Il Blog di Giuseppe Previti

” LA SCUOLA DELLE DONNE” – DI SUSANNA DANIELE- SETTEGIORNI

Era uso nell’Ottocento che l’istruzione- specie per quanto riguardava le famiglie altolocate e borghesi- procedesse secondo schemi rigidamente precostituiti, con l’istruzione
impartita, oltre che tra le musa di casa, in istituti privati o pubblici, con lo scopo di mettere gli allievi in condizione di avere un loro ruolo nella società civile.
Se era vero che tutti dovevano saper “leggere,scrivere e far di conto” era anche vero che questo percorso didattico era assai difficoltoso per le bambine come del resto anche
per chi apparteneva ai ceti meno abbienti, senza considerare che i bambini che vivevano in campagna dovevano svolgere molte incombenze a danno della frequenza scolastica.
Una svolta importante si ebbe quando molte donne si dedicarono all’insegnamento e la loro volontà era di fare le insegnanti principalmente per i figli del popolo ma in generale
anche per tutte le bambine. Anche in questo caso si voleva fornire tutti questi giovanetti di cognizioni necessarie a potersi inserire nella società.
A Pistoia, come ci ricorda in questa vasta disamina sull’insegnamento principalmente al femminile nella provincia di Pistoia SUSANNA DANIELE,LA SCUOLA DELLE DONNE,
molte sono state le figure femminili che si sono occupate in queste scuole dove si insegnava a bambini e bambine.
La nostra autrice adopra una frase forte: “SONO QUESTE LE DONNE CHE HANNO FATTO GLI ITALIANI”. Ma tutto sommato dice la verità perchè queste maestre scon-
fissero l’analfabetismo, preparando i giovani a comportarsi come di deve  e a confrontarsi tra loro.
Molte de donne citate in questo testo, che avevano una tale voglia di fare e comunicare, che a volte anche partendo da una panchina o da dei sassetti li usarono come materiale
didattico interessando i loro allievi. E si può dire che ci fu un vantaggio reciproco, le maestre trovando una ragione di vita e anche,quando possibile, il sostentamento alla loro
esistenza, gli alunni si videro aprire la possibilità di apprendere, cosa fin allora preclusa a molti o molte di loro.
Importanti furono ad esempio Guilia Civinini Arrighi e  Anna Gherardi Del Testa, due donne toste e determinate, che seppero imporsi a un mondo sin’allora aveva imperato il
genere maschile. Si dedicarono all’istruzione delle fanciulle. Un passo decisivo si realizzò quando il Regno d’Italia cominciò a istituzionalizzare il ruolo dell’insegnamento femmi-
nile. Sia pure meno pagate dei maschi anche le donne furono parte integrante del progetto-scuola. Un altro passo importante fu quello verso le donne imprenditrici, perchè si
avvertiva sin da allora la necessità che l’istruzione non fosse fine a se stessa ma che dovesse insegnare a entrare con cognizioni pratiche nel mondo del lavoro.
Praticamente la DANIELE compie un lungo excursus partendo dagli ultimi decenni dell’800 per arrivare  a figure e tempi più moderni.
Certamente c’era tutto un mondo nuovo da fronteggiare e da guidare, ma la vivacità,la cultura, la voglia di fare, l’impegno  di queste figure femminili fu ragguardevole e deter-
minante nel portare avanti il sistema di educazione che tra l’800 e ilo 900 si può dire abbia avuto una connotazione nettamente al femminile.

 

SUDANNA DANIELE si era già 0ccupata  in precedenti studi e saggi del mondo al femminile, sia nel caso della violenza sulle donne sia nel raccontare di donne importanti
nella storia di questa città, troppo spesso dimenticate o trascurate.
In LA SCUOLA DELLE DONNE si occupa della società pistoiese  dalla metà dell’Ottocento al Novecento tracciando un percorso sul come fu svolta l’educazione specialmente
sotto l’ottica  delle donne. Sono ricordate molte figure, anche alcune meno conosciute o non citate nella storiografia ufficiale.
Non si è limitata nelle sue ricerche alla città di Pistoia ma si è interessata anche alla sua provincia, dalla campagna alla montagna sino alla Valdinievole, ricordando anche
una suora che fondò un ordine religioso a Poggio a Caiano, oggi facente parte amministrativamente del distretto di Prato, ma ancora appartenente alla Diocesi di Pistoia.
Viene messo in rilievo il lavoro pesante, difficile, spesso osteggiato, di queste donne che da metà Ottocento agli albori del ‘900, facendo conto spesso solo su se stesse(basterebbe
citare il caso di Italia Donati),contribuirono a dare un’istruzione e una educazione a questi ragazzi. Ci furono anche contributi di nobildonne e di donne borghesi, sorsero ad
esempio delle scuole-laboratorio di ricamo e di altre attività artigianali che furono a lungo parte basilare dell’economia delle nostre zone.
Un altro aspetto di queste attività delle figure femminili pistoiesi è nella resa possibilità di creare o aiutare a creare istituti che raccolsero ragazzi abbandonati o rimasti orfani
dopo la seconda guerra mondiale e dettero loro una casa, una istruzione, una possibilità di partecipare a parità di diritti alla vita di tutti i giorni. E altra meritoria attività
l’insegnamento nelle carceri.
Due secoli di esperienze didattiche al femminile, con tanti ritratti disegnati a tutto tondo dall’autrice, protagoniste  GIULIA CIVININI  ANNA GHERARDI DEL TESTA
EULALIA SANNINI POLISSENA TRONCI ITALIA DONATI ELENA CINI FLAVIA CANTAGALLI SUOR MARIA MARGHERITA CAIANI IVA PERUGI ELENA SALVESTRINI
ANGELA BORGIOLI.

 

 

GIUSEPPE PREVITI

 

 


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