Il Blog di Giuseppe Previti

” 1944 LA MALEDETTA LINEA GOTICA-Romanzo partigiano” di Elisabetta Camici-Edizioni Atelierb

Bianca, nonostante la famiglia avesse da tempo abbandonato Firenze per rifugiarsi
nella natia Valdibure, era voluta rimanere a Firenze.Principalmente per motivi la-
vorativi, era una giornalista, e poi c’era il fatto che si era innamorata di Flavio suo compagno di lavoro. Quando il giornale era stato chiuso lei era rimasta
a casa per scrivere un libro di memorie e di cronache del tempo di guerra.
Ma ora i bombardamenti sempre più intensi su Firenze, la paura per lo scontro finale con gli Alleati sempre più vicini e per quello che poteva accadere in città la convinsero a partire. E così la vediamo correre verso la stazione di Campo di Marte per prendere un treno che la porti verso Pistoia. Correndo come una
pazza, superando alcuni controlli, eccola finalmente alla stazione dove riesce a
salire su un treno merci, dove trova un provvidenziale compagno di viaggio come lei diretto a Pistoia.
Qui si dividono, lui va via in bicicletta, lei va verso il centro, tutto una rovina,e trova alloggio presso la zia Palmina.
Intanto si stava verificando lo sbarco americano in Normandia ma Bianca lo saprà
molto più tardi, poi visto che la vecchia zia non vuole lasciare la casa lei lascia Pistoia per raggiungere i suoi a Valdibure.
Una gran festa in suo onore, poi un sonno ristoratore, cullato da un sogno che la vede a Roma, in giro per la città, poi l’incontro con Flavio di cui non saprà più
nulla, e poi alla redazione del giornale dove scriveva secondo le direttive del Pnf.
Già, perché lei era stata mediamente fascista, o meglio si considerava apolitica
pur lavorando per un giornale di regime. Ma poi i tempi erano cambiati e quando
aveva visto la sorte di una sua amica compromessa con un gerarca si era impaurita
ed ecco un’altra ragione della sua fuga da Firenze.
E quando scopre che i suoi ospitano nelle cantine uomini ricercati dai tedeschi
capisce che anche lassù i rischi ci sono e che anche lei deve capire da che parte
stare. Oltre tutto c’era il pericolo incombente dei tedeschi che scorazzavano dappertutto.
Intanto arrivò Libero, l’uomo del tremo, o meglio Giulio, un partigiano, ma
entrambi sempre più attratti l’uno dall’altra e con tanti interessi in comune
in primis la cultura.<
Giulio parte per raggiungere una brigata partigiana, lei vorrebbe seguirlo ma è
troppo pericoloso,lo seguirà più tardi, intanto gli da i suoi gioielli per contribuire alla causa.
I giorni si fanno sempre più difficili, la linea gotica passa sopra Valdibure,
ci sono molte postazioni d'artiglieria della Wermacht, più su ci stanno i parti-
giani.A causa di un attentato contro i tedeschi scatta una repressione durissima
con rastrellamenti, ruberie,incendi, esecuzioni un po'ovunque.
Intanto Bianca riflette sulla triste condizione della donna, sottomessa o oggetto,
e se ne fa una colpa, per troppi anni ha fatto finta di non vedere. Bianca vuole
raggiungere Giulio, Ginevra che doveva accompagnarla arriva ma è in cattive condizioni e allora parte da sola, però prima vuol sapere da questa donna partigiano quale è il ruolo delle donne, cosa fanno e come vengono trattate.
E' proprio di quei giorni l'uccisione di Silvano Fedi, mentre Firenze vede
i tedeschi in ritirata che minano tutti i ponti sull'Arno,eccetto quello Vecchio.
Ci sarà l'eccidio si Sant'Anna di Stazzema con 560 morti, sono gli ultimi colpi di coda degli invasori in fuga.
Purtroppo nei pressi della Lentula verranno trovati i corpi dei due amanti,
presi, torturati e uccisi fai tedeschi. Lui aveva una sciarpa inglese al collo,
lei nelle tasche vari scritti.
Questo avveniva nell'estate del 1944 attorno alla "Maledetta linea gotica".

Oggi i più ignorano quel che accadde negli anni '40, ma anche chi è nato negli
anni '50 ha un ricordo vago della guerra, gli sembrano eventi lontanissimi.
E quando i loro padri cercano di ricordarglielo, nel momento in cui ne parlano
tutti fanno finta di non capire o, meglio ancora, non sanno di cosa si sta parlando o anche sono convinti che guerre non se ne faranno più.Ma è stata una impressione fugace, le guerre sono riprese più cruente che mai, ma sono come un
bacillo inestinguibile, addirittura torneremo alle guerre di religione.
Ecco che di certi fatti ne va sempre dato conto perché il passato non sia mai dimenticato.ELISABETTA CAMICI con 1944-LA MALEDETTA LINEA GOTICA ci racconta la
storia di una giovane donna, Bianca, scrittrice, poetessa, giornalista. La conosciamo nel 1944 quando ormai ha 31 anni, vissuti certamente bene , in una bella famiglia, lei ha tante passioni dalla lettura alla poesia, e poi il grande
sogno che riuscirà a realizzare,fare la giornalista. Peccato, e se ne accorgerà
lei stessa, che ha militato dalla parte sbagliata, anche se va detto che in quegli anni era più facile essere fascisti che contro.
ELISABETTA CAMICI prosegue con questo libro la sua triologia iniziata con "1488
Dimenticare Firenze", e lka chiuderà arrivando agli anni Settanta.
Quello di cui stiamo parlando è indicato nel sottotitolo come ROMANZO PARTIGIANO.
Dopo aver affrontato le paure e i rischi di un Pistoiese del 15°secolo, qui si
descrivono le paure, i sogni, i rischi di una giovane donna che ha maturato la
giovinezza nell'era fascista, e adesso in un convulso momento storico dove non si
sa più dove andare comincia a capire da che parte stia la ragione.
La CAMICI ha inventato questo personaggio, somma di tante figure femminili del tempo,per lo più ispirandosi allo stile e alla vita delle collaboratrici de " Il
Giornale delle donne" che aveva studiato per la sua tesi di laurea.
Ma se il personaggio è di fantasia ben reali sono le vicessitudini che le possi-
bili "Bianche" hanno patito in quel triste periodo della loro vita. Si tratta di
vicende vissute da molte famiglie e tramandate dai loro racconti sul momento della resistenza e dell'occupazione tedesca in quel fosco 1944.
La storia è fatta non solo di grandi episodi e di grandi personaggi, è fatta anche di piccole storie vissute da tanti di noi. E questo libro vuole anche
essere un omaggio a chi si è trovato nel 1944 a ridosso di quella "maledetta linea gotica". E il sacrificio di Bianca e Giulio non è altro che il sacrificio di tanti personaggi non letterari, un sacrificio che è giusto ricordare.
UN romanzo quindi di vita e di verità oltre che storico.

GIUSEPPE PREVITI


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