Il Blog di Giuseppe Previti

” L’ULTIMA CARTA E’ LA MORTE” DI ARTURO PEREZ – REVERTE RIZZOLI

Lorenzo Falco’, 37 anni splendidamente portati, gran donnaiolo, trafficante d’armi, poi spia al servizio dei franchisti nella guerra civile spagnola.Elegan-
tissimo, porta cravatte di seta, cappello borsalino, una sigaretta permanentemente
in bocca , una Browing legata alla cintura, un perenne sorriso da schiaffi.Nel 1937 viene inviato a Tangeri per ottenere la resa del capitano di un mercantile, di fede repubblicana, che imbarca un carico d’oro da recuperare perché di proprietà del Banco de Espana prima che venga avviato in Russia.
I giorni a Tangeri sono molto tumultuosi, s’incrociano tanti personaggi, molti pericolosi,tutti che si battono o perché credono nella causa o per opportunismo o
per senso del dovere o per denaro, o semplicemente perché usi obbedire.Tra i tanti
che Falco’incontra c’è una sua vecchia conoscenza, una russa, Eva, una fredda esecutrice, assai determinata, oltre tutto una bellissima donna. E’ la sola che
Falco’tema veramente….

ARTURO PEREZ REVERTE è un romanziere di lungo corso, dal 1986 a oggi ha pubblicato una infinità di romanzi, dallo storico a quello d’arte, dal racconto
di vite di grandi personaggi a quello che lo attrae oggi, il romanzo di spionaggio.Secondo lui non può prescindere da una vasta conoscenza tecnologica,oggi alla base di tante relazioni umane. LUi riconosce il valore e l’estro dei grandi scrittori di genere, forzatamente esperti di tutti i più moderni meccanismi, ma lui ritiene che una buona spystory non può prescindere dal fattore umano.
Ed ecco che ha creato un personaggio, Lorenzo Falco’, ex-trafficante d’armi,uomo
senza scrupoli, assassino senza rimpianti, un vero e proprio mercenario dei nostri giorni, un personaggio che lo ha intricato da subito, che evidentemente gli è stato subito simpatico e lui ce lo ha reso ancora di più, e non per nulla gli ha dedicato due volumi e presto seguirà il terzo.
Il personaggio opera negli anni ’30, ai tempi della guerra civile in Spagna, nelle
pagine del libro è curata in maniera straordinaria l’ambientazione come pure lo sono i personaggi, si che i riferimenti più naturali vanno ai grandi scrittori di spionaggio ma non quelli più moderni, piuttosto quelli degli anni Trenta da Ambler a Maugham e così via.
Siamo quindi nel decennio che precede la seconda guerra mondiale. Si parla molto delle opposte visioni della destra e della sinistra, in Russia si instaura la dittatura staliniana,in Spagna si battono i rossi e i repubblicani.In una ambien-
tazione del genere il protagonista non può essere che un figlio del suo tempo,certo è una canaglia, ma con il dono di un comportamento un po’ alla guasco-na….Peccato che Falco’sia una canaglia, ma in lui c’è una dose di ironia e di menefreghismo inusuali, anche quando sta rischiando la vita non perderà una sana incoscienza…
La storia è quella di un giovane agente dei servizi segreti franchisti,sicuramente è un indisciplinato, un individualista,ma il suo lavoro lo sa fare. Depuratelo delle tante diavolerie degli anni Sessanta e avrete un James
Bond antilitteram.
L’abilità dell’autore è quella di creare personaggi, situazioni dialoghi tutti ri-
gorasamente impostati sulla falsariga di quel particolare momento storico in cui avvengono. Nulla di più sbagliato sarebbe volerli attualizzare, perderebbero ogni
credibilità. Ecco quindi un grande lavoro di approfondimento mentale e di studio di un’epoca e dei suoi costumi, il che rende molto credibile la storia.
Insolita è la cura che PEREZ-REVERTE mette nel riportare i più singoli dettagli
che servono invece per individuare e classificare il personaggio di Falco’. Abiti
di lusso,permessi da un ottimo stipendio, cuciti nelle sartorie più esclusive di
Londra, cravatte acquistate in Francia, camicie su misura così come le scarpe e per i cappelli, tanto per ricordare qualche marca ancor oggi nota, Borsalino e Panama. Dettagli direte, ma dettagli necessari a inquadrare e formare il personaggio che non è abbagliato…dai capi che porta, e se c’è da menare o bat-
tersi certo non si fa condizionare dagli abiti che porta…
Si sposta molto, si trova a suo agio tanto nei luoghi più malfamati quanto negli alberghi di lusso.
Sul mangiare non ha pretese particolari, ama le piccole trattorie, fa colazione-
questa è una novità(?!?) con pane tostato condito con un po’ d’olio, è un grande bevitore,fa largo uso di antidolorifici, è un grande consumatore di aspirine, ne porta sempre un tubetto e l’ultima pasticca è una capsula si cianuro.
E’un uomo che va preso con le molle , la naturale simpatia non deve far dimentica-
re che siamo difronte a un individuo estremamente pericoloso, che uccide senza farsi dei complessi. E’ il suoi mestiere e cerca di farlo bene.
Agente franchista è mandato a Tangeri dove si deve destreggiare tra rossi e repubblicani, sa molte lingue, va sempre a caccia di particolari e notizie (si
dice sia un fautore delle Guide Michelin, ma chi ? lui o il suo creatore ?…..)
Gli anni Trenta furono assai turbolenti , nazismo e fascismo stanno programmando
di conquistare il potere assoluto, dall’altra parte sta il comunismo, ma intanto
grosse nubi si addensano all’orizzonte e vanno oltre la guerra civile spagnola,
la seconda guerra mondiale si prospetta minacciosa.
Lo scenario che si vive è assai intrigante, sommosse operaie, guerre di spie, si
registra il trionfo dell’ideologia, a costo di rimetterci la vita, ma non dimentichiamoci che parliamo si una storia di fantasia, quindi è giusto inquadra-
re il momento storico ma senza mai esagerare, qui si parla di roma, lo sononzo e non di saggio storico.
Essenziali in questo romanzo le donne, intanto lo sono nella vita del protagoni-
sta che la la vocazione del…grande amatore,ama essere….guardato dalle sue possibili prede e da questi sguardi ammalianti può nascere qualsiasi cosa. Ma
ancora più importante il ruolo delle donne come tali. In questo L’ULTIMA CARTA E’
LA MORTE la co-protagonista è Eva, un’agente russa, il rapporto tra i due è assaicreata
complicato, lei è una vera “dura” impregnata di “ideologia”, fiera di essere un
agente segreto e di battersi per il suo credo, e se ha una débacle per il bel Lo-
renzo certo non rinnega la sua scorza di guerrigliera e non esiterebbe a ucciderlo.
Lorenzo Falco’ è l’autentico dominatore di questa storia ,è lui stesso che narra le sue imprese in prima persona. Subito si inizia con una pagina forte, con Fal-
co’ che deve fuggire a due sicari che hanno ucciso un suo informatore.IL racconto
si svolge in una cornice assai viva di una Spagna divisa dalla guerra civile, con
il nostro protagonista che si trova a Tangeri per recuperare un carico d’oro caduto in mano ai rossi.Ma, ripetiamo, la storia in quanto tale è ovviamente in-
quadrata nel periodo di riferimento, ma poi è una storia creata da Reverte su misura per il suo protagonista che si muove senza mai…scottarsi del tutto tra
minacce, spie, sicari, donne perverse e donne disponibili, mariti beffati, in un
mondo pieno di misteri narrato in modo incalzante e ricco di suspense.
Trame politiche, interessi finanziari, ideologie portate all’estremo, anche “uomini”veri, un sottobosco che in una città libera come Tangeri trova il suo
habitat naturale, come del resto in campo cinematografico un habitat ideale apparve a suo tempo Casablanca.

GIUSEPPE PREVITI


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