Il Blog di Giuseppe Previti

” IL MARESCIALLO INDAGA” DI ROBERTO DE LUCA -PENDRAGON

Tante storie di vita quotidiana con tutto quello che bello e di brutto capita nella vita di
tutti i giorni. Ed ecco fatti e misfatti, storie di immigrati, traffici di minori, baby gang,
baby spacciatori, squillo giovanissime, e così via.
Nella piccola stazione dei carabinieri di Castello di San Petronio il maresciallo De Robertis
cerca via via con i suoi colleghi di risolvere questi casi, privilegiando sempre il lato umano
delle vicende, disdegnando, almeno in parte, i mezzi tecnici, ma cercando il contatto diretto e guardando di individuare i punti deboli di queste persone, che per sete di denaro, di abiti
lussuosi, di potere sono pronte a tutto.
Vari episodi danno sostanza a questa raccolta di storie. Si va dalla triste odissea di una piccola profuga venuta dalla Libia a una storia che parte dallo strano furto giornaliero in
un negozio di fiori di mazzetti di fiorellini tutti gialli, una storia questa di ordinaria
follia che fa vedere dove possono portare la disperazione e il dolore. Ci sono poi un gruppo
di ragazze disposte a tutto pur di fare la bella vita. Poi una storia che vede protagonisti
in primis i carabinieri della piccola stazione, che dopo tutto sono degli esseri umani anche
loro. Quindi una storia modernissima, protagonista un reclutatore dell’Isis, quindi uno sporco
affare di scommesse clandestine, poi una ragazza “venduta” dal fratellastro , e salvata dall’intuito di una insegnante che si è rivolta ai carabinieri. Quindi una baby gang di ragazzi perduti, infine storie di escort e di stalking.
Come potete notare storie e protagonisti che vi possono rimandare alle cronache di tutti i giorni, e che qui riunite ci danno uno spaccato della vita di questo nostro Paese, lasciandoci
però con un minimo di speranza…

In IL MARESCIALLO INDAGA -Dieci casi per De Robertis-ROBERTO DE LUCA ci sono dieci casi
di attività e di indagini condotte dal maresciallo Luca De Robertis e i suoi colleghi. E’
lo stesso De Robertis che ci racconta orrori, errori e misfatti presi dalla vita di tutti i
giorni. Del resto basta ascoltare i notiziari o leggere le cronache dei giornali per vedere
cosa è la realtà ,una realtà che quindi va combattuta. Ed è appunto nella intenzione del nostro narratore, carabiniere nella vita, di ricordare e ringraziare tutti coloro che condi-
vidono con lui questa battaglia quotidiana contro il male e di dare nel contempo voce a tutte
quelle persone incontrate nella vita quotidiana.
In questo romanzo, come sottolinea anche LUCA CROVI nella sua a tratti scanzonata ma assai
incisiva presentazione,viene raccontato il quotidiano delle giornate dei carabinieri o di
coloro di cui i nostri investigatori si devono forzatamente occupare, si da avere a confronto
quelli che finiscono per essere le parti opposte di una stessa medaglia raffigurante la “vita”,di qua il bene, di là il male.
Ed ecco che viviamo la realtà della vita di caserma, come ci si vive, come ci si muove, come
questa vita è sempre sospesa a un filo, basta una telefonata e si deve partire verso l’ignoto.
Nella vita quotidiana dei carabinieri in caserma si è sempre al servizio dei cittadini e della collettività.A DE LUCA,che del resto questa vita la compie tutti i giorni, non interessa tanto la spettacolarità o l’eccezionalità dell’investigazione, quanto parlare
delle storie ordinarie di mala società, con i carabinieri perennemente in servizio. Tre i nostri eroi,oltre al maresciallo De Robertis, l’appuntato Carmine Apostolitano,il …donnaiolo della compagnia oltre che l’apprezzatissimo cuoco, e il maresciallo Michela Falcone, preparatissima dal punto di vista tecnico contrariamente al maresciallo capo più
a suo agio sui pedali che con i computer….
Vita quindi di una piccola caserma, con i turni giornalieri, con l’angolo-cottura regno
dell’appuntato, insomma il quadro di un gruppo affiatato e ben condotto dal buon senso
del De Robertis, e poi via da un momento all’altro a sirene spiegate, e magari capaci
anche di prendere una multa all’autovelox per arrivare prima sul posto della chiamata, e
anche questo i loro sedentari superiori di città non lo capiranno mai.

Quel che colpisce, e a noi arrivano filtrate attraverso l’esperienza e la bonomia di De Ro-
bertis.è la realtà di essere sempre al servizio dei cittadini, una realtà che- come anno-
tiamo da queste pagine-è fatta di appostamenti, intercettazioni,irruzioni, perquisizioni.
Si entra in storie umane e quindi anche la narrazione di DE LUCA considera sempre il profilo umano dei singoli , del resto il narratore questi fatti li ha sempre vissuti in prima persona.
Ed ecco una serie di situazioni che via via ci portano in mezzo a baby gang, baby squillo,baby spacciatori,prostitute, immigrati, rapinatori, sfruttatori, viziosi,
pedofili, tutti casi in cui può imbattersi un tutore dell’ordine, come appunto il nostro De
Luca, in arte De—Robertis. Singolare il passaggio dalla vita attiva sul campo alla scrivania
dello scrittore, forte comunque dell’abitudine di scrivere rapporti,verbali, etc.
Pensiamo che DE LUCA sia il primo ad essere colpito dell’umanità, della disperazione,della
malinconia ma anche della speranza che può uscire da ogni vicenda e da ogni personaggio
“buono”al centro delle tante indagini, poi vi è il passaggio nel “raccontare”, ecco che
divengono personaggi nel momento che i fatti divengono “pubblici” e devono avere la forza
di dare un monito e un esempio a tutti. Il nostro autore sa condire il tutto con una certa
arguzia sì da rendere meno pesante il clima di fatti che nella loro entità sono drammatici e
pesanti.
Storie di carabinieri e della loro umanità, Luca Crovi nella sua prefazione ricorda il maresciallo Arnaudi di Mario Soldati ne I racconti del Maresciallo, che raccontava i suoi
casi davanti a una tavola imbandita.Ecco, la volontà comune di raccontarsi, di aprirsi e di
far sì che certe storie, pur se spesso poco commendevoli, servano da esempio a tutti i lettori.

GIUSEPPE PREVITI


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