questo.
"FAITES VOS JEUX, S'IL VOUS PLAIT" recita la voce del croupier che come un automa
,impassibile, lancia palline, declama numeri e rastrella gettoni. Questo è l'inizio della nuova storia su cui è chiamato a indagare il vice-questore Rocco
Schiavone. Due coltellate hanno provocato la morte di un pensionato che aveva lavorato per il casinò. Lo ha ritrovato nell'appartamento della vittima richiamato dalle vicine Arturo Michelini, il croupier del casinò della cui atti-
vità abbiamo appena accennato un breve ritratto, e che vive nello stesso casamento
della vittima. Viene perciò chiamata la polizia e subito appaiono agli occhi del poliziotto alcune incongruenze legate a certo oggetti trovati in casa della
vittima, in più la portafinestra era aperta e le chiavi inserite dall'interno
nella porta di casa. Evidentemente o il morto stesso o l'assassino hanno voluto lasciare un messaggio. E l'indagine si rivelerà assai complessa, riciclaggio, criminalità, ludopatia, strozzinaggio, usura, di tutto e di più. Rocco si muoverà
a suo agio in questo mondo torbido e malmastoso, arriverà anche a una conclusione
cercando di rendere giustizia a qualcuno e di salvare qualcun'altro, ma alla fine
non sembra convinto, qualcosa deve ancora accadere, vedrete che ci torneremo sopra.
Una storia certamente gialla, ben narrata come sempre, anche perché il mistero su
cui si basa la trama tiene fino alle ultime righe, anzi un finale…aperto ci fa
prefigurare nuovi sviluppi, visto che il primo a coltivare dei dubbi è proprio lo
stesso Schiavone.
Quel che colpisce maggiormente è che matura sempre di più la figura del vice-questore "esiliato" ad Aosta. Ormai lo vediamo come un uomo che si duole per quel che è stato il suo passato e che nemmeno la sua grande empatia con…il fantasma
della moglie riesce a colmare una vita che gli pare sempre più vuota. Nemmeno i
rapporti con le donne vanno al di là del sesso. Il suo ego al di là delle apparenze appare sempre più velato di malinconia, di rimpianti, e nemmeno il pre-
sente sembra contentarlo, pur se addirittura arriva quasi a formarsi una famiglia
accogliendo in casa Gabriele e la madre.
Questo romanzo conferma una tendenza sempre più radicata nei giallisti italiani,
ovvero dare più spazio al personaggio e alla sua vita, qualcuno ci ha visto un ri
torno al noir.Certamente le vicende personali e i dubbi di Rocco, le sbandate del suo pupillo Italo Pierron, che lo deluderà assai come uomo e che tuttavia cercherà di aiutare, danno al testo una dimensione che va molto al di là del
caso criminoso da risolvere. A entrambi poi non è andato poi assolutamente giù
il tradimento della loro collega, ora a Roma, Caterina, si sono sentiti feriti da
una persona su cui contavano e a cui avevano dato tanto.
Un nuovo Rocco? Non diremmo, magari stiamo scoprendo l'evoluzione dell'uomo Schiavone,me certamente per gli amanti del suo personaggio, della sua rudezza,del
suo menefreghismo per le regole non dettate da lui, non cambia assolutamente
niente, Rocco è sempre Rocco !
Ma non ci dimentichiamo che tutto questo serve all'autore per occuparsi di un tema sociale assai importante che ci sembra un po' trascurato, ovvero la ludopatia,una
vera e propria dipendenza dal gioco, si dice che in Italia ci sono 18 milioni di
giocatori, con ricadute pesanti sui singoli individui, su famiglie che inevitabil-
mente perdono tutto, il che senza dimenticare le ripercussioni sulla società.
Rocco Schiavone è un uomo pieno di ferite, certo adesso si sono per lo più ci-
catrizzate, ma la sua vita è permeata di dolore, di disincanto, ma questo aumenta
la passione dei suoi fan per lui.
Forse anche perché lui stesso ha provato cos'è il dolore Rocco si batte contro questa piaga oltretutto tollerata da uno Stato che lucra su questo vizio ricavandone grossi introiti.
Il nostro poliziotto si batte contro tutte queste cose che coinvolgono molte persone,oltre tutto scopre che nel giro vi è invischiata anche la madre di Gabriele, oltre che il suo giovane sottoposto.
Ma Manzini sa ben dosare le sue carte e allora scatta l'anima borgatara e un po'
guascona del nostro, che per vendicare il poliziotto rovinato dal vizio del gioco
ricorre a uno dei amici romani del vecchio giro e così i "cattivi"verranno ripagati con la stessa moneta.
Ma è anche un Rocco scontento, le conclusioni finali dell'indagine, pur se sono le sue, non lo soddisfano, e poi si fa sempre più acuto il rimpianto per la perdita della moglie, per l'amicizia sempre più precaria con i vecchi amici romani. Certo
§c'è l'affetto per Gabriele il ragazzo vicino di casa, per cui si adatta a prendersi anche in carico la madre, qui si rivela il lato migliore di Rocco, con
l'amore mai venuto meno per Marina, ad onta delle avventure occasionali, e anche
appunto l'avvicinarsi sempre più a Gabriele, che considera sempre più come un figlio.
E viene fuori la parte più bella dell'uomo Rocco quando, tornato a Roma, consegna
l'albero di limoni preferito dalla moglie, alla madre di lei:un incontro struggente fatto più di silenzi e di sguardi pieni di lacrime.
Il tempo passa, anche il ricordo della moglie si fa sempre più sfumato,ormai non si parlano quasi più, né è riuscito a ricostituirsi una vita con Caterina.
Onore a MANZINI e al suo protagonista, di cui finalmente non si parla più perchè
si fa le…canne ma perché ha un cuore ! Lunga vita a Rocco Schiavone !

GIUSEPPE PREVITI


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