Il Blog di Giuseppe Previti

“GUIDA AL CINEMA DI SPIONAGGIO” DI STEFANO DI MARINO-ODOYA

E’ stato James Bond il personaggio più celebre che ha portato il cinema di spionaggio nelle grandi preferenze del pubblico, come del resto analogo risul-
tato lo avevano avuto i romanzi di Ian Fleming con lo stesso personaggio.
Ma la storia del cinema di spionaggio è assai più antica e STEFANO DI MARINO la
ripercorre raccontando il cinema di spionaggio in una GUIDA AL CINEMA DI SPIONAGGIO dividendo la materia in capitoli scegliendo con un criterio cronologico
personaggi e fenomeni di rilievo e toccando il cinema di tutto il mondo.
Si passa quindi dallo 007 di Ian Fleming allo spionaggio più cerebrale di Smiley e
Le Carré, dai film di una icona del genere, Michael Caine(Ipcress) a serie di successo più moderne come American Assassin o Red Sparrow sino al cyberterrorimo.
Va detto che il cinema di spionaggio ha attratto tanti registi, anche tra i più grandi, questo a testimonianza della floridità di questo filone. E grandi registi chiamano grandi attori.
Il cinema di spionaggio è sempre apparso molto legato alla cronaca cercando ovviamente dei personaggi e dei fatti, da Mata Hari alle spie dell’OSS, dalla
Guerra Fredda a Osama Bi Laden. Il cinema di spionaggio può essere considerato
un genere che si è occupato del tema in varie direzioni, dalla cronaca al noir,
dall’avventura esotica al cinema d’azione. Tanti aspetti di un mondo tanto oscuro
quanto affascinante che riguarda sia l’attualità che la storia.

STEFANO DI MARINO e’ tra i più prolifici narratori italiani : per le collane
Mondadori con Segretissimo e Giallo, ha scritto romanzi di spy story, romanzi
horror e anche di avventure. Per la Fabbri ha curato pubblicazioni su cinema
Horror e di Kung Fuy, molti i suoi su cinema d’azione , su cinema western etc.
E’ arrivato in libreria con un nuovo saggio, GUIDA AL CINEMA DI SPIONAGGIO. Lui
certamente parte avvantaggiato dall’amore, la passione che ha sempre avuto per
questo genere, e del resto del centinaio di romanzi che ha scritto più della metà
riguyardano storie di spionaggio. C’è sempre una lotta tra i”buoni”ovvero gli
agenti delle potenze democratiche muniti della licenza di uccidere e i cattivi che sono agenti di potenze nemiche o dittatoriali o appartenenti a associazioni
terroristiche o semplicemente(si fa per dire…)dei pazzi o dei cani sciolti.
Le origini del cinema di spionaggio sono certo antiche, potremmo dire che l’attua-
lità dì spionaggio è connaturata all’uomo ma uno dei caposaldi dell’interesse del
pubblico, senza fare un torto di Mata HARI eroina anni ’20, e’ certo il personag-
gio di James Bond, agente 007,creato da Ian Fleming, anche lui con un passato da
agente segreto. La curiosità è che lui voleva affidare il personaggio al sofisticato e molto britannico David Niven, e del resto uno dei segreti della spia è nella sua “invisibilità”, ma le dure leggi del cinema preferirono il bello e aitante Sean Connery(1962), cui seguirono tra gli altri Roger Moore, Pierce Brosnan, sino all’attuale Daniel Craig.Se la serie Bond conta sino ad ora il maggior numero di realizzazioni cinematografiche va segnalato che il primo personaggio di questo è OSS117 di Jean Bruce,anno 1948.
Ma nella sua disamina di film e dei romanzi da cui spesso sono stati tratti DI MARINO ricorda che il Bond letterario era costruito a immagine del suo autore, ed
ecco la sua scelta di Niven.
Importante nelle spy story è il personaggio femminile, si può dire che la prima
attrice a interpretare una spia sia stata Greta Garbo, nel 1931,nei panni di Mata
Hari, ma sono tantissime le attrici che hanno interpretato i ruoli di spie, per
limitarsi agli ultimi anni ricordiamo Raquel Welsh,Charlize Theron, Jennifer Lawrence.
Nel 1970 si sdoganano anche i personaggi di colore nei panni di agenti federali con Lawrence Cook agente della Cia, mal sopportato dagli alti papaveri. E a proposito , della Cia si è parlato molto dai tempi della Guerra Fredda all’11 set-
tembre, scandalo Watergate incluso.
Se Inghilterra e Francia hanno dedicato molti film a questo filone in Italia è un
genere che non è mai attecchito, solo qualche parodia alla James Tont….
STEFANO DI MARINO ha inserito in questa tutto quanto esisteva sull’argomento, anche se per ragioni di…spazio ha rinunciato a approfondire il capitolo TV e
Fumetti, ma sulla cinematografia c’è praticamente tutto.
512 pagine dove viene esaminato un gran numero di film, come dichiara compiaciuto
l’autore. “Li ho visti tutti”. Un grande spazio è dato agli autori, e va pure ag-
giunto che alla fine dell’opera vengono anche consigliati 10 film e 10 romanzi da non perdere, pour se l’autore dice che andrebbe visto e letto tutto il materiale sullo spionaggio.
GUIDA AL CINEMA DI SPIONAGGIO è scritto da un grande conoscitore del genere che prima di tutto è un appassionato, come del resto lo sono stati tutti quanto hanno
dato vita a questo filone,editori, scrittori, registi, attori., sceneggiatori.
Quando STEFANO DI MARINO ha deciso di porre mano a quest’opera poteva correre il
rischio di “fossilizzare”la ricerca secondo le proprie idee, ma lui stesso ha dichiarato di non aver voluto fare l’ennesimo dizionario di pellicole uscite nel
periodo.Intanto ha seguito un criterio storico partendo dal primo’900 sino alla
II Guerra Mondiale, ed è proprio dalla Grande Guerra che lo spionaggio prende corpo,le prime battaglie saranno nei palazzi, nei vicoli bui, nelle alcove.
La raccolta di informazioni si rivelerà importantissima, come pure la propaganda,
ecco che vengono prodotti molti film e tutti fortemente propagandistici.Ma, specie con il secondo conflitto, si comincia anche nei film a cercare atmosfera,il mito e negli anni ’40 i film di spionaggio vengono girati quasi in contemporanea all’evento.
Dopo la II Guerra Mondiale arriva il lungo periodo della guerra fredda, che troverà molto risalto in campo letterario.Ma anche il cinema farà la sua parte,da
un punto di vista forse meno celebrale, sesso,azione, avventura, e-perché no ?Bond insegna-un pizzico d’ironia….
Cade il Muro, si pensa che il genere sia morto,-ma quando mai?-L’11 settembre riapre tanti giochi, si mescolano temi e personggi, ci penserà il “muscolare James Bond” a dare nuovo vigore al movimento.>
In questo libro DI MARINO segue tutti i film degli ultimi 100 anni accorpandoli per tematiche o per qualità d’interesse o perché tratti dai romanzi di un particolare scrittore.
Il romanzo è diviso in capitoli, alcuni sono denominati “Dossier” e riguardano
particolari argomenti all’interno di un’epoca. E ci sono due Missioni, rigurdano
i film su 007 e sul terrorismo.

GIUSEPPE PREVITI


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