Il Blog di Giuseppe Previti

” NERO ANANAS” di VALERIO AIOLLI- VOLAND

Questo romanzo, o se preferite, questa storia inizia con la  c.d. “strategia della tensione” che ufficialmente inizia il 12 dicembre 1969 con la strage di piazza Fontana a Milano .
E’ una data che cambia l’Italia e che aprirà sconvolgenti scenari negli anni a venire. Il libro ci presenta un campo composto da tante figure che formano un mosaico che
l’autore cerca di comporre. Ci sono infatti gli estremisti di destra, che tramano nell’ombra  incontrandosi per progettare attentati prima in piccolo e poi in grande. Ci sono
poi gli anarchici, si parlerà di pista anarchica, e infatti conosceremo un anarchico che viaggia verso un proprio inferno personale, ma sempre alla caccia di quella che lui>
chiama “la grande occasione” purificatrice. E poi ci sono i politici, ne vengono citati tanti, ognuno con  il proprio percorso, ad esempio si può ricordare Pio, uomo assai devoto,
ma anche pronto a scalare tutti i gradi del potere.
E un ruolo importante lo svolgeranno anche i Servizi, anche loro tramano,certamente nell’ombra, ma intanto si informano, influenzano, spiano, giudicano!
E poi Calimero il ragazzino di una famiglia borghese fiorentina che improvvisamente vede sparire la sorella, entrata in clandestinità. e lui spererà sempre di ritrovarla.
Quattro anni di vita assai intensi , gli anni fra il 1969 e il 1973, anni scottanti e che peseranno molto sui destini e gli assetti del Paese, quattro anni narrati attraverso tante>
storie in cui si intrecciano vari destini.

Con Nero Ananas Valerio Aiolli è entrato nella dozzina dei finalisti del Premio Strega. Un riconoscimento importante perché con questo romanzo si entra nella storia, si torna
ai tempi degli Anni di piombo, con la strage di piazza Fontana a Milano e altri gravi attentati. Aiolli lo fa usando ovviamente eventi e personaggi realmente esistiti, ma procedendo seguendo lo stile immaginario tipico di un romanzo, ovvero sono reali solo in rapporto alla realtà che può avere un’opera di finzione,L’autore lo ha definito un
romanzo quasi storico in quanto si racconta la storia vera ma inserendola in un racconto di finzione. Nel libro si parla degli anni c.d.di piombo che vanno dalla strage di Piazza Fontana del 1969 a quella della questura di Milano,anno 1973.  L’anno 1961 viene considerato come spartiacque tra gli anni dell’innocenza e quelli che poi sfoceranno nel
1969  con l’attentato di <Milano Tutta l’Italia rimane sconvolta, compreso il giovane fiorentino, tra i protagonisti del romanzo,. Si scopre così,la storia, se ne segue lò svilup-
parsi, vista da una famiglia tipica  della borghesia, ma anche vista dagli estremisti di destra durante i loro incontri . Quindi il tutto è inserito all’interno dei rapporti familiari o
di militanza politica. Non di tutti i personaggi è chiara la effettiva operatività, o quanto meno ci  possono essere molti dubbi su cosa fanno o da che parte stiano.§
Il libro si svolge in varie città, certamente il riferimento a Firenze è continuo, ma la storia narrata ci porta anche a Venezia, Milano, Reggio Calabria, Roma. I vari approcci cor-
rispondono anche al diverso modo di pensare e di agire degli abitanti delle singole località,. ma anche all’abilità dell’autore nel raccontare fatti realmente accaduti e ricordare
situazioni umane e politiche che se pur espresse da “personaggi di carta” hanno certamente una valenza storica e reale che ci porterebbe a parlare dei romanzo effettivamente…storico.
Nero Ananas tocca casi ancora oscuri e nervi scoperti della storia della nostra Repubblica.Quello che penso possa interessare i lettori non è soltanto una ulteriore ricostruzione
dei fatti ma il trovarsi davanti a un affresco di un periodo costruito  scandagliando l’anima di vari personaggi, evidenziando lo sfacelo dei singoli unito allo sfacelo fisico causato
dallo scoppiare delle bombe. Era un’Italia che veniva dalle rivolte del ’68, c’era stato l’autunno caldo, erano scoppiate rivolte tipo quella di Reggio Calabria, tutto questo aveva
lasciato il segno, però era una Italia ancora apparentemente felice, c’erano ancora i benefici del boom economico. Ma improvvisamente tutto questo cambia, le stragi incidono
inevitabilmente sull’umore del Paese, e  questo libro si ingegna di dare una risposta “sua” a cosa portò a quell’attentato e alle conseguenze che ne derivarono.
E da queste pagine risulta ancora oggi difficile capire perché si parla sempre, ancora oggi, dell’attentato di Piazza Fontana e molto meno di quello di via Fatebenefratelli§
alla Questura di Milano. Un attentato che provocò dei morti e del quale non si è mai compreso quali  risultati abbia portato alla destra, tanto più che il responsabile,subito
catturato, era un “cane sciolto”.
Un’altra cosa che colpisce è che le differenze in chi commetteva gli attentati era abbastanza labile, molti personaggi compaiono nelle varie inchieste. C’era un gruppo che operava a destra, un altro era  di sinistra, in mezzo varie anime…perse, ma ancor più grave spesso c’era l’opera dei Servizi, oltretutto non sempre italiani.
Si rivivono o si vivono(secondo l’età…), grazie al lavoro di Aiolli, dei periodi in cui si allignava un mondo segreto e misterioso, allora magari insospettato, ma ora venuto alla luce
grazie al gran lavoro fatto in questi anni da magistrati, poliziotti,carabinieri, giornalisti, scrittori. Ma forse la spinta maggiore l’hanno data gli italiani che hanno voluto forse
riscattare quell’accettazione supina di verità che verità non erano. E del resto è lo stesso Aiolli che dice che tutti quelli come lui che allora erano dei ragazzini hanno sempre in-
tuito che dietro le verità ufficiali c’era qualcosa altro da rivelare….Possiamo dire meglio tardi che mai.
Nero ananas è un bel romanzo, molto “sentito” anche da chi lo ha scritto,, e questa passione e voglia messa nel raccontare non può che appassionare e interessare i lettori.
Una storia composta da tante facce, una storia che racconta di tante vite, dove c’è di tutto, la politica,il mistero, la spy-story, il thriller, il sentimento, l’amore, ma anche le>
conseguenze che hanno sull’amore certi avvenimenti di ferocia gratuita. Tanti ritratti, molti personaggi, alcuni anche facilmente riconoscibili, vedi il politico per vocazione, che
vorrebbe ritirarsi ma poi è sempre la, convinto alla fine che la sua è più una missione che una vocazione….O la sorella del giovane protagonista che rifiuta la società in cui
vive ma si illude di poter regolare gli eventi. Personaggi “veri” e “inventati” si alternano, buoni e malvagi, illusi e delusi, un quadro di prima mano ma anche la constatazione
dell’incapacità di uno Stato di fronteggiare tale situazioni, cosa che del resto si ripeterà con le BR, cioè da questi ritratti non escono certo dei superuomini.
C’è molta politica, c’è molto studio dei motivi che hanno portato a trasformarsi in dinamitardi tante persone comuni,insomma il risalire alle radici di un periodo ormai lontano
ma che ha tanto inciso sul nostro presente.
Un tocco anche di poesia e di accorato rimpianto nell’…appello di coloro che inconsapevolmente si avviano al loro triste destino di trovarsi nell’ora sbagliata nel posto sbagliato,
già perché in tutto questo un ricordo va dato pure delle vittime, che nessuno ricorda mai e di questo va ringraziato l’autore.
Un libro da lodare  perché cui racconta storie ancora piene di ombre, anche con l’ausilio delle fiction si può ben andare oltre la semplice cronaca di fatti ormai dimenticati e
che invece non vanno dimenticati.

 

GIUSEPPE PREVITI


Per leggere e stampare Diari di Cineclub clicca qui